Yahoo Music lancia le Artists Pages

Yahoo! Music ha recentemente lanciato le proprie “Artist Pages“che aggregano musica, servizi ed informazioni per oltre 500.000 artisti. Lo scopo è diventare “il punto di partenza definitivo per i fans di musica” e data la capillarità di Yahoo è facile immaginare che tali pagine potranno posizionarsi in cima ai motori di ricerca, sorpassando pagine Wikipedia o siti di artisti ufficiali.

I fans hanno ora quindi l’abilità di creare le proprie pagine di supporto, con contenuti e links diretti selezionando molteplici piattaforme d’acquisto, quali iTunes Music Store, Amazon, Last.fm, Rhapsody, Pandora, YouTube e lo stesso Yahoo. In futuro gli utenti potranno inoltre realizzare proprie pagine musicali all’interno del portale Yahoo Music dato che la previsione è di aprire la piattaforma a fans, musicisti, artisti ed etichette discografiche.

Concepito in origine come servizio chiuso, a ciò che fosse ristretto a consumo proprietario o informazioni create internamente, queste nuove Artist Pages rappresentano il primo grande sforzo di Yahoo! di aprirsi all’esterno con molteplici prodotti e servizi musicali.

“Le Artist Pages influenzano l’incredibile audience di Yahoo, per creare qualcosa di completamente nuovo, aperto, sociale e originale, che crediamo attrarrà una nuova generazione di fans e nuovi utenti a Yahoo! Music”, ha dichiarato Michael Spiegelman, direttore di Yahoo! Music.

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Yahoo! Music si ferma qui

Yahoo ha fatto il possibile per raggiungere il rivale iTunes Music Store, ma dopo 3 anni di risultati insoddisfacenti, la “grande Y” decide di cessare i suoi servizi musicali (e il network relativo) lasciando gli abbonati con librerie musicali protette da DRM che non potranno essere trasferite su nuovi computer.

Dopo aver tentato in qualsiasi modo di attirare consumatori, dalle offerte sui prezzi o dalle formule “all-you-can-eat”, Yahoo ha avvertito che chiuderà il suo music store online permanentemente dal 30 Settembre prossimo.

Sebbene tale notizia sia cattiva per i clienti sporadici che acquistavano contenuti tramite questo canale, la notizia può essere peggiore se consideriamo quei clienti che usufruivano del servizio “Permanent download” in abbinamento al servizio in abbonamento. Yahoo spegnerà a Settembre i server che si occupano delle licenze DRM e che “proteggono” i brani, sbarrando così la strada ad eventuali trasferimenti e/o backups.

Sebbene qualsiasi file musicale acquistato continuerà a poter essere riprodotto anche dopo la cessazione del servizio di Yahoo, lo spegnimento dei server che si occupano delle licenze DRM crea di fatto una scadenza oraria per i clienti: re-installare il sistema operativo su un computer con brani acquistati o intraprendere qualsiasi operazione sul proprio computer che modifichi o cancelli le licenze musicali renderà di fatto i brani non più utilizzabili, a prescindere da quante copie di backup erano state fatte.

Yahoo è ben cosciente del problema e sta spingendo gli utenti a masterizzare i propri contenuti su CD Audio, rimuovendo così le restrizioni prima che sia troppo tardi.

“Raccomandiamo caldamente di effettuare backup di brani acquistati su Audio CD prima della chiusura del negozio”, dice Yahoo. “Effettuare backup della vostra musica su Audio CD permetterà di copiare musica nuovamente sul proprio computer, se la licenza originale del brano non può essere recuperata”.

L’esperienza sottolinea il rischio potenziale che risiede dietro al DRM, che di natura è totalmente dipendente dalla volontà di un’azienda di aprire o chiudere servizi online di autorizzazione.
Per i clienti di un altro servizio prossimo alla chiusura, MSN Music, l’esperienza è familiare: tanti clienti hanno rischiato di perdere le loro collezioni di brani regolarmente acquistati un mese prima di Yahoo, fino a che la pressione dei clienti stessi ha fatto sì che Microsoft fosse obbligata a mantenere attivi i server che si occupano delle licenze DRM, sino al 2011.

Apple dal canto suo ha pubblicato una lettera aperta, dichiarando quali siano i vantaggi dell’abbandono di lucchetti o protezione sui brani.

Ecco perchè anche il servizio di download musicale di Amazon (che ufficialmente si attesta al secondo posto dopo iTunes Music Store per volume d’affari) ha deciso sin dal suo lancio di abbandonare definitivamente la possibilità di vendere brani protetti da DRM.