Napster, addio definitivo

(da Punto InformaticoNapster Logo)

Napster è morto, e questa volta resterà morto per sempre: lo storico “marchio” della condivisione musicale in rete, passato per le forche caudine della violenta rappresaglia legale delle Big Four del disco e reinventatosi store digitale con tutti i crismi della legalità, sparirà fondendosi con Rhapsody.

La piattaforma musicale di streaming e download – la maggiore del genere negli USA dopo iTunes – ha infatti già acquisito tutti i diritti, gli asset e gli utenti di Napster pagando a Best Buy una cifra ad oggi sconosciuta. Ora le speculazioni sono ufficiali: Napster come marchio autonomo non esisterà più.

Col tempo il “brand” Napster si è reinventato store digitale legale, ma è indubbio che i suoi numerosi lasciti sopravvivano senza di esso: da Napster deriva l’esplosione della supernova del Peer2Peer decentralizzato (Gnutella, Gnutella 2, eDonkey, Kademlia ecc.), a Napster va il merito di aver trasformato il formato MP3 in un fenomeno di massa e di aver aperto le porte al nuovo “eden” della musica digitale dove un colosso del calibro di Apple la fa da padrone.
Una breve cronistoria dell’avventura di Napster è d’obbligo: nata nel 1999 come piattaforma centralizzata per la condivisione libera di brani musicali fra utenti, la società fondata da Shawn Fanning, John Fanning e Sean Parker è stata fatta letteralmente a pezzi dall’assalto legale di RIAA e del mondo musicale “ufficiale”.

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Addio Napster, ora Rhapsody

Napster LogoC’è chi ha sottolineato come il suo nome sia ormai destinato a sparire, dopo aver stravolto il panorama musicale alla fine degli anni 90. Napster, il primo grande avversario dell’industria discografica globale, verrà ora assorbito dalla piattaforma a sottoscrizione Rhapsody. Ceduto dai vertici di Best Buy per una somma attualmente sconosciuta.
Era stato proprio il gigante dell’elettronica di consumo ad acquisire gli asset di Napster nel 2008, sborsando un totale di 121 milioni di dollari. I circa 700mila utenti della creatura di Shawn Fanning erano così finiti nelle mani del retailer statunitense, sette anni dopo la chiusura dello stesso programma di file sharing per violazione ripetuta del diritto d’autore.

Gli utenti di Napster verranno ora aggregati agli 800mila guadagnati nel tempo da Rhapsody, che in sostanza risponderà al recente sbarco di Spotify in terra statunitense. Secondo le fonti specializzate, l’accordo di acquisizione degli asset di Napster dovrebbe risultare formalizzato entro la fine del prossimo novembre. Best Buy diventerà azionista di minoranza della piattaforma musicale slegatasi da RealNetworks.

Come sottolineato dal CEO di Rhapsody Jon Irwin, si tratta di un’acquisizione dettata dal bisogno di espandersi, in particolare aggregando quote sostanziose di utenza. Proprio questo dettaglio ha scatenato i più allarmati timori: il brand Napster potrebbe essere definitivamente accantonato, dal momento che la stessa Rhapsody pare interessata ai soli utenti dell’ex-nemico pubblico delle etichette.

(da Punto-Informatico)

Real Networks ora esteso a in 11 paesi in Europa

Quest’oggi Real Networks ha firmato un accordo triennale con l’operatore mobile SFR, il più importante carrier telefonico francese. Il servizio è attivo da ieri ed estende la copertura di Real che attualmente serve in Austria (con Mobilkom A1), Vodafone in 9 paesi tra cui Inghilterra, Irlanda, Portogallo, Germania, Italia, Grecia, Olanda, Romania e Spagna.

Complessivamente Real Network è disponibile attraverso 84 operatori mobili, in 45 paesi, rendendoli disponibili ad un bacino d’utenza complessivo pari a 860.9 milioni di abbonati.

L’intero catalogo Wondermark è disponibile su Real Networks, dal 2007.

Spotify – La iPhone App ora disponibile

Spotify

Spotify iPhone App

Fatto inusuale da parte di Apple annunciare la disponibilità di un nuovo applicativo per iPhone di terze parti, ma nel caso di Spotify l’attesa era evidente.

Dopo settimane di speculazione, Apple ha ufficialmente approvato l’applicativo che si appresta a fare il suo esordio su iTunes Store. Per Spotify si tratta di un ottimo colpo, dopo aver fatto circolare un video di un’applicazione ancora in fase beta qualche mese fa. L’applicativo è un’ottima risorsa per portare nuovi abbonati (il servizio premium di Spotify ha un costo di 9,99£ al mese) e sicuramente un grandissimo stimolo per tutti gli operatori coinvolti con il business dello streaming musicale (We7, Napster, Rhapsody, iMeem, per citarne alcuni).

Crescita per Amazon e Rhapsody

(da Rockol)

Anche se iTunes è tuttora senza rivali nel mercato della musica digitale (legale), i consumatori americani cominciano a familiarizzare con altri marchi e altre piattaforme. Stando a una recente ricerca dell’istituto Ipsos, la preferenza accordata al negozio on-line della Apple è ancora in aumento, 57 % (e + 7 % rispetto all’anno scorso) tra coloro che conoscono più di un negozio legale di download. Ma ora il 9 % degli utenti Internet statunitensi dichiara di preferire Amazon MP3, attivo da un solo anno, mentre il 7 % predilige Rhapsody (fermo al 4 % un anno fa). In declino risulta invece il gradimento di Napster, di Yahoo! e di MySpace, almeno prima del lancio del nuovo servizio musicale.