I consumatori di musica online e le loro abitudini (Indagine Nielsen per Midem)

Durante il Midem di Cannes, in corso in questi giorni, è stato presentato da Nielsen un’indagine molto accurata, svoltasi nel Novembre 2011, sul consumo e le abitudini dei consumatori di musica in tutta Europa, scaricabile gratuitamente da questo indirizzo.

Non solo sono state tracciate le statistiche sul consumo, ma anche le preferenze e i comportamenti degli utenti che consumano musica su Internet.

Nielsen ha quindi raggruppato siti web, dividendoli per categorie: per un audience orientata alla musica sono stati scelti otto gruppi – i media sociali (quali Facebook, Twitter, MySpace, etc.), i siti che vendono musica (quali iTunes, 7Digital, Amazon, etc.), quelli che offrono streaming di musica in formato audio (quali Last.fm, Spotify, Deezer, etc.) quelli che offrono streaming video, siti di testi e siti web di notazione musicale, siti di informazione musicale, siti dedicati alla musica dal vivo ed infine quelli dedicati al download illegale.

Stando al rapporto, Nielsen identifica quattro tipi di comportamenti online: acquisto, intrattenimento, informazione e comunicazione.All’interno di queste quattro categorie ci sono un numero di marchi che dominano su tutti i gruppi di età e paesi, senza sorprese. Questi marchi sono Google, MSN, Yahoo!, YouTube, Facebook, Wikipedia, Microsoft e Apple.

Dando uno sguardo alle statistiche, vediamo la situazione divisa per paese.

Quali sono i 5 siti più visitati in Inghilterra, Germania, Francia, Italia e Spagna stando ai dati di Novembre 2011?

Vediamoli in dettaglio:

Inghilterra:

Uk - Nielsen Panel - Novembre 2011


Germania:


Francia:


Italia:


Spagna:


I più giovani (target compreso tra i 2 e i 17 anni) amano comunicare e giocare (e comprare online).

La ricerca ha evidenziato alcuni punti interessanti. Per il gruppo di utenti d’età fino a 17 anni, il comportamento online è maggiore sui siti di comunicazione e i videogames sono un punto chiave. I siti web the i bambini e teenager tendono a frequentare maggiormente sono siti quali Blogger, siti di messaggistica istantanea (ad esempio Windows Live Messenger ha più del 30% di audience maschile in questo gruppo di età), siti di videogames (quali Zynga, Spil Hames, MiniJuegos, Jeuxvideo.fr), siti web di operatori mobili e portali nazionali (quali Virgilio, Libero, Marca.com, UOL, Free, etc.). Il sito di Twitter è popolare tra la under 17 anni in UK, USA e il Brasile.

I giovanissimi adorano la musica, con iTunes e VEVO tra i maggiori Top brands.Il sito di streaming musicale Deezer risulta essere il più popolare tra i più giovani in Francia, mentre Spotify risulta un Top Brand per le ragazze in Spagna. Il brand VEVO è tra i 30 più famosi in tutti i paesi, con l’eccezione della Germania dove il servizio non è disponibile. È più popolare tra le ragazze under 17, rispetto ai ragazzi della stessa età in tutti i paesi dove è disponibile.

Lo  Shopping Online – dove potenzialmente è possibile fare buoni affare su siti di aste online – rappresenta un trend importante.

e-Bay è nella top 50 come brand nel Regno Unito, negli Stati Uniti, in Italia e Australia (con un picco del 30% di copertura nel Regno Unito e Australia), mentre in Francia il sito leboncoin.fr (che si basa su un modello simile) è tra i primi 50 brand più usati. Amazon risulta essere top brand nel Regno Unito, Stati Uniti, Australia, Francia e Germania (dati raccolti a Novembre 2011).

Giovani adulti (target d’età compreso tra i 18 e i 24 anni): Intrattenimento, ma anche shopping, socializzare e educazione.

I giovani adulti (compresi nel target 18-24 anni), che per la prima volta ricevono uno stipendio o sono studenti si focalizzano su musica e film, shopping, social media e educazione online. L’indagine evidenzia che il loro interesse si pone maggiormente sui contenuti news (notiziari e quotidiani online, etc.) rispetto ai ragazzi più giovani. Il target 18-24 visita sia siti di notizie online, sia i siti dei principali quotidiani on-line nei rispettivi paesi. Mostrano interesse in siti dedicati ai film (quali IMDB, Kino.to, alloCine) e siti web che offrono streaming TV, soprattutto Megavideo (ora chiuso dal recente provvedimento FBI).

Forum, Blog (come Blogger, Overblog) e Twitter permette loro di comunicare e rimanere informati. I ragazzi compresi tra i 18 e i 24 anni si focalizzano su siti internet di notizie sportive e siti di videogames, mentre le ragazze dello stesso target preferiscono siti web dedicati allo shopping (ASOS, Tesco, Wal-Mart) e portali femminili (auFemin, enfemenino.com, alfemminile.it, etc.).

Nell’indagine di questo gruppo di utenti compresi tra i 18 e i 24 anni si trova ancora VEVO nei 30 Top Brands, sia uomini che donne, in tutti i paesi.

Oltre a questo, il rapporto ha potuto indicare e comprendere alcuni tipi di comportamento degli utenti del Regno Unito.
Nel target 18-24 si è potuto apprendere durante l’indagine che non tutti i consumatori di musica online si comportano allo stesso modo. Ad esempio, i consumatori che utilizzano servizi di streaming musicale e quelli che frequentano siti di testi musicali preferiscono una varietà di cose: ci sono chiare affiliazioni e affinità. Se i siti di giochi d’azzardo e i siti di moda potrebbero risultare più popolari per tutte le donne in questa categoria, ci sono chiare affinità tra specifici siti di musica online e marchi.

Ad esempio, i visitatori di siti dedicati ai testi delle canzoni hanno maggiore affinità con il sito di shopping Boohoo, rispetto a TopShop. Un altro esempio: coloro che frequentano maggiormente il sito PartyPoker tende a legarsi con utenti di siti di streaming musicali più del sito FoxyBingo. La ricerca evidenzia inoltre che se tu visiti un sito di news musicali in Uk è molto facile che acquisterai anche biglietti di concerti live su TicketMaster o acquisterai musica su HMV.

Se sei uomo che acquista biglietti di concerti allora è molto probabile che guarderai video su VEVO e visiterai Twitter per controllare l’artista o aggiungerti a lui. I giovani adulti inglesi continuano ad apprezzare i siti di giochi incubati in gioventù: rockstargames.com è popolare tra coloro che utilizzano siti di streaming video musicali.

Coloro che frequentano siti di streaming musicale mostrano più affinità con ultimate-guitar.com.

Lo shopping online è ora parte della vita delle giovani donne, ma nel Regno Unito sono considerati “Importanti” siti web diversi, in base al consumo di musica prescelto. Ad esempio se sei donna e vivi in Uk e utilizzi servizi di streaming di musica potresti avere più affinità a siti quali TopShop, H&M, New Look e ASOS: ma se preferisci visitare siti di video musicali, allora è più probabile che apprezzerai siti web diversi quali Urban Outfitters o StudentBeans.com.

Fare affari è certamente un fattore chiave per questo gruppo di utenti, spesso a corto di denaro: ecco quindi prevalere l’utilizzo di siti Peer-to-Peer, siti di file-hosting e Torrent. Questo tipo di utenza è in affinità con siti quali Shopping-King.com (un sito per comparare prezzi) e siti dove premi e soldi possono essere vinti, quali Grazzup.com o PartyPoker o ancora siti di risparmio come LivingSocial.com.

Adulti (target di età compreso tra i 25 e i 34 anni): Notizie e Social Media. 

Nel momento in cui gli adulti raggiungono l’età compresa tra i 25 e i 34 anni le loro preferenze sono cambiate. I siti di news online hanno la precedenza su quelli d’intrattenimento, ma i social media rimangono popolari.

Grandi marchi globali sono prevalenti tra i siti più frequentati di questa fascia demografica: il sito BBC raggiunge più del 50% di copertura in UK e Amazon è un sito che cresce rapidamente tra le donne con la percentuale di copertura che sale dal 48% al 55% negli ultimi 5 mesi.

Quello dei siti di notizie è una destinazione che sta acquistando popolarità tra i lettori online: non solo BBC, ma anche Associated Newspaper (che fa capo ai siti di Daily Mail, Mail on Sunday e Metro) in UK. Il 25% dei maschi leggono notizie su siti collegati al gruppo Associated Newspaper. Bild.de ha il 16% della popolazione maschile coperta, mentre siti quali Globo e Terra hanno una massiccia copertura del 60% nella stessa fascia d’età in Brasile. Gli italiani leggono su una varietà di siti: Libero, Virgilio, Leonardo, La Repubblica, Corriere della Sera, Quotidiano Nazionale e Nanopress ragiungono tutti quanti la lista dei 50 siti più visitati nella categoria.

Adulti tra i 35 e i 49 anni: tenersi in contatto. Management e Shopping.

Nella fascia d’età compresa tra i 35 e i 49 anni molti dei network sociali sono popolari: il perenne Facebook guida la carica. In questa fascia d’età LinkedIn e Twitter compaiono nella lista dei siti Top negli Stati Uniti, mentre Habbo, Bebo e MySpace spariscono.

Diventano popolari anche i siti governativi (Directgov nel Regno Unito, con il 19% di copertura tra le donne). Siti di shopping online (Argos, Tesco, Marks&Spencer in Uk, CDiscount e LaRedoute in Francia che ha il 25% di copertura femminile ed è cresciuta negli ultimi mesi), così come siti di banche (Caixa in Spagna, Commonwealth Bank in Australia, Itau in Brasile e Bank of America in USA).

Il sito preferito globale, Amaozn.com, è popolare anche in questa fascia d’utenza, con più del 50% di copertura tra gli uomini in USA e UK. Otto.de, il servizio di ordini postale è molto popolare in Germania tra le donne, sebbene Amazon ha maggiore copertura e sta crescendo coprendo più del 50% delle donne. In Italia dominano i siti di eBay e quello di Groupon (25% di copertura tra le donne) mentre in Brasile le donne preferiscono Mercadolibre.com, ossia il partner di eBay per l’America Latina, dove il 35% è visitato da utenza maschile.

Adulti Maturi (target d’età compresa dai 50 anni in su): Fare un buon affare e pianificare la giornata.

Gli utenti della fascia 50+ sono consumatori attenti con destinazioni frequenti su siti di comparazione e acquisto. La loro vita online rispecchia fedelmente la vita “off-line”, con visite a siti di quotidiani e di Supermercati (Testo – 30% di copertura in Uk in fascia d’età).

Siti di pianificazione di viaggi (AA, ViaMichelin, che coprono il 20% della copertura in Francia) e siti di meteo sono anch’essi assai frequentati da questo tipo d’utenza.

Rimanere in contatto è particolarmente diverso in questo tipo di target: Facebook la fa da padrona in tutti i paesi sondati da Nielsen. Ma in Germania i siti di Stayfriends e Classmates Online appaiono anch’essi nella lista dei Top siti, con il 13% di copertura. In Brasile il sito di Orkut è particolarmente diffuso in questa fascia d’utenza con all’incirca il 40% di copertura. Recentemente, tuttavia, Facebook ha acquistato maggiore popolarità su Orkut anche in questa fascia d’età.

In Conclusione

La musica è un fattore importante per attrarre i consumatori e il sondaggio dimostra che diversi gruppi d’età hanno un comportamento diverso, ma in qualche modo consistente all’interno della stessa demografia.

Online vuol dire più gioco, comunicazione o shopping tra i giovanissimi (meno di 17 anni), mentre i giovani adulti (18-24) favoriscono l’intrattenimento, shopping, social e educazione. Quando l’età cresce e arriva tra i 25 e i 34 anni, l’utente preferisce siti di news e social media, con attenzione ai marchi. Gli adulti compresi tra i 35 e i 49 anni vanno diretti alle destinazioni più essenziali per loro: stare in contatto con amici e famiglia, shopping e management familiare. Infine i cinquantenni (e oltre) sono dei consumatori più attenti e sono dei pianificatori, giorno per giorno.

La Classifica dei Siti più visitati in Italia (diviso per categoria – Novembre 2011):

Social Media: Facebook, Twitter, Myspace

Streaming Video Musicali: VEVO, Muzu TV, Dailymotion Music, Virgilio Musica, Musictory

Streaming Musica: Last.fm, Jango.com, DADA, Radionomy, Cubomusica, ReverbNation

Notizie Musicali: rockol.it, musicsite.it, italianissima.net, Sonorika.com, ondarock.it

Vendita Musicale: iTunes, 7 Digital, eMusic, CD Universe

Testi Canzoni e Partiture: AZLyrics, LyricsMode, Lyrics007.com, Sing365.com, Ultimate-Guitar.com

Download Illegali: The Pirate Bay, BitTorrent, Torrentz, BeeMp3, TorrentReactor, Mp3Skull

Musica Live e Concerti: Live Nation Network, Concertionline, 5gig.it

 

 

Il guadagno dietro la pirateria: qualche informazione in più

No, macché partita… ieri sera mi son messo lì è ho guardato un film su Megavideo“.
Ehhh, figurati che io mi son pure abbonato per vedere quelli in HD“.

Kim DotcomStralci di conversazione intercettata al volo in strada, solo pochi giorni fa. Che mi ha fatto drizzare le orecchie. Perché gli interlocutori non erano ragazzetti con lo zaino in spallo, ma signori con qualche capello bianco in testa. Megaupload e soprattutto lo streaming su  Megavideospenti ieri dall’Fbi, erano diventati un fenomeno di costume molto più ampio della cerchia degli smanettoni assidui (secondo la Fimi coinvolgeva circa 1,7 milioni di italiani). Una sorta di Facebook del download, facilissimo e immediato. Un supermercato dell’illegale da cui transitava di tutto. Anche roba perfettamente lecita: lo strumento era utile e anche qui al giornale ci è capitato di ricevere materiale (servizi video e fotografici) caricato su Megaupload da qualche collaboratore.

Ma al di là di questo è ovvio che la prevalenza del materiale piratato sui Mega-server era enorme. E il business che vi ruotava intorno era altrettanto immenso. Non solo quello diretto, ma persino quello indiretto: su Internet c’era chi vendeva Codici Premium illegali (l’illegalità della pirateria, una sorta di pirateria al cubo) e su iPhone/iPad c’erano App che (a pagamento) promettevano la visione di film su Megavideo, di per sé non consultabile dai dispositivi senza Flash Player come quelli di Apple. Per tacer di chi lucrava con i banner di siti che indicizzavano gli upload su Megavideo (in Italia siamo ben forniti, nel settore).

Insomma un business immenso. Al vertice della piramide c’è (ci sarebbe, visto che lui ufficialmente ha sempre smentito) il 37enne tedesco Kim Schmitz aka Kim Dotcom aka Kimble. Fisico oversize, mente brillante, parecchi peli sullo stomaco. Esordi da hacker e proseguimento di carriera da conman, da imbroglione. Ma dell’era digitale. Un paio di condanne passate in giudicato. Una per essere penetrato nella rete di un network privato e aver commerciato con schede telefoniche rubate. L’altra per insider trading, 20 mesi. Si era messo in tasca 1.5 milioni di dollari con il rialzo pilotato delle azioni di Letsbuyit.com.

Poi la nascita nel 2005 della galassia di siti Megaworld. E l’accumulo di una fortuna da strabuzzare gli occhi: le autorità americane hanno bloccato a Schmitz, alle sue aziende e a suoi associati beni e capitali per circa 175 milioni di dollari in tutto il mondo. Kim è stato fermato nella sua maxi-mega-villa neozelandese da 18 milioni di euro, una della più lussuose del Paese. Una sorta di caverna dei Quaranta Ladroni in cui i G-Men hanno trovato una collezione di auto da fare invidia a un museo delle quattro e due ruote: una Rolls-Royce Phantom, una MaseratiGranCabrio, una Lamborghini, due Cadillac d’epoca (’57 e ’59), 2 Mini e ben 16 Mercedes, oltre ad Harley Davidson, altre moto e moto d’acqua (anche se verità, da geek la cosa che gli invidio di più sono i 3 Lcd Samsung da 82 pollici e i due 108 pollici Sharp). La passione di Kim per i motori d’altronde era più che nota: il suo nome figura infatti tra i partecipanti e pure tra i vincitori (edizione 2001) della celebre Gumball 3000, il “rally” su strade aperte al traffico a cui partecipano diverse celebrities.

La risposta alla chiusura di Megaupload è stata una spettacolare campagna di attacchi da parte degli Anonymous. Sì, un’azione di polizia “planetaria” come quella messa in campo dall’Fbi fa impressione e un po’ paura: come scrive la EFF “se gli Usa hanno il potere di fermare un cittadino olandese in Nuova Zelanda sulla base di una presunta violazione del copyright, cosa ci aspetta?”. Ed è palese che la legislazione sul diritto d’autore nell’era del digitale continua a essere inadeguata ai tempi e spesso miope (così come i giri di vite alla Sopa/Pipa). Ma, come dice l’ottimo Attivissimo: siete davvero disposti a battervi per un tipo come Kim Schmitz?

N.B., per chi commenta – nel documento dell’Fbi si sottolinea la differenza tra Megaupload/Megavideo e i mille altri siti di sharing, tipo YouTube, o di personal storage, tipo Dropbox, su cui transita ovviamente ingente quantità di materiale protetta dal copyright. Ovvero il fatto che i Mega-siti erano concepiti per incentivare l’upload di materiale ad alto traffico:

The indictment alleges that the site was structured to discourage the vast majority of its users from using Megaupload for long-term or personal storage by automatically deleting content that was not regularly downloaded. The conspirators further allegedly offered a rewards program that would provide users with financial incentives to upload popular content and drive web traffic to the site, often through user-generated websites known as linking sites. The conspirators allegedly paid users whom they specifically knew uploaded infringing content and publicized their links to users throughout the world.
(L’accusa sostiene che il sito è stato strutturato in modo da scoraggiare la maggior parte dei suoi utenti dall’utilizzare Megaupload per la conservazione a lungo termine di materiale personale, eliminando automaticamente il contenuto che non è stato regolarmente scaricato [dopo 21 giorni per gli upload di utenti non registrati, ndr]. I cospiratori avrebbero inoltre offerto un programma a premi che offre agli utenti incentivi finanziari per caricare i contenuti più popolari sul web e portare traffico al sito, spesso generato attraverso siti web conosciuti come “siti di collegamento”. I cospiratori avrebbero pagato utenti i quali che avevano caricato contenuti in violazione dei diritti d’autore e che aveva  pubblicizzato i loro link per gli utenti di tutto il mondo)

(Articolo di Paolo Ottolina – dal Corriere della Sera 20/01/2012)

Pirateria: la proposta di legge anti-pirateria in America (SOPA/PIPA) e la posizione di Rupert Murdoch

Su Twitter: «Il presidente si unisce a Silicon Valley che ruba dai produttori di contenuti». Replica di Google: insensato

Si accende lo scontro sul Sopa/Pipa, la legge contro la pirateria online che ha spaccato l’industria americana in due fronti. Il magnate dei media Rupert Murdoch ha attaccato su Twitter il Presidente americano Barack Obama, rimproverando alla sua amministrazione di sostenere i grandi gruppi della Silicon Valley con la sua opposizione al Sopa. «Obama si è dunque unito ai padroni della Silicon Valley che minacciano di pirateria e di furto puro e semplice tutti i creatori di software» ha scritto Murdoch sul network di micro blogging.

Il fondatore di News Corp. faceva riferimento a un comunicato diffuso sabato scorso dalla Casa Bianca in cui l’amministrazione Obama ha annunciato che non sosterrà la legge in discussione al Congresso sulla pirateria online: «Sebbene riteniamo che la pirateria online da parte di siti stranieri sia una problema grave che necessiti di una serie risposta legislativa, non sosterremo leggi che riducono la libertà di espressione, aumentano il rischio in materia di cyber-sicurezza, o minano il dinamismo e l’innovazione di internet a livello mondiale», si leggeva nel comunicato.

Sopa, “Stop Online Piracy Act”, è al momento in discussione alla Camera dei rappresentanti, mentre Pipa, ovvero “Protect IP Act” è la versione allo studio in Senato. Le due proposte – oltre a mobilitare una massiccia protesta in rete da parte di blogger, associazioni e attivisti – hanno diviso i big Usa. A sostenerle ci sono i produttori di contenuti: le major Hollywood, l’industria discografica con l’appoggio della potente Camera di commercio americana. Contrari i colossi di Internet: il mese scorso i fondatori di Google, Twitter, Yahoo! e di altre grandi aziende del mondo digitale hanno espresso riserve sui due testi, dichiarando in una lettera aperta che «concederebbero al governo Usa il potere di censurare internet con procedure simili a quelle usate da Cina, Malaysia e Iran».

In una email inviata al sito Cnet, un portavoce di Google ha replicato alle affermazioni di Murdoch. «Tutto ciò è privo di senso. Lo scorso anno abbiamo eliminato 5 milioni di pagine web illegali dal nostro motore di ricerca e abbiamo investito più di 60 milioni di dollari nella lotta alle pubblicità ingannevoli. Combattiamo i pirati e la contraffazione ogni giorno». Google sostiene che ci sono metodi migliori per combattere la pirateria di quelli perseguiti dai proprietari dei dirittti: «Noi crediamo, come molte altre compagnie, che il miglior modo per fermate i pirati sia attraverso leggi mirate che obblighino i network di pubblicità online a tagliar fuori i siti dedicati alla pirateria e ai falsi».

(da Corriere.it)