IFPI 2011 – Il rapporto sulla musica digitale

Ifpi LogoIFPI ha pubblicato il Rapporto annuale sul mercato digitale.

I dati salienti del rapporto sono qui di seguito elencati, mentre il rapporto completo è scaricabile direttamente dal sito IFPI.

13 – i milioni di canzoni disponibili per la vendita digitale

400 – i negozi legali disponibili nel mondo

4.6 miliardi di dollari – il valore del mercato digitale nel mondo

6% – la percentuale di crescita delle vendite digitali nel 2010
29% – la proporzione del guadagno complessivo delle etichette discografiche, derivante dalla vendita digitale

1000%+ – l’incremento del valore del mercato digitale tra il 2004 ed il 2010

-31% – il calo in termini di valore dell’industria discografica, tra il 2004 ed il 2010

16.5% – la proporzione di utenti internet che hanno acquistato musica legalmente negli Stati Uniti all’interno dell’ultimo quadrimestre 2010 (utenti dai13 anni in sù)

5 miliardi di dollari– l’ammontare stimato che le etichette discografie hanno speso  per lo sviluppo di artisti nel corso del 2009

30% – la percentuale del guadagno delle etichette discografiche, investito in selezione di nuovi artisti e per il marketing

-77% – la stima del calo di vendite di album di debutto tra il 2003 ed il 2010 nella Top 50 mondiale

-12% – il calo in termini di guadagno dei 50 tour più grandi del 2010

-17% – il calo del numero di persone impiegate come musicisti in America tra il 1999 ed il 2009

1.2 millioni – una proiezione del numero di posti di lavoro persi a causa della pirateria in Europa, entro il 2015

240 miliardi – la stima di perdite di vendite cumulative all’interno delle industrie creative europee, dovuto alla pirateria, tra il 2008 ed il 2015

0 – il numero di artisti spagnoli che hanno debuttato nella classifica annuale spagnola (Top 50) nel corso di tutto il 2010

-45% – Il calo del numero di uscite domestiche in Messico tra il 2005 ed il 2010

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Apple Usa prima nelle vendite dei telefonini

(da Macitynet)

Apple al primo posto nelle vendite di telefoni cellulari in America. Quel che sembrava impossibile, per target e costi di iPhone, viene ora descritto come una realtà dai numeri pubblicati oggi da NPD.

La società di ricerca assegna ad iPhone la corona di vincitore della corsa nelle preferenze di consumatori per il terzo trimestre dell’anno, quello che si è concluso a fine settembre. Il cellulare della Mela ha scalzato dal primo posto il RAZR di Motorola che dominava la graduatoria da tre anni, praticamente dal momento del lancio.

La notizia conquista del primo posto da parte di iPhone è tanto più significativa perché si tratta in sostanza di un solo telefono (anche se venduto in tre varianti), mentre i RAZR sono diversi, come diversi sono i Blackberry Curve che si collocano al terzo posto in classifica. Il fatto che, in ogni caso, il cellulare di Motorola, un telefono tradizionale, sia schiacciato in un sandwich tra due smartphone è un altro degli elementi significativi della ricerca di NPD; probabilmente dietro ad esso si può leggere un cambiamento dei tempi dove la polifunzionalità del telefono e la sua capacità di fare molte cose oltre che semplicemente fare chiamate in voce, sta diventando un fattore nelle scelte.

Anche le preferenze indicate dai clienti americani forniscono qualche conferma. Il 30% dei dispositivi venduti aveva una tastiera QWERTY, quasi il 70% funzionano anche come player di musica MP3. Il 43% di chi ha comprato un nuovo telefono l’ha fatto perché ne voleva uno capace di scattare foto.

In termini pratici, dice NPD, chi sta comprando nuovi telefoni sono coloro che vogliono avere nuove funzionalità. Tra di queste c’è principalmente l’accesso ad Internet, ma sussiste una larga fetta di clienti che non hanno alcun stimolo a passare a dispositivi evoluti e costoro stanno sostanzialmente evitando di cambiare i telefoni. Questo viene visto da NPD come un fattore negativo per gli operatori mobili che stanno cercando di far migrare un grande numero di clienti verso servizi a valore aggiunto.

eMusic – Statistiche

(da Macitynet)

eMusic tocca i 200 milioni di download. Il “record” del sito che vende prevalentemente musicaprodotta da gruppi e cantanti indipendenti in formato MP3 non protetto è stato annunciato nel corso della giornata di ieri a distanza di circa 5 anni dal lancio del servizio. eMusic in più occasioni ha tenuto a ribadire di essere il secondo servizio al mondo per la vendita di singole tracce. Anche recentemente in occasione di alcuni articoli di stampa che hanno messo in luce i successi di Amazon, i vertici della società hanno ribadito il loro secondo posto dietro ad iTunes.

Se quanto sostiene eMusic corrisponde alla realtà dei fatti può sicuramente essere interessante notare che Apple ha recentemente fatto sapere di avere raggiunto i 4 miliardi di canzoni e di essere attualmente il primo rivenditore di musica sul mercato americano avendo anche battuto Wal-Mart.

eMusic, rinfocolando la polemica contro Amazon e tutti i giornalisti che continuano a mettere i luce i risultati della società di Bezos, ribadisce di avere venduto 40 milioni di brani dal lancio del negozio di musica digitale concorrente e di avere raddoppiato le vendite (da 100 a 200 milioni) nella metà del tempo impiegata per passare da 0 a 100 milioni. Attualmemte eMusic venderebbe circa 7 milioni di canzoni al mese.

Ricordiamo che eMusic opera, anche in Europa dove è disponibile in 27 nazioni, con una formula particolare. Chi acquista paga una sorta di “abbonamento” che gli permette di comprare un certo numero di canzoni. Al contrario Apple e Amazon vendono prevalentemente canzoni singole.

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