In Italia la musica digitale cresce di più che nel resto del mondo

Federazione Industria Musicale ItalianaNel 2011 il fatturato della musica digitale in Italia è cresciuto del 22%, il doppio rispetto all’anno scorso, sensibilmente di più rispetto al +8% della media mondiale. iTunes e YouTube i vettori principali: grazie ai nuovi servizi in download e streaming cala la pirateria del 4%. Anche se il fatturato complessivo cala del 4%, i nuovi dati presentati dalla Federazione Industria Musicale Italiana offrono un quadro positivo e buone previsioni per il 2012.


A sorpresa i nuovi dati sul mercato musicale italiano per il 2011 mostrano una crescita del 22% per il fatturato generato dalla musica digitale legale (download e streaming). Il totale è di 27,5 milioni di euro, una crescita più che doppia rispetto allo scorso anno e soprattutto sensibilmente superiore alla crescita registrata a livello globale con una media dell’8%.

I campioni di incasso sono iTunes di Apple per l’acquisto con download e anche YouTube per l’ascolto in streaming: anche se la visione/ascolto da YouTube è gratuita per gli utenti, il portale di Google paga le società discografiche per la riproduzione.

I dati sul mercato della musica in Italia sono stati presentati dalla Federazione Industria Musicale Italiana, siglato FIMI, grazie a una ricerca effettuata da Deloitte.

Il fatturato complessivo (musica digitale, CD ecc) registra un calo del 4% passando a 130,5 milioni di euro dai 135 milioni di euro incassati nel 2010, ciò nonostante il quadro risulta positivo, così come le previsioni per il 2012.

In Italia la musica su CD rappresenta ancora la quota preponderante del mercato con un fatturato di 103 milioni di euro, in diminuzione del 9% mentre il digitale rappresenta 27,5 milioni del totale.

Interessante notare l’andamento positivo delle vendite di album in digitale: contrariamente a quanto accaduto per lo più finora gli utenti non acquistano solo singoli ma sempre più album interi registrando una crescita del +37%.

Gli album proposti su supporto fisico CD invece sono calati del 7% in unità e del 6% in valore.

La crescita degli album digitali in Italia (+37%) risulta superiore rispetto a qualsiasi altro paese:

  • USA 19%
  • UK 27%
  • Francia +23%.

Molto bene anche per la musica Made in Italy che conta per il 54% delle vendite (+2%).

Secondo Enzo Mazza, Presidente di FIMI che parlava in una intervista a Repubblica, i risultati positivi del settore e soprattutto della musica digitale sono dovuti all’ampliamento dei servizi per gli utenti: “L’offerta online, con la presenza di un sempre maggior numero di player sul mercato italiano, sta confermando un certo consolidamento del mercato italiano con un forte impegno dell’industria nel rinnovamento dei modelli di business”.

Proprio grazie ai nuovi servizi di streaming ma anche grazie alla sempre maggiore diffusione degli smartphone, da cui è più difficile accedere alla musica illegale, la pirateria segna un calo del 4%. Per incentivare i segnali positivi registrati nel 2011 Enzo Mazza promuove l’intervento delle istituzioni sia per facilitare lo sviluppo dei contenuti digitali, sia per contrastare la pirateria.

Una ricerca di eMusic e Midem sul consumo di musica digitale in Uk

eMusic LogoeMusic, in collaborazione con Midem, ha stilato un rapporto sul consumo musicale britannico categorizzando i consumatori in 5 categorie demografiche, in base al loro comportamento d’acquisto.

Si calcola che il 28% delle persone che acquistano musica digitale sono consumatori “onnivori”, molto attivi ma non fedeli ad un genere in particolare. Il 24% sono ascoltatori fidelizzati a generi principali (pop, rock, etc.) i quali tendono ad acquistare qualsiasi cosa gli altri acquistino, se presenti in classifica. Il 20% sono “indipendenti culturalmente” ossia più appassionati e conoscitori che non tendono a “seguire la massa”. Il 19% di questi sono considerati “leader” per i trend di mercato, ossia cultori della musica “pop” appassionati a tutto ciò che è popolare; infine il 9% sono stati classificati come “discepoli indipendenti”, che hanno gusti musicali che tendono principalmente al genere indie, ma allo stesso tempo hanno tendenza a farsi consigliare da altri per i loro acquisti.

Nello stesso rapporto eMusic ha dato uno sguardo a come le persone riescano a scoprire nuova musica: la radio è il mezzo più popolare (il 69% degli intervistati ha dichiarato di scoprire nuova musica tramite questo media, almeno 2 volte al mese), superando così la TV/Film (59%), gli amici/passaparola (58%), YouTube (57%) e Facebook (35%).


iTunes sbarca in America Latina

 

Latin America

Da quest’oggi iTunes Store ed i suoi contenuti sono finalmente disponibili in America Latina e più precisamente nei seguenti territori:
Argentina, Brasile, Belize, Bolivia, Chile, Colombia, Costa Rica, Repubblica Dominicana, Ecuador, El Salvador, Guiana Francese, Guatemala, Guyana, Honduras, Nicaragua, Panama, Paraguay, Peru, Suriname, Uruguay e Venezuela.

Tutto il catalogo di musica, film, libri e App distribuito da Wondermark sarà progressivamente disponibile in questi negozi entro le prossime ore.

Napster, addio definitivo

(da Punto InformaticoNapster Logo)

Napster è morto, e questa volta resterà morto per sempre: lo storico “marchio” della condivisione musicale in rete, passato per le forche caudine della violenta rappresaglia legale delle Big Four del disco e reinventatosi store digitale con tutti i crismi della legalità, sparirà fondendosi con Rhapsody.

La piattaforma musicale di streaming e download – la maggiore del genere negli USA dopo iTunes – ha infatti già acquisito tutti i diritti, gli asset e gli utenti di Napster pagando a Best Buy una cifra ad oggi sconosciuta. Ora le speculazioni sono ufficiali: Napster come marchio autonomo non esisterà più.

Col tempo il “brand” Napster si è reinventato store digitale legale, ma è indubbio che i suoi numerosi lasciti sopravvivano senza di esso: da Napster deriva l’esplosione della supernova del Peer2Peer decentralizzato (Gnutella, Gnutella 2, eDonkey, Kademlia ecc.), a Napster va il merito di aver trasformato il formato MP3 in un fenomeno di massa e di aver aperto le porte al nuovo “eden” della musica digitale dove un colosso del calibro di Apple la fa da padrone.
Una breve cronistoria dell’avventura di Napster è d’obbligo: nata nel 1999 come piattaforma centralizzata per la condivisione libera di brani musicali fra utenti, la società fondata da Shawn Fanning, John Fanning e Sean Parker è stata fatta letteralmente a pezzi dall’assalto legale di RIAA e del mondo musicale “ufficiale”.

Google Music con Cloud, Social e Android

Google MusicGoogle Music è stato inaugurato poche ore fa negli Stati Uniti. Come previsto si tratta di una grande piattaforma online per la vendita di tracce musicali che sfrutta tutte le potenzialità della tecnologia cloud. In pratica oltre alla possibilità di scaricare la musica sul proprio PC sono previste opzioni di streaming su più dispositivi e condivisione attraverso il social network Google+. L’azienda non a caso parla della possibilità di “scoprire, acquistare, condividere e godere della musica digitale in modalità innovative e personalizzate”.

“Hanno dovuto fare il loro ecosistema per attirare i consumatori analogamente ad Amazon e Apple”, ha spiegato al New York Times Michael Gartenberg, analista di Gartner. “I servizi cloud personali sono chiave per la domanda dei consumatori. Quindi è normale che Google debba giocarsela qui. Ma dato che sono in ritardo lo devono fare in un modo solo”.

Google Music infatti sfrutta Android Market, a conferma di quanto si mormorava a febbraio, e quindi nasce per approfittare anche dell’incredibile base utenti del mondo mobile e domani tablet. La partenza in ogni caso è con il botto perché grazie agli accordi con EMI, Universal, Sony Music e altri editori (non Warner almeno per ora) l’offerta è di ben 13 milioni di tracce audio. Si parla di artisti del calibro dei Rolling Stones, Coldplay, Pearl Jam, etc. Per di più in questa fase promozionale è prevista una traccia in regalo ogni giorno, da scegliere all’interno di un gruppo selezionato. La nota negativa è che gli attuali accordi licenziatari non rendono Google Music accessibile oltre i confini statunitensi.

A distanza di due giorni dalla presentazione di iTunes Match il pensiero non può che correre ad Apple. “Altri servizi di cloud music ti costringono a pagare per ascoltare la musica che già possiedi”, ha risposto Jamie Rosenberg, dirigente di Google. “Noi no”. E infatti il backup su cloud del colosso di Mountain View è gratuito e consente di trasferire online il proprio completo archivio musicale (massimo 20mila tracce). Purtroppo questa procedura potrebbe risultare inizialmente un po’ lunga, considerato che si tratta di un vero e proprio “uploading”. La buona notizia è che ogni TAG, nominazione o dettaglio legato ai file rimarrà intatto.

Per quanto riguarda l’aspetto commerciale bisogna ricordare che le singole tracce audio si pagano 69 centesimi, 99 centesimi o 1,29 dollari, mentre un album completo costa circa 10 dollari. Nello specificosi tratta di file MP3 a 320 kbps.

Da rilevare poi che gli acquisti si effettuano tramite Google Checkout e quindi una procedura che prevede l’uso della carta di credito, ma se si è clienti dell’operatore T-Mobile l’addebito avviene direttamente sul conto telefonico.

Dopo l’acquisto le tracce audio volendo si possono condividere con gli amici su Google+. L’aspetto interessante è che il proprio archivio su cloud è accessibile anche tramite i dispositivi Android (almeno 2.2) – a patto ovviamente che dispongano dell’App Google Music. Purtroppo per ora non è possibile acquistare tramite cellulare, ma Google ha assicurato che questo rappresenta il prossimo passo evolutivo.

(Articolo da Tom’s Hardware)

Spotify sbarca anche in Austria, Belgio e Svizzera

Spotify, il servizio musicale di abbonamento in streaming, dopo il lancio  in Austria avvenuto ieri è sbarcato oggi anche in Belgio e Svizzera: nei tre Paesi europei l’abbonamento al catalogo della società sarà disponibile nelle tre versioni classiche – gratuito, illimitato e Premium – a costi che vanno dai 4 euro e 99 (o 6 franchi e 45) per la versione illimitata ai 9 euro e 99 (o 12 franchi e 95) per quella Premium.

7Digital si espande in Asia e Pacifico

7Digital LogoIl provider di musica 7Digital ha esteso il suo servizio all’interno dell’area Asia-Pacifico, rendendo disponibile il suo catalogo di oltre 16 milioni di brani all’interno dei territori di Australia, Nuova Zelanda, Malaysia e Singapore.

La mossa della compagnia che ora serve più di 1 milione di utenti all’interno dei canali di telefonia mobile, segue di poco quella della rivale Spotify (che è stata per un periodo servita da 7Digital), la quale ha aperto anch’essa il suo servizio in Asia lo scorso Settembre.

I nuovi mercati hanno accesso allo store digitale di 7Digital, mentre gli applicativi per i dispositivi BlackBerry e Android saranno resi disponibili entro la fine dell’anno.

7 Digital è stata parte del recente lancio del PlayBook (il tablet di Rim) a Singapore e l’alleanza strategica con RIM sarà un aspetto chiave dello sviluppo sull’asse Asia-Pacifico, stando alle dichiarazioni del management di 7Digital.

Sebbene 7Digital non sia disponibile per la piattaforma iOS (iPhone, iPod Touch e iPad), la forte espansione di utilizzo di dispositivi Android e RIM nella regione sud-est asiatica, potrebbe essere un elemento chiave per l’espansione di 7Digital in questo territorio.

Qualsiasi mossa all’interno del mercato asiatico sarà quindi una sfida con Spotify da ora in poi (e con altri servizi che presto sbarcheranno negli stessi territori). Questo è un punto particolarmente importante per la lotta contro la pirateria, in un territorio particolarmente segnato da questa piaga.

L’area dell’Asia-Pacifico è stata per molto tempo un’area di secondo piano per molti canali digitali, se si compara la situazione europea o Nord Americana. Sarà interessante seguire lo sviluppo dei canali di 7Digital (e Spotify) in quest’area per capire se vi possono essere possibilità di sviluppo anche in territori quali l’India e l’Indonesia.

Addio Napster, ora Rhapsody

Napster LogoC’è chi ha sottolineato come il suo nome sia ormai destinato a sparire, dopo aver stravolto il panorama musicale alla fine degli anni 90. Napster, il primo grande avversario dell’industria discografica globale, verrà ora assorbito dalla piattaforma a sottoscrizione Rhapsody. Ceduto dai vertici di Best Buy per una somma attualmente sconosciuta.
Era stato proprio il gigante dell’elettronica di consumo ad acquisire gli asset di Napster nel 2008, sborsando un totale di 121 milioni di dollari. I circa 700mila utenti della creatura di Shawn Fanning erano così finiti nelle mani del retailer statunitense, sette anni dopo la chiusura dello stesso programma di file sharing per violazione ripetuta del diritto d’autore.

Gli utenti di Napster verranno ora aggregati agli 800mila guadagnati nel tempo da Rhapsody, che in sostanza risponderà al recente sbarco di Spotify in terra statunitense. Secondo le fonti specializzate, l’accordo di acquisizione degli asset di Napster dovrebbe risultare formalizzato entro la fine del prossimo novembre. Best Buy diventerà azionista di minoranza della piattaforma musicale slegatasi da RealNetworks.

Come sottolineato dal CEO di Rhapsody Jon Irwin, si tratta di un’acquisizione dettata dal bisogno di espandersi, in particolare aggregando quote sostanziose di utenza. Proprio questo dettaglio ha scatenato i più allarmati timori: il brand Napster potrebbe essere definitivamente accantonato, dal momento che la stessa Rhapsody pare interessata ai soli utenti dell’ex-nemico pubblico delle etichette.

(da Punto-Informatico)

Musica sul Blackberry: RIM annuncia BBM Music

BlackberryResearch In Motion (RIM) ha lanciato BBM Music, un servizio costruito intorno alla piattaforma Blackberry Messenger. L’obbiettivo è di creare il più grande social network musicale al mondo, “permettendo alle persone di scoprire musica tramite amici  e scoprire nuovi amici tramite la musica”. Il servizio offre agli abbonati 50 brani al mese accessibili da un dispositivo Blackberry portatile e un Blackberry Tablet (Playbook). Ad ogni utente sarà permesso di modificare fino ad un massimo di 25 brani all’interno del loro profilo BBM e potranno accedere a tutte le tracce che appariranno all’interno degli altri profili registrati al servizio musicale BBM. RIM intende inoltre lanciare agli abbonati e non abbonati un servizio di ascolto gratuito finanziato dalla pubblicità con l’obbiettivo di promuovere particolari uscite o affiliazioni a particolari marchi. BBM Music inizierà il proprio servizio inizialmente nei territori del Regno Unito, America, Canada e Messico. Maggiori informazioni sono disponibili all’interno del sito BBM.

Spotify lancia la sfida ad iTunes

(Da Rockol.it)

Spotify LogoDaniel Ek, co-fondatore e amministratore delegato di Spotify, ha lanciato il guanto di sfida ad iTunes: con un nuovo, cruciale aggiornamento del software e il lancio di un negozio di download autogestito, l’imprenditore/manager svedese spera di  convincere i consumatori a scegliere il suo player come strumento di “default” per la gestione delle collezioni di files digitali, spezzando una volta per tutte il sistema chiuso e integrato che ha fatto la fortuna della piattaforma di Steve Jobs . L’aggiornamento del player introdotto dalla Web company permette – una volta collegato il lettore digitale al pc tramite porta Usb e attivato il pulsante “devices” che compare nella barra laterale della home page – di sincronizzare automaticamente la collezione di file memorizzata nell’iPod (versioni Classic, Nano e Shuffle) importandone i brani nelle playlist di Spotify. Le stesse playlist  possono poi essere acquistate a “pacchetti” da 10, 15,  25 o 100 canzoni al prezzo di 7,99, 9,99, 25 o 50 euro o sterline, accedendo allo store che Spotify,  siglando accordi diretti con etichette discografiche e aggregatori, ha sviluppato “in house” (dopo essersi appoggiata per un anno e mezzo ai servizi esterni forniti da 7digital). Un’altra novità importante è la possibilità concessa gli utenti gratuiti del servizio di accedere in modalità wireless alle applicazioni per iPhone e smartphone Android. “Da oggi”, sostiene Ek, “Spotify diventa l’unico music player di cui si ha veramente bisogno. I nostri utenti non vogliono essere costretti a passare da un player all’altro, ma desiderano portare con sé le loro playlist ovunque vadano, su una gamma più ampia di apparecchi, in modo più semplice e a un prezzo abbordabile”.

IFPI 2011 – Il rapporto sulla musica digitale

Ifpi LogoIFPI ha pubblicato il Rapporto annuale sul mercato digitale.

I dati salienti del rapporto sono qui di seguito elencati, mentre il rapporto completo è scaricabile direttamente dal sito IFPI.

13 – i milioni di canzoni disponibili per la vendita digitale

400 – i negozi legali disponibili nel mondo

4.6 miliardi di dollari – il valore del mercato digitale nel mondo

6% – la percentuale di crescita delle vendite digitali nel 2010
29% – la proporzione del guadagno complessivo delle etichette discografiche, derivante dalla vendita digitale

1000%+ – l’incremento del valore del mercato digitale tra il 2004 ed il 2010

-31% – il calo in termini di valore dell’industria discografica, tra il 2004 ed il 2010

16.5% – la proporzione di utenti internet che hanno acquistato musica legalmente negli Stati Uniti all’interno dell’ultimo quadrimestre 2010 (utenti dai13 anni in sù)

5 miliardi di dollari– l’ammontare stimato che le etichette discografie hanno speso  per lo sviluppo di artisti nel corso del 2009

30% – la percentuale del guadagno delle etichette discografiche, investito in selezione di nuovi artisti e per il marketing

-77% – la stima del calo di vendite di album di debutto tra il 2003 ed il 2010 nella Top 50 mondiale

-12% – il calo in termini di guadagno dei 50 tour più grandi del 2010

-17% – il calo del numero di persone impiegate come musicisti in America tra il 1999 ed il 2009

1.2 millioni – una proiezione del numero di posti di lavoro persi a causa della pirateria in Europa, entro il 2015

240 miliardi – la stima di perdite di vendite cumulative all’interno delle industrie creative europee, dovuto alla pirateria, tra il 2008 ed il 2015

0 – il numero di artisti spagnoli che hanno debuttato nella classifica annuale spagnola (Top 50) nel corso di tutto il 2010

-45% – Il calo del numero di uscite domestiche in Messico tra il 2005 ed il 2010

10 anni di iTunes

Il 9 gennaio 2001 veniva lanciato il software che, con l’iPod, ha cambiato per sempre il mondo della musica. Da allora i clienti hanno scaricato oltre 10 miliardi di brani, e nel negozio Apple sono disponibili anche film, serie tv e “apps”

iPodE’ diventato sinonimo della musica digitale e oggi, a distanza di dieci anni dalla nascita, oltre alla musica, ai film ai video e ai videogiochi, è diventato anche sinonimo delle tante “apps”, le applicazioni che utilizziamo giornalmente sul nostro smartphone. Parliamo di iTunes, il software per gestire il “negozio elettronico” di Apple di cui il 9 gennaio ricorre il decimo anniversario. E se milioni di persone escono di casa con le canzoni più amate in tasca e se l’industria discografica ha trovato nuova linfa dopo esser stata messa in crisi dal “peer to peer” illegale su Internet, il merito è in buona parte di Apple e della rivoluzione digitale che lanciò dieci anni fa, prima con iTunes, il 9 gennaio 2001, e poi con l’iPod, nell’ottobre successivo.

Oggi il software Apple per la gestione e l’acquisto dei brani musicali digitali, che ha per slogan “Tutto quanto fa spettacolo”, è arrivato alla versione 10 ed è, oltre che multipiattaforma, accessibile online anche dai cellulari. Dieci anni fa le potenzialità di iTunes erano però meno evidenti, anche se sin dall’inizio fu chiaro l’entusiasmo degli utenti per questo nuovo software.

La strategia della casa di Cupertino divenne più evidente con l’arrivo, il 21 ottobre 2001, dell’iPod: un lettore Mp3 in grado di contenere mille canzoni trasferibili dal Mac proprio con iTunes. Col tempo le canzoni sono diventate sempre di più e oggi il “Classic” può contenerne fino a 40mila, grazie ad un hard disk da 160 gigabyte. Ma l’iPod è diventato anche “touch” (e nano), grazie allo schermo tattile e, proprio come iTunes, è in grado di archiviare e riprodurre migliaia di brani, immagini e video. Grazie al wi-fi può inoltre navigare in rete, gestire la posta elettronica e soprattutto far girare applicazioni e videogiochi dalla grafica avanzata. Il successo dell’iPod è sancito dalle cifre: dal debutto ad oggi Apple ha venduto circa 280 milioni di dispositivi nel mondo.

Il terzo ingrediente della “rivoluzione digitale dell’entertainment” targata Apple è arrivato due anni dopo, nel maggio del 2003. L’iTunes Music Store, accessibile da iTunes, è un negozio online su cui comprare singole canzoni a 99 centesimi. L’idea si rivela subito vincente: in poco più di quattro mesi i brani venduti negli Usa raggiungono i 10 milioni e le case discografiche iniziano a dar credito alla piattaforma, in un momento in cui lo scambio illegale di musica su internet sta intaccando notevolmente le vendite tradizionali.

Il catalogo, che all’esordio contava 200 mila canzoni, arriva al milione nel giro di un anno e il negozio esce dai confini americani. Ad oggi i brani disponibili sono oltre 14 milioni, mentre i download hanno superato i 10 miliardi nel febbraio scorso, rendendo l’iTunes Music Store primo al mondo nella vendita di musica online. Negli Stati Uniti è anche il primo vendor assoluto di musica dal 2008, anno in cui il negozio virtuale ha superato i negozi fisici della catena Wall Mart.

Steve Jobs intuisce che la formula può essere applicata anche all’audiovisivo. Il negozio perde la parola “Music” nel nome e inizia a vendere videoclip, telefilm di culto come “Friends” e “Desperate Housewives”, poi giochi e film, di cui fruire in mobilità con l’iPod e, successivamente, anche con l’iPhone e l’ultimo nato, l’iPad. Al momento il catalogo dell’iTunes Store conta 65mila episodi tv e oltre 10mila film in vendita o noleggio, da guardare anche sul televisore grazie alla Apple Tv, da poco arrivata anche in Italia. E il legame tra musica e film diventa sempre più evidente, tanto che oggi, al primo posto della classifica dei brani più acquistati sull’iTunes Music Store è la colonna sonora del film di animazione Disney “Tron Legacy”, brani interpretati dai Daft Punk. La colonna sonora è stata messa in vendita lo scorso 10 dicembre, mentre la pellicola è appena arrivata sugli schermi italiani.

Con l’aggiornamento di iTunes del luglio 2008, la Mela dà il via a un nuovo business: lancia il fiorente mercato delle applicazioni per cellulari e obbliga i costruttori di smartphone alla rincorsa, tanto che il termine “App” diventa sinonimo, appunto, delle potenzialità dei programmi disponibili su Internet per i telefonini. Sull’App Store si possono scaricare oggi 300mila applicazioni per iPhone, iPad e iPod Touch rispetto alle appena 500 iniziali. I download hanno raggiunto quota 10 milioni nei primi quattro giorni e lo scorso ottobre hanno superato il traguardo dei 7 miliardi. Tra le app ci sono software per il lavoro e lo svago, utility, videogame.

Ma non solo. L’ultima scommessa di Apple è infatti l’editoria, con gli audiolibri (curiosità, il più gettonato è “L’arte di ottenere ragione”, di Arthur Schopenauer – Good Mood Edizioni), i 5 milioni di e-book scaricati dal nuovo negozio iBookStore e un numero crescente di quotidiani e riviste che pubblicano applicazioni per lasciarsi sfogliare su iPhone e iPad.

(da Repubblica.it)

Apple e le recenti statistiche

Senza ulteriore commento, ecco le più recenti statistiche riferite all’universo Apple ed i suoi prodotti.

o 275 milioni di iPod ora venduti.

o Più di 11.7 miliardi di canzoni vendute da iTunes Store.

o Oltre 450 milioni di episodi TV, 35 milioni di ebook, 100 milioni di film venduti.

o 300 Negozi Apple ora aperti in tutto il mondo. 300 Apple Stores now open worldwide.

o 160 milioni di account iTunes attivi, in 23 paesi.

o 120 milioni di sistemi iOS venduti (include iPhone, iPad ed iPod touch)

o Oltre 1.5 miliardi di video games ed applicativi d’intrattenimneto venduti, soltanto per iPod Touch.

…e Android?

Dal primo momento in cui è stato stato lanciato, l’iPhone di Apple è stato il fondamento della musica in mobilità, date le sue funzionalità estese come telefonino e soprattutto come iPod. Altri dispositivi ed altre marche hanno letteralmente sofferto nel tentativo di ricreare quell’abbinata “musica + telefonia” così ben riuscita alla società di Cupertino, nonostante la competizione avesse le stesse capacità e applicazioni.

I sostenitori dei telefoni basati sul sistema Android di Google stanno tuttavia ricevendo qualche aiuto in questa materia attraverso una serie di partnership piuttosto interessanti designate a rendere più efficaci le capacità musicali dei dispositivi che utilizzano il sistema operativo di Google. T-Mobile, il primo operatore mobile ad abbracciare i telefonini marchiati Android, stà lavorando con una compagnia software di nome DoubleTwist. Attraverso questo accordo, T-Mobile potrà implementare le capacità software offerte dalla DoubleTwist nei prossimi telefoni basati su Android.

DoubleTwist opera molto similarmente ad iTunes: in questo senso si è in grado di creare playlists, trasferire file tra multipli telefoni e più in generale organizzare la propria libreria musicale attraverso specifiche funzioni necessarie su un telefono mobile. Attualmente i dispositivi che operano con Android non hanno alcune funzioni musicali già pre-installate, lasciando così gli utenti senza efficaci soluzioni per ascoltare o fruire musica sul loro telefono.

DoubleTwist è emersa come una valida alternativa ad iTunes per questo tipo di telefonini. Ha precedentemente stretto un accordo con Amazon per fornire ai suoi clienti la tecnologia necessaria ad usufruire dello store Mp3 della società. Da poco gli utenti di Android possono quindi scaricare una versione mobile del negozio Mp3 di Amazon per acquistare e scaricare musica ma, di nuovo, tale scelta non è ampiamente pubblicizzata tra gli utenti, come dovrebbe essere, lasciando così che non sappiano di queste possibilità.

In Europa la casa d’intrattenimento multimediale Aspiro ha recentemente creato un’applicazione per portare i suoi servizi di streaming musicale a tutti i dispositivi Android: a questo si aggiunge l’offerta di Spotify che da tempo offre agli utenti di Android i suoi servizi free e premium.

Mentre i popolari servizi di streaming musicale come Pandora hanno trovato il loro successo su iPhone, altri servizi come DoubleTwist stanno trovando successo sui dispositivi “rivali” offrendo loro le possibilità di competere con Apple.

La società Myxer (società che opera nel settore della vendita di suonerie, video, videogames ed altri servizi d’intrattenimento) ad esempio ha scoperto che entrambi i possessori di Android e BlackBerry sono una tipologia di visitatori più attivi rispetto a quelli di iPhone, scaricando con un rapporto di 7 a 1 gli applicativi da lei realizzati.

Real Networks ora esteso a in 11 paesi in Europa

Quest’oggi Real Networks ha firmato un accordo triennale con l’operatore mobile SFR, il più importante carrier telefonico francese. Il servizio è attivo da ieri ed estende la copertura di Real che attualmente serve in Austria (con Mobilkom A1), Vodafone in 9 paesi tra cui Inghilterra, Irlanda, Portogallo, Germania, Italia, Grecia, Olanda, Romania e Spagna.

Complessivamente Real Network è disponibile attraverso 84 operatori mobili, in 45 paesi, rendendoli disponibili ad un bacino d’utenza complessivo pari a 860.9 milioni di abbonati.

L’intero catalogo Wondermark è disponibile su Real Networks, dal 2007.

Nokia Music India

Nokia Music Store sbarca in India, (l’annuncio è stato dato dalla stessa Nokia alla recente Music Connects Conference, lo scorso 26 Agosto). Nokia ha inoltre siglato diverse partnership con le principali major ed etichette indipendenti locali, tra cui Tseries, Yashraj Music, Saregama, Big Music e Venus, oltre che un accordo con la Indian Music Industry, l’associazione che riunisce i produttori discografici indiani. Nokia ha inoltre annunciato che il suo servizio “Comes with music” sbarcherà in India a fine anno. L’estensione di Nokia Music Store raggiunge quindi un totale di 21 paesi, tra cui appunto India, Singapore, Arabi Emirati e Polonia, paesi attualmente non ancora coperti dal servizio musicale leader, iTunes Music Store.

Yahoo Music lancia le Artists Pages

Yahoo! Music ha recentemente lanciato le proprie “Artist Pages“che aggregano musica, servizi ed informazioni per oltre 500.000 artisti. Lo scopo è diventare “il punto di partenza definitivo per i fans di musica” e data la capillarità di Yahoo è facile immaginare che tali pagine potranno posizionarsi in cima ai motori di ricerca, sorpassando pagine Wikipedia o siti di artisti ufficiali.

I fans hanno ora quindi l’abilità di creare le proprie pagine di supporto, con contenuti e links diretti selezionando molteplici piattaforme d’acquisto, quali iTunes Music Store, Amazon, Last.fm, Rhapsody, Pandora, YouTube e lo stesso Yahoo. In futuro gli utenti potranno inoltre realizzare proprie pagine musicali all’interno del portale Yahoo Music dato che la previsione è di aprire la piattaforma a fans, musicisti, artisti ed etichette discografiche.

Concepito in origine come servizio chiuso, a ciò che fosse ristretto a consumo proprietario o informazioni create internamente, queste nuove Artist Pages rappresentano il primo grande sforzo di Yahoo! di aprirsi all’esterno con molteplici prodotti e servizi musicali.

“Le Artist Pages influenzano l’incredibile audience di Yahoo, per creare qualcosa di completamente nuovo, aperto, sociale e originale, che crediamo attrarrà una nuova generazione di fans e nuovi utenti a Yahoo! Music”, ha dichiarato Michael Spiegelman, direttore di Yahoo! Music.

Un’indagine sul consumo di musica in Italia

(da Macitynet) iTunes domina in Italia: il 30% di chi compra musica su Internet pensa come primo negozio on line proprio a quello di Apple. La statistica, che premia la strategia di Cupertino, emerge da una ricerca svolta da Strategy Analitytics che ha scandagliato il mercato della penisola, uno dei quattro principali del Vecchio Continente.

Oltre alla percentuale di iTunes (che è quasi il doppio rispetto a quello della immediata concorrente, eBay ferma al 17%), un aspetto interessante che si può notare dal tracciamento delle preferenze, è che i fornitori di accesso su rete cellulare sono collocati appena al 7%. Potrebbe essere la prova concreta che gli sforzi fatti dagli operatori mobili per imporre i loro punti vendita su dispositivo mobile per ora non hanno prodotto effetto. Più in alto si collocano le case discografiche (16%). MTV, nonostante la forza mediatica e la popolarità del marchio si colloca solo al 12%.

Al primo posto di iTunes contribuisce, sicuramente, la popolarità di iPod che anche in Italia è di gran lunga il più venduto dei player musicali. La connessione tra il lettore di Cupertino e il suo negozio sono evidentemente molto forti.

“Come in altri mercati europei – dice a Macity Martin Olausson Director – Digital Media Strategies di Stategy Analiytics- iTunes ha una posizione dominante in Italia. I clienti della larga banda preferiscono iTunes quattro volte di più di quanto non facciano con gli operatori mobili e 10 volte di più di quanto non accada con gli operatori broadband quando si tratta di acquistare musica”.

Nokia Comes with Music

Sulla scia del successo riscosso nel Regno Unito, Australia e Singapore, Nokia Comes with Music arriverà il 27 Marzo prossimo anche in Italia e consentirà a tutti gli appassionati di musica un sistema rivoluzionario per scoprire e ascoltare i propri brani e artisti preferiti.

Nokia Comes With Music offre un anno di accesso illimitato all’intero catalogo del Nokia Music Store e la possibilità di tenere tutti i brani scaricati anche una volta terminato questo periodo. Coloro che acquistano il Nokia 5800 XpressMusic black in edizione ‘Comes with Music,’ già disponibile in preorder su Nokia Online Shop (www.nokia.it/shop) ad un prezzo di 469 € iva inclusa e dal 27 marzo in vendita presso tutti i Nokia Store (www.nokia.it/store), saranno per la prima volta liberi di cercare, ascoltare e scaricare in modo assolutamente legale tutti i brani desiderati, scegliendo all’interno del catalogo fra i milioni di brani disponibili.

Andrea Montagnini, Nokia Music Store Manager ha commentato: “Crediamo che Comes With Music trasformerà il modo in cui le persone ascoltano la musica. Grazie all’accesso illimitato per un anno, sarà possibile ascoltare i propri artisti preferiti o esplorare nuovi generi senza dover acquistare singole tracce o interi album”. “Comes With Music,Comes With Music culture! La cultura musicale non è mai stata così accessibile!Anzi di più: semplice, divertente e finalmente completa, perché per la prima volta tutti avranno la possibilità di scoprire senza spendere un euro in più il meraviglioso mondo che si cela dietro le HIT più famose ascoltando l’intero album, o dietro i nuovi artisti. Comes With Music permetterà agli appassionati di tutti i generi musicali di esplorare senza confini. Questa è cultura.” Ha dichiarato Paola Maugeri, giornalista e conduttrice televisiva.