La sicurezza: Sony, Qriocity e il Playstation Network – Un aggiornamento

QriocityOramai diventato un caso di pubblico dominio (e purtroppo diventato di pubblico dominio molto tardi) Sony svela in un blog le misure di contrasto che andrà ad applicare per trovare colui (o coloro) che si celano dietro all’attacco hacker più importante degli ultimi anni. Sebbene le cifre pubblicate sui media siano come al solito in contrasto (c’è chi parla di 16 milioni di account rubati, chi di 77 milioni), quale che sia il numero di utenti le cui informazioni siano state rubate è ancora oggetto d’indagine non solo da parte di Sony, ma da parte di vari governi (Inglese e Tedesco in primis) che vogliono al più presto chiarire la posizione di Sony.

Qriocity (recentemente lanciato dal colosso nipponico e tra i canali a disposizione di Wondermark) è stato oggetto di un lancio promozionale negli Stati Uniti piuttosto massiccio. Il nuovo canale d’intrattenimento ha potuto così raccogliere in pochi mesi moltissimi utenti e così anche i loro dati sensibili (ovviamente) in più di 50 paesi nel mondo, Italia compresa.

Nel breve post pubblicato sul Blog ufficiale di Sony Playstation, il responsabile della comunicazione non dà molti dettagli sulle operazioni ancora in corso.

Quello che è consigliato, nella sostanza, è di accedere a Qriocity (o al Playstation Network) non appena disponibili nuovamente e di modificare la propria password di accesso: la speranza è che non siano state trafugate informazioni relative alle carte di credito connesse a tali account.

Vevo

In America, questa notte, è stato lanciato un servizio di streaming video musicali di nome “Vevo“.

Realizzato dall’unione di Universal, Sony e YouTube, Vevo è stato inoltre finanziato per 300 milioni di dollari da una compagnia d’investimento di Abu Dhabi, la “Abu Dhabi Media Company”.

Sostanzialmente Vevo trasmette video e contenuti musicali collegati, alcuni di essi anche esclusivi, dal catalogo delle principali major musicali, ovvero Universal, Sony, Emi ad esclusione di Warner Music Group. Il sito è inoltre finanziato da pubblicità e brand che includono AT&T, McDonalds e MasterCard.

Il perchè del lancio di un servizio di streaming video coordinato con YouTube è facilmente spiegabile dal fatto che Universal e Sony stanno cercando di riacquistare il controllo dei loro contenuti video su internet e allo stesso tempo di guadagnarci molti più soldi di più di quelli che stanno ricevendo dallo sfruttamento su YouTube. Meta di questo nuovo servizio è di costruire una destinazione “Top” con abbastanza traffico e visitatori per attirare investimenti pubblicitari in grado di generare guadagni per le major e i produttori di contenuti coinvolti. Doug Morris, il boss di Universal, ha dichiarato che “Vevo è come MTV all’ennesima potenza. Stiamo iniziando con questo tipo di audience, ma ora ne siamo al controllo. Non abbiamo più bisogno d’intermediari”.

**Aggiornamento del 11/12/09: stando a quanto riportato da diversi blog musicali e siti web specializzati, i 300 milioni di dollari, la partership con Google e l’alleanza con 3 majors non ha portato, almeno inizialmente, commenti entusiasti o benefici. Piuttosto è stato dimostrato che il servizio è ben lungi dall’essere “l’MTV all’ennesima potenza” confermata da Doug Morris.