In Italia la musica digitale cresce di più che nel resto del mondo

Federazione Industria Musicale ItalianaNel 2011 il fatturato della musica digitale in Italia è cresciuto del 22%, il doppio rispetto all’anno scorso, sensibilmente di più rispetto al +8% della media mondiale. iTunes e YouTube i vettori principali: grazie ai nuovi servizi in download e streaming cala la pirateria del 4%. Anche se il fatturato complessivo cala del 4%, i nuovi dati presentati dalla Federazione Industria Musicale Italiana offrono un quadro positivo e buone previsioni per il 2012.


A sorpresa i nuovi dati sul mercato musicale italiano per il 2011 mostrano una crescita del 22% per il fatturato generato dalla musica digitale legale (download e streaming). Il totale è di 27,5 milioni di euro, una crescita più che doppia rispetto allo scorso anno e soprattutto sensibilmente superiore alla crescita registrata a livello globale con una media dell’8%.

I campioni di incasso sono iTunes di Apple per l’acquisto con download e anche YouTube per l’ascolto in streaming: anche se la visione/ascolto da YouTube è gratuita per gli utenti, il portale di Google paga le società discografiche per la riproduzione.

I dati sul mercato della musica in Italia sono stati presentati dalla Federazione Industria Musicale Italiana, siglato FIMI, grazie a una ricerca effettuata da Deloitte.

Il fatturato complessivo (musica digitale, CD ecc) registra un calo del 4% passando a 130,5 milioni di euro dai 135 milioni di euro incassati nel 2010, ciò nonostante il quadro risulta positivo, così come le previsioni per il 2012.

In Italia la musica su CD rappresenta ancora la quota preponderante del mercato con un fatturato di 103 milioni di euro, in diminuzione del 9% mentre il digitale rappresenta 27,5 milioni del totale.

Interessante notare l’andamento positivo delle vendite di album in digitale: contrariamente a quanto accaduto per lo più finora gli utenti non acquistano solo singoli ma sempre più album interi registrando una crescita del +37%.

Gli album proposti su supporto fisico CD invece sono calati del 7% in unità e del 6% in valore.

La crescita degli album digitali in Italia (+37%) risulta superiore rispetto a qualsiasi altro paese:

  • USA 19%
  • UK 27%
  • Francia +23%.

Molto bene anche per la musica Made in Italy che conta per il 54% delle vendite (+2%).

Secondo Enzo Mazza, Presidente di FIMI che parlava in una intervista a Repubblica, i risultati positivi del settore e soprattutto della musica digitale sono dovuti all’ampliamento dei servizi per gli utenti: “L’offerta online, con la presenza di un sempre maggior numero di player sul mercato italiano, sta confermando un certo consolidamento del mercato italiano con un forte impegno dell’industria nel rinnovamento dei modelli di business”.

Proprio grazie ai nuovi servizi di streaming ma anche grazie alla sempre maggiore diffusione degli smartphone, da cui è più difficile accedere alla musica illegale, la pirateria segna un calo del 4%. Per incentivare i segnali positivi registrati nel 2011 Enzo Mazza promuove l’intervento delle istituzioni sia per facilitare lo sviluppo dei contenuti digitali, sia per contrastare la pirateria.

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I Modà boicottati da RadioRai. È così davvero?

(da Rockol.it)

Lorenzo Suraci, amministratore di Ultrasuoni, accusa RadioRai di boicottare la canzone sanremese dei Modà con Emma. Il direttore di Radio2, Flavio Mucciante, replica parlando di conflitto di interessi da parte dell’ “etichetta delle radio”. E ora nella polemica interviene anche Enzo Mazza, presidente dell’associazione dei discografici FIMI, per dire che tocca agli organi istituzionali dirimere la questione, mentre “fare polemiche sui giornali non serve a niente”. “Già l’estate scorsa”, ha spiegato a Rockol, “FIMI e PMI avevano segnalato al garante per la concorrenza e il mercato la questione di Ultrasuoni, dove un’etichetta creata con quote del 33% da tre maggiori network nazionali offre ai propri artisti un formidabile volume di fuoco promozionale gratuito che nessun altro operatore del settore ha a disposizione, condizionando ovviamente l’intero mercato della musica registrata. I dati dei passaggi radiofonici in questo senso sono evidenti”. “Noi”, continua Mazza, “riteniamo che le autorità, sia essa l’ ACGM, l’autorità delle comunicazioni, sia l’Antitrust, nell’ambito delle rispettive competenze, debbano assolutamente analizzare nel dettaglio questa problematica, che è sicuramente nuova per il mercato italiano, anche per sgombrare il campo a polemiche. Se l’operazione di Ultrasuoni è legittima in Italia, nessun problema, se invece non lo è, allora intervengano le autorità di vigilanza”.