7 punti per il tuo passa-parola sui media sociali

Anche se il tuo nome è “famoso”, la promozione tramite media sociali (Facebook, Twitter, YouTube, etc.) è un passo vitale per far sapere che esisti e che continui ad esistere.

È vero che il nome, da solo, può portare un sacco di visibilità immediata: ma è pur sempre vero che bisogna continuare a generare visibilità e continuare a ricordare alle persone chi sei e da dove vieni, anche quando si dispone già di un’ampio pubblico.

Il modo migliore per iniziare (o continuare) ad avere visibilità sui media sociali, non è solo passare per Radio o TV o partecipare ad un talent show: bensì il modo migliore è quello di continuare a generare il passa-parola e comunicare constantemente con la propria community di fan e supporters a prescindere da quanti fan si ha a disposizione.

A questo proposito, se vuoi cominciare ad attivare (o mantenere) un passa-parola efficace poniti queste 7 domande e scopri quali di questi punti puoi migliorare immediatamente:

1) Ho una buona canzone/progetto/storia da raccontare?

2) Le persone interessate possono mostrare il loro coinvolgimento al progetto, in modo visibile?

3) Sto offrendo qualcosa di nuovo, d’innovativo di cui far parlare di me?

4) Lascio che i miei supporters siano creativi o partecipino al processo creativo?

5) Invito le persone a partecipare ai miei eventi o presentazioni?

6) Sto offrendo a queste persone qualche tipo di bene o valore, in cambio al loro supporto?

7) Gli sto ricordando di passare-parola?

Questi sono semplici passi, ma efficaci per cominciare e continuare a creare un passa-parola funzionale.

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36 modi per guadagnare con la tua musica

PianoMolte persone che creano musica a livello professionale sono convinte che i guadagni derivanti dalle proprie canzoni provengano da 2 o 3 direzioni soltanto. Principalmente viene ritenuto che la musica porti guadagno dalle vendite dei dischi (sia fisici che digitali) e dai proventi dei diritti d’autore oppure anche dai proventi derivanti da eventuali utilizzazioni della propria musica per uso pubblicitario, cinematografico o per programmi televisivi (ovvero le “sincronizzazioni”).

È interessante notare, invece, che esistono ben 36 fonti di guadagno possibili dalla musica. Per differenze di legislazione da un paese all’altro, inoltre, esistono molti fattori che ai più sono sconosciuti e che contribuiscono a creare confusione nella testa di chi dovrebbe invece conoscere bene queste informazioni.

Cerchiamo quindi di analizzare in questo articolo riassuntivo, ciascuna fonte principale di guadagno derivante dallo sfruttamento di opere musicali, dividendole e raggruppandole per categorie d’interesse specifiche:

CANTAUTORI E COMPOSITORI

1. Anticipo Editoriale: ovvero un anticipo in denaro da parte di un’editore che desidera acquisire i diritti editoriali del tuo progetto (o di un solo brano) musicale.

2. Diritti Fonomeccanici (DRM): Royalties derivanti dalla riproduzione delle registrazioni delle tue canzoni – sia in formato fisico che in formato digitale. Pagate all’artista e qualsiasi altro avente diritto, da parte di un’editore, etichetta, SIAE, Harry Fox o altra agenzia.Questa royalties è fissata normalmnete a 9.1 centesimi di dollaro per ciascuna copia della singola canzone (o transazione elettronica/download) venduta.

3. Lavoro su commissione: spesso è un lavoro richiesto per la creazione di una composizione originale come ad esempio una sigla televisiva, un tema per un contest o qualsiasi altro lavoro creato su richiesta di un ente specifico.

4. Royalties derivanti da Pubblica Esecuzione (DEM): Queste sono royalties generate quando la tua canzone viene suonata alla radio, in TV, in discoteca o al ristorante e vengono pagate agli aventi diritto tramite SIAE o altro ente di tutela del diritto d’autore.

5. Composizioni originali per trasmissioni: un jingle originale, una colonna sonora, un lavoro per un documentario, film o pubblicità. Tutti questi lavori rientrano in questa categoria.

6. Licenze di Sincronizzazione: questo utilizzo riguarda spesso un’opera esistente e già pubblicata per un utilizzo in ambito televisivo o cinematografico, o ancora per l’utilizzo in video-games, in sottofondi per siti web o per uso pubblicitario. I proventi di questa utilizzazione sono pagati agli aventi diritto tramite un editore o una casa discografica o tramite un accordo diretto tra case di produzione (case di pubblicità, cinematografiche o televisive) nel caso non si abbia un’editore alle spalle.

7. Vendita di spartiti: guadagni generati dalle vendite di spartiti musicali. Questo tipo di proventi spesso vengono pagati agli aventi diritto da un’editore.

8. Guadagni dalle suonerie per telefoni cellulari: questi guadagni sono generati dalla licenza della tua musica per questo particolare utilizzo: le royalties vengono pagate agli aventi diritto tramite un’editore, un’etichetta o tramite contratto diretto con distributore digitale, Harry Fox Agency o altra agenzia.

9. Premi Speciali per Autori/Compositori: all’estero vi sono alcuni premi organizzati dalle società di tutela del diritto d’autore. Un esempio è l’Ascaplus Awards Program, un premio dedicato ad autori di qualsiasi genere musicale le cui performance e i proventi maturati siano prevalentemente al di sotto di una certa soglia.

10. Liquidazione da un’editore: come previsto da un’eventuale risoluzione dopo una disputa contrattuale.

CANTANTI/ARTISTI ESECUTORI (Performers)

11. Stipendio quale membro di orchestra o Esemble.

12. Spettacoli/Proventi da Performances: guadagni generati durante concerti o esibizioni live.

13. Anticipo Discografico: una somma pagata da un’etichetta discografica, prima che le vendite siano effettivamente maturate, a titolo di anticipo per la firma di un contratto.

14. Budget Discografico di sostegno: soldi a supporto di registrazioni o supporto per Tour discografici, pagati agli artisti dall’etichetta discografica.

15. Vendite Fisiche: guadagni generati dalla vendita di musica fisica, nei negozi o tramite ordini postali. Pagati all’artista o esecutore da un’etichetta o da un distributore o da un servizio digitale quale il nostro.

16. Vendite Digitali: guadagni generati dalla vendita digitale/online. Queste royalties vengono pagate all’artista o esecutore da un’etichetta discografica o tramite aggregatore/distributore digitale.

17. Vendite ai Concerti: guadagni generati dalla vendita di dischi ai propri spettacoli o esibizioni live. Queste royalties vengono immediatamente pagate dai fan direttamente agli artisti.

18. Servizi Interattivi: guadagni generati quando la tua musica è trasmessa in modalità “streaming” tramite servizi specifici (ad esempio: Spotify, Last.fm, Rhapsody, etc.) Queste royalties vengono pagate all’artista o esecutore all’etichetta discografica, o tramite aggregatore/distributore digitale. 

19. Royalties di Esecuzione Digitale: queste royalties vengono corrisposte quando la tua musica viene suonata in radio via internet come ad esempio Sirius XM, Pandora, etc. Queste royalties vengono raccolte e pagate da SoundExchange in America.

20. Royalties di Performance Estera: se i tuoi brani vengono riprodotti in tv e radio estere vi sono ulteriori proventi derivanti dall’esecuzione in pubblico (live, tv, radio) che non vengono ripartiti da SIAE. Numerose organizzazioni raccolgono questi proventi e accettano iscrizioni da chiunque ne abbia i requisiti: le principali associazioni sono in Inghilterra  (PPL), Germania (GVL) e Francia (Adami), solo per citarne alcune. È spesso sufficente essere iscritti ad una di queste associazioni per riscuotere proventi esteri in qualsiasi paese.

TURNISTI

21. Guadagno per sessione (musicista/cantante/turnista) per lavoro in studio: guadagni maturati in studio, durante le registrazioni di un progetto musicale. Questi proventi vengono normalmente pagati da un’etichetta, da un produttore o direttamente dall’artista principale, in base alla situazione.

22.Guadagno per sessione (musicista/cantante/turnista) per supporto live: questi guadagni vengono maturati dai turnisti per supportare un evento live. Anche in questo caso i proventi vengono corrisposti direttamente da un’etichetta discografica, da un produttore o direttamente dall’artista principale a seconda dei casi.

23. Diritti per turnisti o artisti non principali: queste royalties vengono raccolte da organizzazioni quali AFM/AFTRA a cui numerosi enti sono iscritti.

INSEGNANTI E PRODUTTORI

24. Insegnante di musica: molti artisti oltre che scrivere canzoni, insegnano musica. Questo è un altro modo per guadagnare, specie se si è dotati di particolari doti e tecniche da insegnare agli altri.

 25. Produttore: guadagni provenienti dalla produzione per altri artisti o per un live setting.

26. Onorari per Conferenze: se di dispone di notevole esperienza maturata sul campo, il conferenziere musicale è una figura richiesta sia nelle Università che in altri settori. Parlare delle proprie esperienze maturate è spesso ricambiato con un onorario.

RELATIVO AL SUPPORTO DI MARCHE-PRODOTTI E SIMILI

27. Vendita di merchandise: guadagni maturati dalla vendita di merchandise del proprio progetto (t-shirts, felpe, poster, etc.). Queste royalties vengono normalmente corrisposte agli aventi diritto, direttamente dai fan (nel caso in cui gli artisti dispongano di un canale di vendita diretto). Diversamente sono royalties raccolte da etichette discografiche o sponsor.

28. Fan Club: soldi generati dall’iscrizione al tuo fan club.

29. YouTube Partner Program: un modo di guadagnare tramite la condivisione dei ricavi pubblicitari derivanti dalle riproduzioni video su YouTube. I proventi vengono pagati da YouTube tramite i propri inserzionisti.

30. Ricavi pubblicitari: qualsiasi altro ricavo derivante da commissioni pubblicitarie presente su propri mezzi (ad esempio banner sul proprio sito che indirizzano a canali quali Amazon, Apple, etc.)

31. Licenza di Marchio: pagamenti derivanti da una marca che utilizza il tuo nome o il nome del tuo progetto.

32. Sponsor di prodotti: pagamenti derivanti da un marchio per la pubblicizzazione della propria immagine associata a quel marchio o marca di prodotti.

FONDI DI SPONSORIZZAZIONE – FAN BASE

33. Fan Funding (Sponsorizzazione dai Fan): Soldi provenienti unicamente da fan per supportare progetti specifici (nuovo album, o tour). Servizi che fanno questo tipo di attività sono Kickstarter o Pledge Music.

34. Sponsorizzazioni: un brand o marca che supportano interamente i costi di un tour o i costi di produzione per una band.

35. Sovvenzioni: da fondazioni o agenzie statali/federali.

ALTRO

36. Amministrazione: Soldi pagati per amministrare e seguire tutti gli aspetti di un gruppo nel quale tu sei membro. Include l’amministrare pagamenti, royalties in arrivo, costi dei tour, riscossione proventi editoriali, etc.

Dati di vendita Wondermark 2011: lo streaming cresce del 101%, il download cresce del 22,4%

WondermarkWondermark ha reso noto i propri dati di vendita (download singoli e album) e streaming (ascolti) sul proprio catalogo, che ad oggi conta più di 12.000 titoli, divisi tra più di 1.600 etichette discografiche, editori ed artisti nazionali ed internazionali.

Nell’anno 2011, i servizi di streaming (tra i più popolari a nostra disposizione vi sono Rhapsody, Napster, Last.fm, Spotify, Google Music, YouTube, Rdio, Simfy,etc) hanno registrato un incremento del 101% di fatturato rispetto al 2010. Spotify da solo conta ora per più del 70% delle royalties raccolte, ma YouTube e Google Music stanno crescendo molto velocemente e si attendono i risultati provenienti da iTunes Match (non ancora attivo in molte zone coperte da iTunes).

Il totale di streaming effettuati sul catalogo Wondermark lungo il corso del 2011 è stato di oltre 2 milioni di riproduzioni.

Per quanto riguarda i download, sono stati registrati oltre 150.000 acquisti legali, di cui oltre 130.000 nel solo canale di iTunes Store, ora disponibile in 51 paesi. Crescono i dati di vendita di CD e DVD fisici e gli Mp3 venduti legalmente su Amazon.com.

Il singolo più venduto è stato “La Vita È uno Specchio” del gruppo dei Ghost (download di platino 2011 e vincitori del Wind Music Awards e brano omonimo del nuovo album), mentre l’album più venduto è stato “Madame Butterfly“, opera di Giacomo Puccini eseguita da Andrea Bocelli e Carla Maria Izzo.

Gli Editori si confrontano sul Cloud

Nel corso dell’ultimo anno c’è stato un aumento di servizi streaming (chiamati anche “armadietti digitali”) che hanno acquistato popolarità e sono di fatto stati adottati da grandi colossi quali Apple (con il servizio iTunes Cloud), Amazon (con il suo Cloud Drive) e Google (con Google Music).

Com’era facile prevedere, nel corso del MIDEM appena trascorso, sono state molte le domande che diversi editori si sono posti, con numerosi punti interrogativi su ciò che i servizi cloud dovrebbero essere e dove sono diretti con esattezza.

Come ha fatto notare Ben McEwen di PRS, il termine “Cloud” si applica ad una così ampia gamma di servizi che è di fondamentale importanza essere molto precisi quando si parla di modelli di business. La maggior parte della discussione tra i maggiori editori presenti al Midem si è concentrata sui servizi di “Cloud Storage” inclusi quelli dove ai consumatori è permesso caricare canzoni per poi essere riconosciute all’interno di un sistema (“Scan & Match”). Per esempio si pensi ad iTunes Match o al “digital fingerprint” di YouTube.

Richard Conlon, Senior VicePresident per la comunicazione e la strategia sui nuovi media di BMI, ha fortemente sostenuto che l’accesso alla musica “archiviata” è di fatto un’attività commerciale e come tale va trattata per ripartire equamente gli aventi diritto.

Quando l’amministratore delegato di Talpa Music AMV, Jens-Markus Wegener ha espresso diffidenza sul fatto che “gli armadietti cloud” non fanno distinzione tra download legali e illegali, il rappresentante di Rdio Bagby Scott ha replicato che “la maggioranza dei consumatori è disposta a pagare e riconoscere quanto dovuto agli artisti, per fare la cosa giusta”. Tuttavia ha aggiunto che è di vitale importanza per i titolari dei diritti offrire servizi ad un giusto prezzo, per creare modelli sostenibili sul mercato.

Mitch Rubin, capo del Publishing Business musicale di Nokia, ha incoraggiato tutte le attività e imprese musicali ad essere più flessibili nei loro termini di licenza. “Più innovazione, maggiori benefici”.

La discussione si è quindi spostata sul tipo di modello di business “Cloud” potrà essere vincente nel prossimo futuro, McEwen di PRS ha dichiarato che i servizi di Scan-and-Match sono chiaramente più convenienti per i consumatori rispetto a quelli che richiedono di caricare la propria libreria online.

Ma ha anche aggiunto che questo tipo di servizio sarà solo un “trampolino di lancio tra il download e un modello di accesso”.

Il modello di accesso è quello che i servizi in abbonamento online hanno iniziato ad offrire molto prima del concetto di “Nuvola”. Si pensi a Spotify, Rdio e Rhapsody per citare 3 tra i più popolari.

Charlie Lexton, responsabile degli affari commerciali per il gruppo di tutela dei diritti Merlin, ha detto che la facilità di utilizzo la spunterà. “Come consumatore, a mio avviso, i modelli come Rdio sono tra i più preferibili, in quanto l’utente non deve fare nulla”.

Daniel Ek (Spotify): la musica sta entrando in una nuova era d’oro

SpotifyDaniel Ek, fondatore di Spotify, la cui azienda ha goduto di un anno incredibile di rapida crescita e vanta oggi oltre tre milioni di abbonati, ha recentemente dichiarato che se la sua società e altri siti di social networking possono in qualche modo contribuire ad aumentare la quantità di interazioni sociali fra gli utenti (ad esempio con il recente accordo siglato tra Spotify e Facebook) questo svilupperà maggiori vendite musicali globali all’interno di altri digital stores.

Grammy.com ha chiesto alcuni commenti ad Ek in merito al futuro della sua azienda e su come la condivisione sociale della musica potrebbe aiutare l’industria musicale.

Ek ha dichiarato: “Noi guardiamo la condivisione della musica come elemento molto, molto importante per la nostra azienda e abbiamo scoperto che più “sociali” sono i nostri utenti, più velocemente sviluppano la propria libreria musicale: di conseguenza se la propria libreria musicale aumenta più velocemente, più velocemente arrivano clienti che acquistano musica online.”

Continuando ha detto: “Personalmente, io sono più fiducioso sul futuro dell’industria della musica come mai prima d’ora, e penso che stiamo entrando in una sorta di età dell’oro della musica”.

Ek ha anche affrontato le critiche che gli sono state rivolte da una serie di persone dell’industria musicale, secondo le quali Spotify ostacolerebbe la vendita di musica, piuttosto che aiutare gli artisti a venderla.

Ha detto in merito: “Mi piacerebbe indirizzarmi a coloro che pensano  che la rimozione del loro catalogo aumenti le vendite di downloads. Non c’è uno straccio di dati per suggerire questa cosa. Di fatto tutte le informazioni a disposizione stabiliscono che lo streaming aiuta le vendite e i volumi di vendita aumentano: gli album venduti sono aumentati negli Stati Uniti nel 2011, nel primo anno di debutto di Spotify in questo territorio, e per la prima volta dal 2004. Più di una dozzina di album che hanno debuttato al numero uno erano disponibili su Spotify al momento del lancio.”

Ek ha concluso dichiarando: “Gli utenti di Spotify stanno aiutando a pagare un sacco di soldi all’industria. Stai parlando di 10 milioni di utenti attivi, 2,5 milioni di abbonati – la maggior parte di loro pagano $ 120 (€ 90) l’anno, che è il doppio dell’importo del  utente medio su iTunes. A Spotify, realmente vogliamo far vincere democraticamente i musicisti e vogliamo pagare sempre di più coloro che affidano a noi la loro musica. Naturalmente siamo felici che ci siano stati progressi in questo senso, ma Spotify è ancora al suo debutto e siamo certi che continueremo a crescere. “

In Italia la musica digitale cresce di più che nel resto del mondo

Federazione Industria Musicale ItalianaNel 2011 il fatturato della musica digitale in Italia è cresciuto del 22%, il doppio rispetto all’anno scorso, sensibilmente di più rispetto al +8% della media mondiale. iTunes e YouTube i vettori principali: grazie ai nuovi servizi in download e streaming cala la pirateria del 4%. Anche se il fatturato complessivo cala del 4%, i nuovi dati presentati dalla Federazione Industria Musicale Italiana offrono un quadro positivo e buone previsioni per il 2012.


A sorpresa i nuovi dati sul mercato musicale italiano per il 2011 mostrano una crescita del 22% per il fatturato generato dalla musica digitale legale (download e streaming). Il totale è di 27,5 milioni di euro, una crescita più che doppia rispetto allo scorso anno e soprattutto sensibilmente superiore alla crescita registrata a livello globale con una media dell’8%.

I campioni di incasso sono iTunes di Apple per l’acquisto con download e anche YouTube per l’ascolto in streaming: anche se la visione/ascolto da YouTube è gratuita per gli utenti, il portale di Google paga le società discografiche per la riproduzione.

I dati sul mercato della musica in Italia sono stati presentati dalla Federazione Industria Musicale Italiana, siglato FIMI, grazie a una ricerca effettuata da Deloitte.

Il fatturato complessivo (musica digitale, CD ecc) registra un calo del 4% passando a 130,5 milioni di euro dai 135 milioni di euro incassati nel 2010, ciò nonostante il quadro risulta positivo, così come le previsioni per il 2012.

In Italia la musica su CD rappresenta ancora la quota preponderante del mercato con un fatturato di 103 milioni di euro, in diminuzione del 9% mentre il digitale rappresenta 27,5 milioni del totale.

Interessante notare l’andamento positivo delle vendite di album in digitale: contrariamente a quanto accaduto per lo più finora gli utenti non acquistano solo singoli ma sempre più album interi registrando una crescita del +37%.

Gli album proposti su supporto fisico CD invece sono calati del 7% in unità e del 6% in valore.

La crescita degli album digitali in Italia (+37%) risulta superiore rispetto a qualsiasi altro paese:

  • USA 19%
  • UK 27%
  • Francia +23%.

Molto bene anche per la musica Made in Italy che conta per il 54% delle vendite (+2%).

Secondo Enzo Mazza, Presidente di FIMI che parlava in una intervista a Repubblica, i risultati positivi del settore e soprattutto della musica digitale sono dovuti all’ampliamento dei servizi per gli utenti: “L’offerta online, con la presenza di un sempre maggior numero di player sul mercato italiano, sta confermando un certo consolidamento del mercato italiano con un forte impegno dell’industria nel rinnovamento dei modelli di business”.

Proprio grazie ai nuovi servizi di streaming ma anche grazie alla sempre maggiore diffusione degli smartphone, da cui è più difficile accedere alla musica illegale, la pirateria segna un calo del 4%. Per incentivare i segnali positivi registrati nel 2011 Enzo Mazza promuove l’intervento delle istituzioni sia per facilitare lo sviluppo dei contenuti digitali, sia per contrastare la pirateria.