7Digital e il DRM-Free con 5 Majors

7Digital annuncia da oggi lintero catalogo delle 5 majors, in formato DRM Free

7Digital annuncia da oggi l'intero catalogo delle 5 majors, in formato DRM Free

Come annunciato da quest’articolo di Distorted Loop, 7 Digital si appresta a vendere in formato DRM Free (per la prima volta in Europa) l’intero catalogo di tutte e 5 le “grandi sorelle”. Una svolta epocale? Forse, dato dal fatto che per il momento neanche il maggiore operatore (iTunes) dispone dell’intero catalogo delle majors totalmente liberalizzato da DRM.

Yahoo! Music si ferma qui

Yahoo ha fatto il possibile per raggiungere il rivale iTunes Music Store, ma dopo 3 anni di risultati insoddisfacenti, la “grande Y” decide di cessare i suoi servizi musicali (e il network relativo) lasciando gli abbonati con librerie musicali protette da DRM che non potranno essere trasferite su nuovi computer.

Dopo aver tentato in qualsiasi modo di attirare consumatori, dalle offerte sui prezzi o dalle formule “all-you-can-eat”, Yahoo ha avvertito che chiuderà il suo music store online permanentemente dal 30 Settembre prossimo.

Sebbene tale notizia sia cattiva per i clienti sporadici che acquistavano contenuti tramite questo canale, la notizia può essere peggiore se consideriamo quei clienti che usufruivano del servizio “Permanent download” in abbinamento al servizio in abbonamento. Yahoo spegnerà a Settembre i server che si occupano delle licenze DRM e che “proteggono” i brani, sbarrando così la strada ad eventuali trasferimenti e/o backups.

Sebbene qualsiasi file musicale acquistato continuerà a poter essere riprodotto anche dopo la cessazione del servizio di Yahoo, lo spegnimento dei server che si occupano delle licenze DRM crea di fatto una scadenza oraria per i clienti: re-installare il sistema operativo su un computer con brani acquistati o intraprendere qualsiasi operazione sul proprio computer che modifichi o cancelli le licenze musicali renderà di fatto i brani non più utilizzabili, a prescindere da quante copie di backup erano state fatte.

Yahoo è ben cosciente del problema e sta spingendo gli utenti a masterizzare i propri contenuti su CD Audio, rimuovendo così le restrizioni prima che sia troppo tardi.

“Raccomandiamo caldamente di effettuare backup di brani acquistati su Audio CD prima della chiusura del negozio”, dice Yahoo. “Effettuare backup della vostra musica su Audio CD permetterà di copiare musica nuovamente sul proprio computer, se la licenza originale del brano non può essere recuperata”.

L’esperienza sottolinea il rischio potenziale che risiede dietro al DRM, che di natura è totalmente dipendente dalla volontà di un’azienda di aprire o chiudere servizi online di autorizzazione.
Per i clienti di un altro servizio prossimo alla chiusura, MSN Music, l’esperienza è familiare: tanti clienti hanno rischiato di perdere le loro collezioni di brani regolarmente acquistati un mese prima di Yahoo, fino a che la pressione dei clienti stessi ha fatto sì che Microsoft fosse obbligata a mantenere attivi i server che si occupano delle licenze DRM, sino al 2011.

Apple dal canto suo ha pubblicato una lettera aperta, dichiarando quali siano i vantaggi dell’abbandono di lucchetti o protezione sui brani.

Ecco perchè anche il servizio di download musicale di Amazon (che ufficialmente si attesta al secondo posto dopo iTunes Music Store per volume d’affari) ha deciso sin dal suo lancio di abbandonare definitivamente la possibilità di vendere brani protetti da DRM.

Napster – Il (ri)lancio

Napster Logo

Da quest’oggi l’intero catalogo di Napster (6 milioni di brani) viene venduto DRM free. 

Di seguito un articolo che riporta la notizia (da WebNews.it)

Da oggi iTunes non è più il music store digitale col miglior catalogo: lo batte Napster che dopo anni di vendita di musica legale nel sottobosco dei music store decide ora di proporsi come un vero concorrente del negozio Apple.

E le caratteristiche del grande “numero 2” le ha tutte. Innanzitutto adesso Napster offre un servizio migliore di iTunes, oltre 6 milioni di canzoni provenienti da tutte le principali etichette musicali del mondo e da quelle indipendenti, brani compressi a 256 Kbps e venduti a 99 centesimi e album a 9 dollari attraverso un’interfaccia compatibile con qualsiasi sistema (perchè web based). Ma soprattutto: nessun DRM di alcun tipo (anche se il vecchio servizio a sottoscrizione continua ad averne).

 

La musica venduta da Napster è libera da costrizioni e leggibile da qualunque device, compreso l’iPod e iTunes. Anzi proprio per farsi forza della posizione dominante del rivalele tracce di Napster potranno essere scaricate direttamente nella libreria di iTunes per chi lo vuole e ce l’ha installato.

Dopo il grande exploit della fine degli anni ’90, quando Napster era sinonimo di illegalità e musica pirata, la compagnia aveva subito tante di quelle cause che si era giocoforza convertita a negozio musicale dopo aver ceduto ad una nuova proprietà. I primi anni non sono stati facili ma anche grazie al successo di iTunes il negozio di Napster viaggiava su cifre rispettabili, ma con un modello diverso: su Napster fino a ieri il modello dominante era nella forma ad abbonamento con il quale poter scaricare a volontà.

Ora il modello di vendita non cambia radicalmente: al sistema all-you-can-eat viene affiancato anche quello tradizionale con la quantità e le cifre promesse dal nuovo annuncio. La dirigenza infatti continua ad esprimere fiducia nel modello di vendita abbracciato in origine, sostenendo che alla lunga sarà sicuramente quel tipo di business ad uscirne vincente.