Eric Whitacre – Una storia di condivisione

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Questa è una storia di vero social networking su larga scala.

Eric Whitacre è un compositore americano che ha realizzato un progetto incredibile: riunire 2.000 persone (2.052 per l’esattezza) che non si conoscevano nè si erano mai viste prima (e provenienti da più di 50 paesi diversi) e farle cantare tutte assieme in un coro, per una composizione scritta appositamente.

Il risultato, da togliere il fiato, è disponibile nel video descrittivo di Whitacre realizzato per TED nel mese di Aprile 2011 e visualizzabile qui.

Eric Whitacre’s Virtual Choir 2.0, ‘Sleep’ from Eric Whitacre on Vimeo.

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Google Music con Cloud, Social e Android

Google MusicGoogle Music è stato inaugurato poche ore fa negli Stati Uniti. Come previsto si tratta di una grande piattaforma online per la vendita di tracce musicali che sfrutta tutte le potenzialità della tecnologia cloud. In pratica oltre alla possibilità di scaricare la musica sul proprio PC sono previste opzioni di streaming su più dispositivi e condivisione attraverso il social network Google+. L’azienda non a caso parla della possibilità di “scoprire, acquistare, condividere e godere della musica digitale in modalità innovative e personalizzate”.

“Hanno dovuto fare il loro ecosistema per attirare i consumatori analogamente ad Amazon e Apple”, ha spiegato al New York Times Michael Gartenberg, analista di Gartner. “I servizi cloud personali sono chiave per la domanda dei consumatori. Quindi è normale che Google debba giocarsela qui. Ma dato che sono in ritardo lo devono fare in un modo solo”.

Google Music infatti sfrutta Android Market, a conferma di quanto si mormorava a febbraio, e quindi nasce per approfittare anche dell’incredibile base utenti del mondo mobile e domani tablet. La partenza in ogni caso è con il botto perché grazie agli accordi con EMI, Universal, Sony Music e altri editori (non Warner almeno per ora) l’offerta è di ben 13 milioni di tracce audio. Si parla di artisti del calibro dei Rolling Stones, Coldplay, Pearl Jam, etc. Per di più in questa fase promozionale è prevista una traccia in regalo ogni giorno, da scegliere all’interno di un gruppo selezionato. La nota negativa è che gli attuali accordi licenziatari non rendono Google Music accessibile oltre i confini statunitensi.

A distanza di due giorni dalla presentazione di iTunes Match il pensiero non può che correre ad Apple. “Altri servizi di cloud music ti costringono a pagare per ascoltare la musica che già possiedi”, ha risposto Jamie Rosenberg, dirigente di Google. “Noi no”. E infatti il backup su cloud del colosso di Mountain View è gratuito e consente di trasferire online il proprio completo archivio musicale (massimo 20mila tracce). Purtroppo questa procedura potrebbe risultare inizialmente un po’ lunga, considerato che si tratta di un vero e proprio “uploading”. La buona notizia è che ogni TAG, nominazione o dettaglio legato ai file rimarrà intatto.

Per quanto riguarda l’aspetto commerciale bisogna ricordare che le singole tracce audio si pagano 69 centesimi, 99 centesimi o 1,29 dollari, mentre un album completo costa circa 10 dollari. Nello specificosi tratta di file MP3 a 320 kbps.

Da rilevare poi che gli acquisti si effettuano tramite Google Checkout e quindi una procedura che prevede l’uso della carta di credito, ma se si è clienti dell’operatore T-Mobile l’addebito avviene direttamente sul conto telefonico.

Dopo l’acquisto le tracce audio volendo si possono condividere con gli amici su Google+. L’aspetto interessante è che il proprio archivio su cloud è accessibile anche tramite i dispositivi Android (almeno 2.2) – a patto ovviamente che dispongano dell’App Google Music. Purtroppo per ora non è possibile acquistare tramite cellulare, ma Google ha assicurato che questo rappresenta il prossimo passo evolutivo.

(Articolo da Tom’s Hardware)

Digitale, Mobile e Social Media in Cina

Dopo il recente post dedicato all’India, il blogger e ricercatore Simon Kemp ci fornisce un’ampia visione di quelli che sono i numeri attuali nel territorio cinese.

Vediamo i numeri in dettaglio:

457.000.000: gli utenti attivi su Internet in Cina (il 34% della popolazione totale)

10.000.000: il numero di nuovi utenti collegati ad Internet ogni mese

58%: la percentuale degli utenti Internet cinesi al di sotto dei 30 anni

56%: gli utenti maschi

27%: il numero degli utenti cinesi collegati da zone rurali

88%: la percentuale degli utenti che si collegano da casa

98%: la penetrazione della banda larga tra gli utenti

150 minuti: il tempo medio speso da ciascun utente, ogni giorno su Internet

5 ore al giorno: il tempo medio speso dagli utenti cinesi della fascia 18-27 anni, per email e navigazione internet

58%: la percentuale di cinesi che è collegata ad Internet per almeno 3 ore ogni giorno

17%: la percentuale di cinesi che guarda la TV per almeno 3 ore ogni giorno

87%: gli utenti cinesi che guardano la TV e navigano su Internet contemporaneamente

4 ore: il tempo medio settimanale speso da ciascun utente per lo streaming di musica o video su Internet

60 miliardi di dollari: il giro economico complessivo realizzato da TaoBao (un popolare sito di aste e shopping online) nel corso del 2010

66%: la percentuale di utenti cinesi che si collega ad Internet mediante un dispositivo mobile

879.000.000: il numero di abbonati ed utenti di telefonia mobile in Cina

2.7 miliardi: il numero di SMS mandati ogni singolo giorno di Febbraio 2011 in Cina

In Cina gli utenti possono acquistare tramite il loro cellulare:

– Caffè presso Starbucks

– Biglietti della Metrò

– Fare operazioni di Online Banking

– Acquistare prodotti nei negozi

– Acquistare biglietti della lotteria

70%: la percentuale di utenti cinesi che dichiara di “non poter vivere senza cellulare”

303.000.000: il numero di utenti internet collegati tramite dispositivi mobili (quasi quanto l’intera popolazione Americana)

2 su 3: il numero di utenti che utilizza un sistema di Instant Messaging in Cina

40%: il numero degli utenti internet che creano e/o postano contenuti da loro realizzati (quasi il doppio di ciò che fanno gli americani)

235.000.000: il numero di utenti iscritti a Social Media in Cina (un incremento del 33% in più rispetto al 2010)

92%: la percentuale di utenti che visitano siti di Social Media almeno 3 volte la settimana

34%: la percentuale di utenti che accedono a siti di Social Media ogni giorno

Metà degli utenti di Social Media in Cina sono nella fascia 20-30

27%: la percentuale di utenti cinesi iscritti a Social Media che ha creato 5 o più profili sui Social Networks

636.000.000: il numero di iscritti a QQ (Il programma d’Instant Messaging più popolare in Cina). (100 milioni in più del numero totale d’iscritti a Facebook in tutto il mondo).

481.000.000: il numero di profili registrati su QZone

178 milioni: il numero d’iscritti al sito 51.com

170 milioni: il numero d’iscritti a RenRen

100 milioni: il numero d’iscritti a Sina Weibo

87%: la percentuale di utenti che ha aggiunto ai propri amici o ha espresso parere positivo (“like”) su pagine dedicate ai brands

77%: la percentuale degli utenti che crede che una presenza all’interno dei Social Network renda un brand più attraente

295.000.000: il numero di bloggers in Cina

98.000.000: il numero di utenti cinesi che utilizza BBS (Bullettin Board System)

81%: la percentuale di giovani utenti cinese che verifica i commenti ed i feedback su Social Network prima di effettuare un acquisto

304.000.000: il numero di giocatori on-line in Cina (più del doppio dell’intera popolazione della Russia)

5 miliardi di dollari: il valore stimato dell’industria dei “beni virtuali” in Cina nel 2009

iTunes 10 e Ping: cosa cambia nel mondo dei social networks

iTunes 10 LogoCon l’avvento di iTunes 10 (scaricabile da qui) Apple ha lanciato un nuovo Social Network chiamato “Ping”.

Ciò che è possibile fare con Ping è simile a qualsiasi altro Social Network conosciuto, ossia condividere, commentare, raccomandare e recensire la musica su iTunes Store. Per gli artisti vi è la possibilità di creare pagine personalizzate (molto presto anche per gli artisti Wondermark) e per gli utenti vi è l’effettiva possibilità d’interazione con l’artista preferito ed un meccanismo virale di passa parola che porterà notevoli benefici in termini di acquisti.

Myspace e la rivoluzione inglese

MySpace Uk still growing In un interessante articolo pubblicato da Punto Informatico vengono elencati interessanti dettagli sull’evoluzione delle abitudini dei teenagers inglesi.

“Il 30% dei teenager del Regno Unito ruba il tempo ai compiti per svagarsi sulle piattaforme di social networking: è il prevedibile risultato emerso da Digital Entertainment Survey 2008, un’indagine confezionata dalla britannica Entertainment Media Research per Wiggin.

Il Guardian ha subito approfittato per evidenziare gli effetti di questa tendenza sull’industria televisiva. I giovani di età compresa tra i 15 e i 19 anni non solo hanno tradito la TV con Facebook, MySpace e Bebo, ma stanno alimentando indirettamente una rivoluzione nel campo della pubblicità.

Gli inserzionisti, secondo le valutazioni di Wiggin, dovranno al più presto rispondere ai rinnovati consumi mediatici delle persone. Nel rapporto 2008 si spiega infatti che la maggior parte dei telespettatori inglesi di età compresa tra i 15 e 54 anni guarda i programmi solo dopo averli registrati – saltando così con l’avanzamento rapido i “consigli per gli acquisti”. Negli Stati Uniti sono così preoccupati del fenomeno che alcune società stanno sperimentando spot “rallentati”, così che durante lo skipping si ricrei una sorta di fruizione pubblicitaria normale. Senza contare naturalmente le nascenti soluzioni tecnologiche di “tutela” del consumo pubblicitario.”
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