Promuovere la propria musica online in quattro passi: prova con S-P-A-S (Scopri – Prova – Acquista – Segui)

Jaco'sMettere i propri brani in vendita online è relativamente facile, ma cosa succede una volta che i nostri brani sono disponibili su iTunes e in tanti altri negozi digitali? Come possiamo fare in modo di incrementare i download dei brani? Ci sono molti modi per promuovere i nostri contenuti online, il modo più semplice è di non cercare di reinventare la ruota ma basarsi sulle tecniche di vendita tradizionali, utilizzandole con buon senso e adattandole alla comunicazione web.
Per chi non sa da che parte cominciare, il nostro suggerimento è di cominciare con quattro semplici passi:

S – SCOPRI

Per quanto possa sembrare banale, la prima regola per vendere è farsi conoscere. Come può il nostro pubblico potenziale acquistare i nostri dischi se non sa che esistono? Il primo passo è dunque quello di aumentare la nostra visibilità e quella dei nostri brani: dall’invito ai nostri amici e colleghi a scaricare i nostri pezzi alla pubblicità online (su siti web, su Facebook, su Google, etc.) e offline (su riviste specializzate, in radio o in televisione), valutiamo qual è il modo migliore e più efficace per farci conoscere e, quindi, fare in modo che le persone possano ascoltare e acquistare i nostri dischi.

P – PROVA

Se il pubblico non conosce i nostri brani, quello che possiamo fare una volta che ci hanno scoperti è di dare loro un assaggio di quello che sappiamo fare. L’anteprima fornita da iTunes o quella che Wondermark inserisce nella vostra pagina artista può essere un ottimo veicolo per fare in modo che il pubblico ascolti i nostri pezzi e possa quindi acquistarli. Una buona idea è dunque di pubblicizzare questi link oppure offrire autonomamente delle anteprime all’interno del proprio sito o della propria pagina Facebook.

A – ACQUISTA

Una volta che un potenziale acquirente ha individuato i nostri brani e ne ha ascoltato un’anteprima, può trasformarsi in acquirente vero e proprio. Assicuriamoci che le modalità di acquisto siano chiare e i link per l’acquisto siano sempre disponibili, in modo da facilitare e velocizzare la chiusura della transazione. Un link alla pagina diretta di acquisto è la cosa più semplice e efficace.

S- SEGUI

Da “acquirente occasionale” a “fan” il passo è breve, ma va sostenuto e incoraggiato: chi ha già dimostrato di seguirci una volta può continuare a seguirci anche in futuro, quindi dobbiamo capire qual è il modo migliore per “coccolare” i nostri fan e alimentare un vero e proprio gruppo di persone in grado di sostenerci nel tempo. Alcuni esempi: discutere con loro le idee relative a nuovi progetti, permettere loro l’acquisto in anteprima dei nuovi brani, inviare ai più fedeli copie firmate o edizioni limitate ecc…

La fine del mass marketing e il futuro della pubblicità

Nei giorni scorsi il gigante americano Procter & Gamble ha dichiarato che terminerà la sua produzione di soap opera televisive, a favore di nuovi investimenti sulla Rete ed in particolare sui Social Media. Questo non è che un altro segnale del sorpasso di Internet sulla Tv in atto negli USA e che sta portando a riflettere sul futuro della pubblicità e dell’industria pubblicitaria, entrata in crisi già da alcuni anni.
Internet sta infatti gradualmente e irreversibilmente modificando i comportamenti attraverso cui le persone comunicano, si relazionano e si informano. Ed i modelli di comunicazione pubblicitaria a cui siamo abituati, non applicabili alla Rete, si stanno avviando verso la conclusione del loro ciclo di vita.

Per comprendere il punto di vista delle agenzie di pubblicità sul cambiamento in atto, Danielle Sacks di Fastcompany ha intervistato 20 specialisti provenienti dalle principali compagnie, realizzando il report “The Future of Advertising“.
Il risultato è che le agenzie si vedono costrette a reinventarsi e, dovendo lavorare di più e spesso per budget inferiori, si sentono in una condizione di incertezza per ciò che succederà nel breve-medio termine.
Il fatto che molti considerino questo, come il periodo peggiore per chi si occupa di pubblicità è sintetizzato dalle parole di Jon Bond, uno dei creativi interpellati, che descrivono bene l’impatto della Rete in questo ambito: “Marketing in the future is like sex. Only the losers will have to pay for it”.

Pur essendoci maggiori spazi per poter comunicare con i propri clienti rispetto al passato, è diventato molto più difficile riuscire a farlo con successo. Sulla Rete non necessariamente c’è un rapporto diretto tra budget a disposizione ed il reale successo dell’iniziativa di marketing.

Sta finendo il tempo in cui la creatività era parte di un processo consolidato ed aveva il suo output in uno spot televisivo riproposto fino allo sfinimento. Ed è questa una delle ragioni per cui, secondo la recente ricerca di Altimeter Group, sono le piccole agenzie e società di consulenza, più snelle, agili e focalizzate sulla Rete che stanno rubando la scena alle grandi agenzie di pubblicità, incapaci di adeguarsi al cambiamento.

Sarà la capacità di avere straordinarie idee di marketing applicabili alla Rete (in tutte le sue forme) la strada per il successo nella pubblicità.

© Maurizio Benzi – 2011 Casaleggio Associati

Online vs Offline

L’industria della pubblicità offline continua a stentare, con il rapporto Nielsen dello scorso Febbraio che ne conferma il passivo. Fra i settori maggiormente colpiti spiccano il cinema (-16% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso) e i quotidiani (-10.7%). Limita i danni la televisione, comunque in trend negativo con il suo -1,2%. Non è un caso che i maggiori player tradizionali sperimentino nuove strategie pur di fronteggiare il calo di introiti seguito alla recessione. Se i mezzi tradizionali cercano di rimediare alle perdite sperimentando nuove forme pubblicitarie, il Marketing Online dimostra invece una forte stabilità, grazie a un’ormai affermata maturità di settore. Per il 2009, i dati della Commissione Europea (pubblicati in “Interim Forecast” del Gennaio scorso) prevedono per il mercato italiano una crescita del 30,4% rispetto al 2008. Un dato che si distanzia prepotentemente dalle previsioni di crescita che lo stesso istituto assegna ai media tradizionali, a cominciare dalla TV, ferma a una crescita stimata dello 0,3%.

A favore degli investimenti online gioca senza dubbio la vastità del mercato target, che permette grazie alla flessibilità di investimento di rivolgersi tanto ai grandi gruppi quanto alle piccole e medie imprese. Ampie fette di utenti si spostano allo stesso tempo dalla fruizione di media tradizionali alla navigazione su internet. E si tratta in ampia parte propio dei segmenti di audience più appetibili per i pubblicitari, vale a dire adolescenti, universitari e giovani professionisti.

Nell’attuale panorama economico più che mai, i benefici di fare pubblicità in rete si fanno evidenti. I consumatori sono orientati a effettuare numerose ricerche via internet a caccia del prodotto più conveniente. Allo stesso modo i pubblicitari si rivolgono al digital advertising per raggiungere con precisione il pubblico più qualificato e misurarne con efficacia il comportamento di acquisto. Il modello di pricing del Marketing Online rimane così il primo punto di forza che ne guida la crescita, con l’inserzionista in grado di calcolare il ritorno dell’investimento per ciascuna campagna, per ciascun clic, addirittura per ciascuna parola chiave. E di agire di conseguenza. Si moltiplicano intanto i formati pubblicitari, i modelli di targettizzazione, aumentano gli stessi business online. Un fenomeno che si riflette nell’aumentata competizione da parte dei video online verso la televisione, e il rapido avanzare di nuovi formati multimediali grazie ai rich media.

Statistiche Pubblicitarie

(articolo di Repubblica di Giorgio Lonardi)

Gli investimenti pubblicitari su Internet nel 2008 supereranno per la prima volta in Italia la raccolta del settore radiofonico, grazie ad un incremento del 29,8% sul 2007

MILANO – Nel 2008 gli investimenti pubblicitari su Internet supereranno per la prima volta in Italia la raccolta del settore radiofonico. Grazie ad un incremento del 29,8% sul 2007, infatti, il web assorbirà 675 milioni di euro contro i 520 milioni dell’anno precedente. Contemporaneamente la radio passerà da 598 a 623 milioni (+4,2%) confermando così il suo buono stato di salute. 

Un sorpasso storico, dunque, certificato nella relazione di Lorenzo Sassoli dè Bianchi, neo presidente dell’Upa, (Utenti Pubblicità associati), l’associazione che raccoglie le aziende che utilizzano la pubblicità come forma di comunicazione. A fine 2008, infatti, Internet rappresenterà il 6,3% della torta pubblicitaria contro il 5,9% della radio che comunque guadagna lo 0,4% sul 2007. 

Lui, Sassoli de’Bianchi, diventato presidente dopo i 23 anni del “regno” di Giulio Malgara, ha spiegato che quest’anno la pubblicità aumenterà del 3,4% raggiungendo i 10,66 miliardi. Certo, rispetto al 2007, quando l’incremento fu del 4,2% si assiste ad un rallentamento. Tuttavia, osserva il presidente dell’Upa, “si tratta di un crescita superiore a quella del Pil. Ed è la prova che le aziende scommettono sul futuro considerando la pubblicità più che mai come uno strumento di sostegno della marca”. 

In questo quadro vale la pena di segnalare che a parte Internet e la Radio l’unico settore che cresce più della media è la pubblicità esterna (+4,8%) passando da 818 a 857 milioni di raccolta. Quanto alla televisione, crescendo dell’1,6%, mantiene il suo peso preponderante (e senza confronti a livello internazionale) assorbendo il 48,5% della raccolta pari a 5miliardi 179 milioni di euro. Stazionaria la stampa (+1,5%) con il 30,7% degli investimenti complessivi pari a 3miliardi 269 milioni. Comunque attenzione: mentre i quotidiani mantengono una certa vivacità (+2,1%) a 1 miliardo e 770 milioni i periodici sono fermi al palo: un miliardo 449 milioni di investimenti pari ad una crescita percentuale dello 0,9%.