I consumatori di musica online e le loro abitudini (Indagine Nielsen per Midem)

Durante il Midem di Cannes, in corso in questi giorni, è stato presentato da Nielsen un’indagine molto accurata, svoltasi nel Novembre 2011, sul consumo e le abitudini dei consumatori di musica in tutta Europa, scaricabile gratuitamente da questo indirizzo.

Non solo sono state tracciate le statistiche sul consumo, ma anche le preferenze e i comportamenti degli utenti che consumano musica su Internet.

Nielsen ha quindi raggruppato siti web, dividendoli per categorie: per un audience orientata alla musica sono stati scelti otto gruppi – i media sociali (quali Facebook, Twitter, MySpace, etc.), i siti che vendono musica (quali iTunes, 7Digital, Amazon, etc.), quelli che offrono streaming di musica in formato audio (quali Last.fm, Spotify, Deezer, etc.) quelli che offrono streaming video, siti di testi e siti web di notazione musicale, siti di informazione musicale, siti dedicati alla musica dal vivo ed infine quelli dedicati al download illegale.

Stando al rapporto, Nielsen identifica quattro tipi di comportamenti online: acquisto, intrattenimento, informazione e comunicazione.All’interno di queste quattro categorie ci sono un numero di marchi che dominano su tutti i gruppi di età e paesi, senza sorprese. Questi marchi sono Google, MSN, Yahoo!, YouTube, Facebook, Wikipedia, Microsoft e Apple.

Dando uno sguardo alle statistiche, vediamo la situazione divisa per paese.

Quali sono i 5 siti più visitati in Inghilterra, Germania, Francia, Italia e Spagna stando ai dati di Novembre 2011?

Vediamoli in dettaglio:

Inghilterra:

Uk - Nielsen Panel - Novembre 2011


Germania:


Francia:


Italia:


Spagna:


I più giovani (target compreso tra i 2 e i 17 anni) amano comunicare e giocare (e comprare online).

La ricerca ha evidenziato alcuni punti interessanti. Per il gruppo di utenti d’età fino a 17 anni, il comportamento online è maggiore sui siti di comunicazione e i videogames sono un punto chiave. I siti web the i bambini e teenager tendono a frequentare maggiormente sono siti quali Blogger, siti di messaggistica istantanea (ad esempio Windows Live Messenger ha più del 30% di audience maschile in questo gruppo di età), siti di videogames (quali Zynga, Spil Hames, MiniJuegos, Jeuxvideo.fr), siti web di operatori mobili e portali nazionali (quali Virgilio, Libero, Marca.com, UOL, Free, etc.). Il sito di Twitter è popolare tra la under 17 anni in UK, USA e il Brasile.

I giovanissimi adorano la musica, con iTunes e VEVO tra i maggiori Top brands.Il sito di streaming musicale Deezer risulta essere il più popolare tra i più giovani in Francia, mentre Spotify risulta un Top Brand per le ragazze in Spagna. Il brand VEVO è tra i 30 più famosi in tutti i paesi, con l’eccezione della Germania dove il servizio non è disponibile. È più popolare tra le ragazze under 17, rispetto ai ragazzi della stessa età in tutti i paesi dove è disponibile.

Lo  Shopping Online – dove potenzialmente è possibile fare buoni affare su siti di aste online – rappresenta un trend importante.

e-Bay è nella top 50 come brand nel Regno Unito, negli Stati Uniti, in Italia e Australia (con un picco del 30% di copertura nel Regno Unito e Australia), mentre in Francia il sito leboncoin.fr (che si basa su un modello simile) è tra i primi 50 brand più usati. Amazon risulta essere top brand nel Regno Unito, Stati Uniti, Australia, Francia e Germania (dati raccolti a Novembre 2011).

Giovani adulti (target d’età compreso tra i 18 e i 24 anni): Intrattenimento, ma anche shopping, socializzare e educazione.

I giovani adulti (compresi nel target 18-24 anni), che per la prima volta ricevono uno stipendio o sono studenti si focalizzano su musica e film, shopping, social media e educazione online. L’indagine evidenzia che il loro interesse si pone maggiormente sui contenuti news (notiziari e quotidiani online, etc.) rispetto ai ragazzi più giovani. Il target 18-24 visita sia siti di notizie online, sia i siti dei principali quotidiani on-line nei rispettivi paesi. Mostrano interesse in siti dedicati ai film (quali IMDB, Kino.to, alloCine) e siti web che offrono streaming TV, soprattutto Megavideo (ora chiuso dal recente provvedimento FBI).

Forum, Blog (come Blogger, Overblog) e Twitter permette loro di comunicare e rimanere informati. I ragazzi compresi tra i 18 e i 24 anni si focalizzano su siti internet di notizie sportive e siti di videogames, mentre le ragazze dello stesso target preferiscono siti web dedicati allo shopping (ASOS, Tesco, Wal-Mart) e portali femminili (auFemin, enfemenino.com, alfemminile.it, etc.).

Nell’indagine di questo gruppo di utenti compresi tra i 18 e i 24 anni si trova ancora VEVO nei 30 Top Brands, sia uomini che donne, in tutti i paesi.

Oltre a questo, il rapporto ha potuto indicare e comprendere alcuni tipi di comportamento degli utenti del Regno Unito.
Nel target 18-24 si è potuto apprendere durante l’indagine che non tutti i consumatori di musica online si comportano allo stesso modo. Ad esempio, i consumatori che utilizzano servizi di streaming musicale e quelli che frequentano siti di testi musicali preferiscono una varietà di cose: ci sono chiare affiliazioni e affinità. Se i siti di giochi d’azzardo e i siti di moda potrebbero risultare più popolari per tutte le donne in questa categoria, ci sono chiare affinità tra specifici siti di musica online e marchi.

Ad esempio, i visitatori di siti dedicati ai testi delle canzoni hanno maggiore affinità con il sito di shopping Boohoo, rispetto a TopShop. Un altro esempio: coloro che frequentano maggiormente il sito PartyPoker tende a legarsi con utenti di siti di streaming musicali più del sito FoxyBingo. La ricerca evidenzia inoltre che se tu visiti un sito di news musicali in Uk è molto facile che acquisterai anche biglietti di concerti live su TicketMaster o acquisterai musica su HMV.

Se sei uomo che acquista biglietti di concerti allora è molto probabile che guarderai video su VEVO e visiterai Twitter per controllare l’artista o aggiungerti a lui. I giovani adulti inglesi continuano ad apprezzare i siti di giochi incubati in gioventù: rockstargames.com è popolare tra coloro che utilizzano siti di streaming video musicali.

Coloro che frequentano siti di streaming musicale mostrano più affinità con ultimate-guitar.com.

Lo shopping online è ora parte della vita delle giovani donne, ma nel Regno Unito sono considerati “Importanti” siti web diversi, in base al consumo di musica prescelto. Ad esempio se sei donna e vivi in Uk e utilizzi servizi di streaming di musica potresti avere più affinità a siti quali TopShop, H&M, New Look e ASOS: ma se preferisci visitare siti di video musicali, allora è più probabile che apprezzerai siti web diversi quali Urban Outfitters o StudentBeans.com.

Fare affari è certamente un fattore chiave per questo gruppo di utenti, spesso a corto di denaro: ecco quindi prevalere l’utilizzo di siti Peer-to-Peer, siti di file-hosting e Torrent. Questo tipo di utenza è in affinità con siti quali Shopping-King.com (un sito per comparare prezzi) e siti dove premi e soldi possono essere vinti, quali Grazzup.com o PartyPoker o ancora siti di risparmio come LivingSocial.com.

Adulti (target di età compreso tra i 25 e i 34 anni): Notizie e Social Media. 

Nel momento in cui gli adulti raggiungono l’età compresa tra i 25 e i 34 anni le loro preferenze sono cambiate. I siti di news online hanno la precedenza su quelli d’intrattenimento, ma i social media rimangono popolari.

Grandi marchi globali sono prevalenti tra i siti più frequentati di questa fascia demografica: il sito BBC raggiunge più del 50% di copertura in UK e Amazon è un sito che cresce rapidamente tra le donne con la percentuale di copertura che sale dal 48% al 55% negli ultimi 5 mesi.

Quello dei siti di notizie è una destinazione che sta acquistando popolarità tra i lettori online: non solo BBC, ma anche Associated Newspaper (che fa capo ai siti di Daily Mail, Mail on Sunday e Metro) in UK. Il 25% dei maschi leggono notizie su siti collegati al gruppo Associated Newspaper. Bild.de ha il 16% della popolazione maschile coperta, mentre siti quali Globo e Terra hanno una massiccia copertura del 60% nella stessa fascia d’età in Brasile. Gli italiani leggono su una varietà di siti: Libero, Virgilio, Leonardo, La Repubblica, Corriere della Sera, Quotidiano Nazionale e Nanopress ragiungono tutti quanti la lista dei 50 siti più visitati nella categoria.

Adulti tra i 35 e i 49 anni: tenersi in contatto. Management e Shopping.

Nella fascia d’età compresa tra i 35 e i 49 anni molti dei network sociali sono popolari: il perenne Facebook guida la carica. In questa fascia d’età LinkedIn e Twitter compaiono nella lista dei siti Top negli Stati Uniti, mentre Habbo, Bebo e MySpace spariscono.

Diventano popolari anche i siti governativi (Directgov nel Regno Unito, con il 19% di copertura tra le donne). Siti di shopping online (Argos, Tesco, Marks&Spencer in Uk, CDiscount e LaRedoute in Francia che ha il 25% di copertura femminile ed è cresciuta negli ultimi mesi), così come siti di banche (Caixa in Spagna, Commonwealth Bank in Australia, Itau in Brasile e Bank of America in USA).

Il sito preferito globale, Amaozn.com, è popolare anche in questa fascia d’utenza, con più del 50% di copertura tra gli uomini in USA e UK. Otto.de, il servizio di ordini postale è molto popolare in Germania tra le donne, sebbene Amazon ha maggiore copertura e sta crescendo coprendo più del 50% delle donne. In Italia dominano i siti di eBay e quello di Groupon (25% di copertura tra le donne) mentre in Brasile le donne preferiscono Mercadolibre.com, ossia il partner di eBay per l’America Latina, dove il 35% è visitato da utenza maschile.

Adulti Maturi (target d’età compresa dai 50 anni in su): Fare un buon affare e pianificare la giornata.

Gli utenti della fascia 50+ sono consumatori attenti con destinazioni frequenti su siti di comparazione e acquisto. La loro vita online rispecchia fedelmente la vita “off-line”, con visite a siti di quotidiani e di Supermercati (Testo – 30% di copertura in Uk in fascia d’età).

Siti di pianificazione di viaggi (AA, ViaMichelin, che coprono il 20% della copertura in Francia) e siti di meteo sono anch’essi assai frequentati da questo tipo d’utenza.

Rimanere in contatto è particolarmente diverso in questo tipo di target: Facebook la fa da padrona in tutti i paesi sondati da Nielsen. Ma in Germania i siti di Stayfriends e Classmates Online appaiono anch’essi nella lista dei Top siti, con il 13% di copertura. In Brasile il sito di Orkut è particolarmente diffuso in questa fascia d’utenza con all’incirca il 40% di copertura. Recentemente, tuttavia, Facebook ha acquistato maggiore popolarità su Orkut anche in questa fascia d’età.

In Conclusione

La musica è un fattore importante per attrarre i consumatori e il sondaggio dimostra che diversi gruppi d’età hanno un comportamento diverso, ma in qualche modo consistente all’interno della stessa demografia.

Online vuol dire più gioco, comunicazione o shopping tra i giovanissimi (meno di 17 anni), mentre i giovani adulti (18-24) favoriscono l’intrattenimento, shopping, social e educazione. Quando l’età cresce e arriva tra i 25 e i 34 anni, l’utente preferisce siti di news e social media, con attenzione ai marchi. Gli adulti compresi tra i 35 e i 49 anni vanno diretti alle destinazioni più essenziali per loro: stare in contatto con amici e famiglia, shopping e management familiare. Infine i cinquantenni (e oltre) sono dei consumatori più attenti e sono dei pianificatori, giorno per giorno.

La Classifica dei Siti più visitati in Italia (diviso per categoria – Novembre 2011):

Social Media: Facebook, Twitter, Myspace

Streaming Video Musicali: VEVO, Muzu TV, Dailymotion Music, Virgilio Musica, Musictory

Streaming Musica: Last.fm, Jango.com, DADA, Radionomy, Cubomusica, ReverbNation

Notizie Musicali: rockol.it, musicsite.it, italianissima.net, Sonorika.com, ondarock.it

Vendita Musicale: iTunes, 7 Digital, eMusic, CD Universe

Testi Canzoni e Partiture: AZLyrics, LyricsMode, Lyrics007.com, Sing365.com, Ultimate-Guitar.com

Download Illegali: The Pirate Bay, BitTorrent, Torrentz, BeeMp3, TorrentReactor, Mp3Skull

Musica Live e Concerti: Live Nation Network, Concertionline, 5gig.it

 

 

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Una ricerca di eMusic e Midem sul consumo di musica digitale in Uk

eMusic LogoeMusic, in collaborazione con Midem, ha stilato un rapporto sul consumo musicale britannico categorizzando i consumatori in 5 categorie demografiche, in base al loro comportamento d’acquisto.

Si calcola che il 28% delle persone che acquistano musica digitale sono consumatori “onnivori”, molto attivi ma non fedeli ad un genere in particolare. Il 24% sono ascoltatori fidelizzati a generi principali (pop, rock, etc.) i quali tendono ad acquistare qualsiasi cosa gli altri acquistino, se presenti in classifica. Il 20% sono “indipendenti culturalmente” ossia più appassionati e conoscitori che non tendono a “seguire la massa”. Il 19% di questi sono considerati “leader” per i trend di mercato, ossia cultori della musica “pop” appassionati a tutto ciò che è popolare; infine il 9% sono stati classificati come “discepoli indipendenti”, che hanno gusti musicali che tendono principalmente al genere indie, ma allo stesso tempo hanno tendenza a farsi consigliare da altri per i loro acquisti.

Nello stesso rapporto eMusic ha dato uno sguardo a come le persone riescano a scoprire nuova musica: la radio è il mezzo più popolare (il 69% degli intervistati ha dichiarato di scoprire nuova musica tramite questo media, almeno 2 volte al mese), superando così la TV/Film (59%), gli amici/passaparola (58%), YouTube (57%) e Facebook (35%).


Midem: 3 punti di vista sul futuro

Tutto ciò di cui si è parlato al Midem 2011 conclusosi lo scorso Giovedì ha riguardato prevalentemente lo sviluppo di servizi legati al “Cloud Computing” ovvero servizi e strumenti che offrono contenuti ed intrattenimento, senza bisogno di dover scaricare permanentemente, ma accessibili ovunque e su qualsiasi dispositivo mobile, in qualsiasi momento. Sony ha dato il via annunciando il lancio del suo servizio Qriocity e molte altre aziende hanno utilizzato il Midem per espolorare, promuovere e sviluppare la digitalizzazione globale dell’industria musicale. I principali protagonisti del Midem di quest’anno hanno quindi lasciato un loro commento finale su questa manifestazione e sulla loro idea del come sarà l’industria musicale da qui al prossimo futuro.

Mark Mulligan

Mark Mulligan

Mark Mulligan è il Vice-Presidente e Direttore delle Ricerche per la Forrester Research, nonchè uno dei maggiori esperti su media e mercati digitali.

Dichiara: “Il trend che ho osservato quest’anno al Midem è stato quello di una maggiore constatazione del fatto che noi viviamo in un periodo dove l’esperienza è tutto. È l’esperienza ad essere diventata il prodotto che funziona su tutti. Abbiamo visto questo preciso fattore in un sacco di convegni. Nell’industria musicale odierna, dove chiunque possiede lo stesso catalogo di milioni di brani e simili limitazioni all’uso all’interno dei dispositivi, non c’è molto che differenzia un negozio o un servizio da un altro, eccezion fatta per le limitazioni che ciascuno store impiega. Non vi sono abbastanza aziende che si concentrano sul “dal servizio al dispositivo”; Apple e Spotify sono eccezioni a questo. Quest’anno al Midem vi sono un sacco di servizi che stanno aiutando artisti a sviluppare le relazioni con i consumatori e così via — SoundCloud ne è un esempio. Cosa è realmente importante per le nuove aziende è che s’indirizzino a specifiche nicchie, specifici canali e attente a ciò che già esiste sul mercato.

Basandosi su ciò che sarà il business nel futuro, osservando il Midem di quest’anno, se questo fosse un mercato dove non ci fosse una situazione in cui 4 grosse compagnie si spartiscono l’80% della torta, il mercato probabilmente sarebbe cambiato radicalmente molto prima. Per via di questo dominio, il business non stà cambiando in fretta. Guardiamo per un secondo alle altre industrie – l’industria della telefonia mobile ad esempio – e scopriamo che Nokia è passata dall’essere leader di mercato al terzo posto, in soli 5 anni per via dello sviluppo di nuovi smartphone. Ma le cose non stanno per cambiare così drammaticamente nel business musicale. Il comportamento del consumatore si muove molto più velocemente del mercato: maggiori problemi affligeranno ancora questa industria, mentre il digitale fatica a decollare e ci saranno probabilmente ancora 2 o 3 anni di dolori da sopportare da parte delle major discografiche, prima che loro cambino. Ciò che succederà è qualcosa come l’arrivo di servizi di musica illimitata a 5 Euro o meno. Quando questo accadrà, è lì che si potrà davvero focalizzare l’attenzione per prodotti basati sull’esperienza dell’utente. Detto questo, tutto ciò sembrerebbe un buon affare economico: ed è molto di più di ciò che attualmente spendono moltissime persone per l’acquisto di musica. E vi sono molti altri servizi che competono in quella fascia di prezzo: broadband (internet), pay-tv e servizi integrati alla telefonia mobile ad esempio.

Infine Mark conclude: “Come consulente, ho notato che il tono delle conversazioni a questo Midem è cambiato, particolarmente in riferimento alle compagnie tecnlogiche ed ai fornitori di servizi. Loro ora dicono di riconoscere l’importanza dell’esperienza da parte del consumatore e la necessità di essere flessibili. Ma non ho ancora visto cambiamenti radicali in questo senso, solamente evoluzioni.

Alexander Ljung

Alexander Ljung SoundCloud CEO

Alexander Ljung è il fondatore e amministratore delegato della piattaforma SoundCloud.

Alla domanda “Quali sono le tendenze emerse nell’edizione Midem di quest’anno?” lui ha risposto:

“Ho visto più start-up lavorare su grandi idee che si pongono l’obbiettivo di facilitare la creazione musicale per chiunque ne sia interessato. Questa è un’area che penso sia davvero entusiasmante, dato che il processo creativo musicale tradizionale stà incontrando tempi difficili. Ora abbiamo sempre più strumenti disponibili per i creatori “casuali”, il che rende accessibile a più persone il processo creativo, diventando loro non solo “ascoltatori passivi” ma in realtà diventando sempre più attivi nella creazione musicale. A margine di questo, ho sentito un’attitudine più positiva in ciò che il futuro ci riserverà ed è molto entusiasmante vedere un generale interesse  alle nuove tecnologie e probabilmente ciò sarà un fattore cruciale ed un componente positivo per il futuro dell’industria musicale.

Alla domanda “Ci sono un sacco di nuove startup al Midem di quest’anno. Qual’è il tuo consiglio a qualcuno che entra oggi nel music business?” Alexander risponde: “La musica è amata da tutti, il che significa che c’è un grande interesse non soltanto nell’ascoltarla o nel realizzarla, ma anche nel costruire prodotti, servizi ed aziende legate ad essa. Per questo motivo, molti business potrebbero avere potenzialmente idee simili a quella di un altro, pertanto capire pienamente il panorama nel quale si opera e chi e cosa sono i tuoi competitori è un fattore predominante. Se stai costruendo un prodotto e non conosci esattamente cosa c’è là fuori di già esistente non sarai preparato e potrai avere vita molto dura per sopravvivere e creare un impatto. Mi piace considerare questo da un punto di vista di un utente. Immagina il tuo cliente che stà cercando un servizio che tu consegni: quali altri servizi troverebbe? Quali altri servizi prenderebbe in considerazione? Come paragnorebbero il tuo servizio contro il tuo? A meno che non sia molto chiaro il motivo alla base del perchè loro dovrebbero sceglierti, potresti ficcarti in un mare di guai. A lato di questo, consiglierei a chiunque desideri avviare una nuova azienda nel campo musicale, gli direi di farlo per passione. Stai per avere anni di duro lavoro e solamente una vera passione per questo campo è cruciale per essere in grado di alimentare quelle lunghe ore passate a lavorare.

Ad Alexander è stato chiesto inoltre di fornire una visione del business nel futuro, basandosi su ciò che ha osservato al Midem di quest’anno. La sua risposta è stata: “A vedere ciò che nuove aziende hanno creato, partendo dalla loro visione nel realizzare più prodotti per creare musica, credo che il futuro panorama musicale (e i vari business collegati) si muoveranno molto fortemente nella direzione della partecipazione attiva degli utenti finali. La musica è in un certo modo una forma di comunicazione e una comunicazione a senso unico può diventare molto presto noiosa. Avendo invece un dialogo in due direzioni, ciò rende il tutto molto più partecipativo. Pertanto strumenti e modelli di business che si pongono a rendere ciò che noi chiamiamo “fan” in “collaboratori”, trasformeranno radicalmente il processo creativo e, cosa ancora più importante, l’esperienza che le persone avranno con la musica stessa.

Daniel Miller

Daniel Miller Produttore e fondatore dell'etichetta Mute

Daniel Miller è un produttore inglese e fondatore della prestigiosa etichetta Mute, casa di artisti quali Depeche Mode, Erasure, Moby, Nick Cave e molti altri.

Anche lui ha detto la sua dopo aver partecipato all’edizione del Midem di quest’anno.

Il business stà cambiando. E naturalmente l’industria cambia continuamente, ma c’è stato un periodo di relativa stabilità negli anni ottanta e novanta. Stà cambiando nei modi in cui noi abbiamo saputo tutto in merito. Download illegali, negozi che hanno chiuso, più vendite legali online, l’abilità per l’artista di muoversi più indipendentemente. Ci sono un numero di compagnie che stanno cercando di stare tra le etichette ed il mondo esterno, in modo da connettere la musica prodotta al mondo esterno– aggregatori digitali ed altri. Ma non vedo molte nuove etichette discografiche in giro. Ci sono nuove piccole etichette discografiche nel Regno Unito ed in Europa, molto speciifche e spesso finanziate da altre attività. Per esempio, se questa è un’etichetta di musica dance, viene finanziata dal suo capo il quale fà il Dj ogni fine settimana e mette i soldi delle sue serate dentro alla sua etichetta per finanziarla ed i suoi dischi fungono più da strumenti promozionali per il suo lavoro di Deejay, che suppongo sia diventato il suo lavoro principale. Non vedo molte persone entusiasmate dall’idea di far nascere un’etichetta discografica nel 2011.

A Daniel viene fatto notare che quest’anno al Midem vi sono numerose nuove startup e gli viene chiesto di dare un consiglio a chiunque si affacci al business musicale al giorno d’oggi. La sua risposta: “Direi prova e trova un artista in cui tu credi fermamente. Crea una partership con l’artista e digli ‘Stiamo per entrare nel mondo assieme, stiamo per trovare qualcuno che metta fuori il nostro disco, lavorando con tante diverse strutture’. Vorrei quasi chiedergli anche ‘Quanto te la senti di fare tutto questo? Sei preparato a farlo per 24 ore al giorno, e probabilmente non realizzare molti soldi, quantomeno non in un breve tempo? Se ancora non sono scoraggiati a questo punto, allora potrebbero avere una possibilità, perchè questo significherebbe che non si sono ancora dell’idea di arrendersi. In ultimo luogo ci sono persone che creano una gran bella musica e ci sono persone che vogliono ascoltarla. Se queste due cose vengono messe in piedi egregiamente, allora c’è un inizio. Potrebbero volerla, potrebbero possederla, potrebbero voler pagare per averla o meno. Devi stare al passo con i tempi. Noi abbiamo riavviato più volte la nostra etichetta discografica. Oggi  sempre più artisti creano tracce individuali (singoli) per il download e non necessariamente album completi – esattamente come negli anni ’60, come all’alba della pop music – dimostrazione che c’è sempre un’eco del passato, niente è veramente così nuovo.

Sommario della Settimana

Midem LogoMentre il Midem è ancora in svolgimento in Francia, alcune notizie hanno preceduto l’evento della Riviera ed altre sono state confermate durante la fiera stessa.

• Spotify ha comunicato che nel corso del 2010, oltre 61 milioni di dollari di royalties sono state corrisposte agli aventi diritto, autori, editori ed etichette. La settimana scorsa, Spotify ha inoltre siglato un’importante accordo con Sony Music.

• Nel frattempo sono emerse voci di vendita del gruppo Warner Music, seguite poi da altre voci di acquisto da parte di Warner Music del gruppo Emi Music.

• Il canale Rhapsody (Real Networks, Inc.) ha quindi dichiarato l’attivazione di 100.000 nuovi abbonamenti nel corso del 2010.

• Steve Jobs, a capo di Apple ha preso una pausa per motivi di salute. Allo stesso tempo, l’azienda di Cupertino ha dichiarato risultati quadrimestrali più alti che mai della sua storia.

• Sony Music ha lanciato il suo nuovo canale digitale “On-The-Cloud” chiamato “Music Unlimited, Powered by Qriocity“. Il servizio è stato siglato con l’accordo di tutte le major musicali ed i più grandi network indipendenti. Prevede un pagamento mensile (che oscilla tra i 9,99 ed i 12,99) per ascoltare musica illimitata, tramite i dispositivi Sony, quali PlayStation 3, i TV della serie Bravia ed i dispositivi Blue-Ray.

• Nei primi giorni del Midem sono inoltre emerse 2 prime impressioni:
La parola “cloud” assieme alla parola “streaming” sono tra le più gettonate tra gli addetti ai lavori. Tuttavia è alta la frustrazione degli stessi, a causa di licenze assai costose (e richieste per ogni paese) e molto burocratiche.
La seconda notizia riguarda Universal: secondo fonti non confermate il gruppo Vivendi avrebbe l’intenzione (o sarebbero già state prese misure) per licenziamenti destinati a 60 dipendenti della sede americana.

• Il canale “musiXmatch” un sito specializzato nella pubblicazione di testi musicali, ha annunciato partnership con i maggiori editori musicali, tra cui BMG, Kobalt, Universal Music Publishing e Sony ATV, dichiarando di aver così a disposizione il servizio autorizzato più completo sul mercato. Il servizio (ancora in fase beta) permette ai servizi online musicali di aumentare il coinvolgimento di utenti ed ottimizzare il traffico web, utilizzando le parole stesse.

Altre domande e risposte provengono dal meeting MidemNet che quest’anno ha visto la partecipazione di artisti quali Imogen Heap, David Guetta e addetti ai lavori quali Dave Kusek della Berklee College of Music.

Se Imogen Heap ha annunciato un nuovo modo di collaborazione con i fans, dichiarando di voler coinvolgere i suoi fans nell’aspetto creativo delle sue canzoni, scegliendone una ogni 3 mesi, per la pubblicazione di un successivo album, Dave Kusek della Berklee ha quindi parlato di come l’industria sia profondamente cambiata e della domanda più comune di tutte: “Come utilizziamo la tecnologia per intrattenere il pubblico?E se riusciamo ad intrattenerlo”, prosegue Kusek, “come facciamo a fargli acquistare i contenuti?”.

Un executive di una famosa major musicale, nella stessa discussione, ha detto di credere che alla fine l’industria musicale riuscirà a districarsi tra i molti problemi esistenti, ma che la trasformazione di semplici “fan” in “clienti paganti” è ben più difficile rispetto alle iniziali intenzioni degli sviluppatori dei più famosi strumenti tecnlogici oggi a disposizione.
Quindi, cosa esattamente stà funzionando? La risposta può variare da artista ad artista e dipende sempre a quale persona questa domanda viene posta. Il risultato chiaro è che l’intera industria, dal più piccolo artista indipendente al più grande artista internazionale, possono incontrare successi o difficoltà in ciò che funziona (a livello di tecnlogia e di profitto). È la combinazione tra ciò che viene fatto da sè e strumenti tecnologici efficaci a fare la differenza. E questo vale in tutti i casi.

Più notizie ed aggiornamenti sul Midem verranno trasmessi qui prossimamente, alla chiusura della fiera stessa.