36 modi per guadagnare con la tua musica

PianoMolte persone che creano musica a livello professionale sono convinte che i guadagni derivanti dalle proprie canzoni provengano da 2 o 3 direzioni soltanto. Principalmente viene ritenuto che la musica porti guadagno dalle vendite dei dischi (sia fisici che digitali) e dai proventi dei diritti d’autore oppure anche dai proventi derivanti da eventuali utilizzazioni della propria musica per uso pubblicitario, cinematografico o per programmi televisivi (ovvero le “sincronizzazioni”).

È interessante notare, invece, che esistono ben 36 fonti di guadagno possibili dalla musica. Per differenze di legislazione da un paese all’altro, inoltre, esistono molti fattori che ai più sono sconosciuti e che contribuiscono a creare confusione nella testa di chi dovrebbe invece conoscere bene queste informazioni.

Cerchiamo quindi di analizzare in questo articolo riassuntivo, ciascuna fonte principale di guadagno derivante dallo sfruttamento di opere musicali, dividendole e raggruppandole per categorie d’interesse specifiche:

CANTAUTORI E COMPOSITORI

1. Anticipo Editoriale: ovvero un anticipo in denaro da parte di un’editore che desidera acquisire i diritti editoriali del tuo progetto (o di un solo brano) musicale.

2. Diritti Fonomeccanici (DRM): Royalties derivanti dalla riproduzione delle registrazioni delle tue canzoni – sia in formato fisico che in formato digitale. Pagate all’artista e qualsiasi altro avente diritto, da parte di un’editore, etichetta, SIAE, Harry Fox o altra agenzia.Questa royalties è fissata normalmnete a 9.1 centesimi di dollaro per ciascuna copia della singola canzone (o transazione elettronica/download) venduta.

3. Lavoro su commissione: spesso è un lavoro richiesto per la creazione di una composizione originale come ad esempio una sigla televisiva, un tema per un contest o qualsiasi altro lavoro creato su richiesta di un ente specifico.

4. Royalties derivanti da Pubblica Esecuzione (DEM): Queste sono royalties generate quando la tua canzone viene suonata alla radio, in TV, in discoteca o al ristorante e vengono pagate agli aventi diritto tramite SIAE o altro ente di tutela del diritto d’autore.

5. Composizioni originali per trasmissioni: un jingle originale, una colonna sonora, un lavoro per un documentario, film o pubblicità. Tutti questi lavori rientrano in questa categoria.

6. Licenze di Sincronizzazione: questo utilizzo riguarda spesso un’opera esistente e già pubblicata per un utilizzo in ambito televisivo o cinematografico, o ancora per l’utilizzo in video-games, in sottofondi per siti web o per uso pubblicitario. I proventi di questa utilizzazione sono pagati agli aventi diritto tramite un editore o una casa discografica o tramite un accordo diretto tra case di produzione (case di pubblicità, cinematografiche o televisive) nel caso non si abbia un’editore alle spalle.

7. Vendita di spartiti: guadagni generati dalle vendite di spartiti musicali. Questo tipo di proventi spesso vengono pagati agli aventi diritto da un’editore.

8. Guadagni dalle suonerie per telefoni cellulari: questi guadagni sono generati dalla licenza della tua musica per questo particolare utilizzo: le royalties vengono pagate agli aventi diritto tramite un’editore, un’etichetta o tramite contratto diretto con distributore digitale, Harry Fox Agency o altra agenzia.

9. Premi Speciali per Autori/Compositori: all’estero vi sono alcuni premi organizzati dalle società di tutela del diritto d’autore. Un esempio è l’Ascaplus Awards Program, un premio dedicato ad autori di qualsiasi genere musicale le cui performance e i proventi maturati siano prevalentemente al di sotto di una certa soglia.

10. Liquidazione da un’editore: come previsto da un’eventuale risoluzione dopo una disputa contrattuale.

CANTANTI/ARTISTI ESECUTORI (Performers)

11. Stipendio quale membro di orchestra o Esemble.

12. Spettacoli/Proventi da Performances: guadagni generati durante concerti o esibizioni live.

13. Anticipo Discografico: una somma pagata da un’etichetta discografica, prima che le vendite siano effettivamente maturate, a titolo di anticipo per la firma di un contratto.

14. Budget Discografico di sostegno: soldi a supporto di registrazioni o supporto per Tour discografici, pagati agli artisti dall’etichetta discografica.

15. Vendite Fisiche: guadagni generati dalla vendita di musica fisica, nei negozi o tramite ordini postali. Pagati all’artista o esecutore da un’etichetta o da un distributore o da un servizio digitale quale il nostro.

16. Vendite Digitali: guadagni generati dalla vendita digitale/online. Queste royalties vengono pagate all’artista o esecutore da un’etichetta discografica o tramite aggregatore/distributore digitale.

17. Vendite ai Concerti: guadagni generati dalla vendita di dischi ai propri spettacoli o esibizioni live. Queste royalties vengono immediatamente pagate dai fan direttamente agli artisti.

18. Servizi Interattivi: guadagni generati quando la tua musica è trasmessa in modalità “streaming” tramite servizi specifici (ad esempio: Spotify, Last.fm, Rhapsody, etc.) Queste royalties vengono pagate all’artista o esecutore all’etichetta discografica, o tramite aggregatore/distributore digitale. 

19. Royalties di Esecuzione Digitale: queste royalties vengono corrisposte quando la tua musica viene suonata in radio via internet come ad esempio Sirius XM, Pandora, etc. Queste royalties vengono raccolte e pagate da SoundExchange in America.

20. Royalties di Performance Estera: se i tuoi brani vengono riprodotti in tv e radio estere vi sono ulteriori proventi derivanti dall’esecuzione in pubblico (live, tv, radio) che non vengono ripartiti da SIAE. Numerose organizzazioni raccolgono questi proventi e accettano iscrizioni da chiunque ne abbia i requisiti: le principali associazioni sono in Inghilterra  (PPL), Germania (GVL) e Francia (Adami), solo per citarne alcune. È spesso sufficente essere iscritti ad una di queste associazioni per riscuotere proventi esteri in qualsiasi paese.

TURNISTI

21. Guadagno per sessione (musicista/cantante/turnista) per lavoro in studio: guadagni maturati in studio, durante le registrazioni di un progetto musicale. Questi proventi vengono normalmente pagati da un’etichetta, da un produttore o direttamente dall’artista principale, in base alla situazione.

22.Guadagno per sessione (musicista/cantante/turnista) per supporto live: questi guadagni vengono maturati dai turnisti per supportare un evento live. Anche in questo caso i proventi vengono corrisposti direttamente da un’etichetta discografica, da un produttore o direttamente dall’artista principale a seconda dei casi.

23. Diritti per turnisti o artisti non principali: queste royalties vengono raccolte da organizzazioni quali AFM/AFTRA a cui numerosi enti sono iscritti.

INSEGNANTI E PRODUTTORI

24. Insegnante di musica: molti artisti oltre che scrivere canzoni, insegnano musica. Questo è un altro modo per guadagnare, specie se si è dotati di particolari doti e tecniche da insegnare agli altri.

 25. Produttore: guadagni provenienti dalla produzione per altri artisti o per un live setting.

26. Onorari per Conferenze: se di dispone di notevole esperienza maturata sul campo, il conferenziere musicale è una figura richiesta sia nelle Università che in altri settori. Parlare delle proprie esperienze maturate è spesso ricambiato con un onorario.

RELATIVO AL SUPPORTO DI MARCHE-PRODOTTI E SIMILI

27. Vendita di merchandise: guadagni maturati dalla vendita di merchandise del proprio progetto (t-shirts, felpe, poster, etc.). Queste royalties vengono normalmente corrisposte agli aventi diritto, direttamente dai fan (nel caso in cui gli artisti dispongano di un canale di vendita diretto). Diversamente sono royalties raccolte da etichette discografiche o sponsor.

28. Fan Club: soldi generati dall’iscrizione al tuo fan club.

29. YouTube Partner Program: un modo di guadagnare tramite la condivisione dei ricavi pubblicitari derivanti dalle riproduzioni video su YouTube. I proventi vengono pagati da YouTube tramite i propri inserzionisti.

30. Ricavi pubblicitari: qualsiasi altro ricavo derivante da commissioni pubblicitarie presente su propri mezzi (ad esempio banner sul proprio sito che indirizzano a canali quali Amazon, Apple, etc.)

31. Licenza di Marchio: pagamenti derivanti da una marca che utilizza il tuo nome o il nome del tuo progetto.

32. Sponsor di prodotti: pagamenti derivanti da un marchio per la pubblicizzazione della propria immagine associata a quel marchio o marca di prodotti.

FONDI DI SPONSORIZZAZIONE – FAN BASE

33. Fan Funding (Sponsorizzazione dai Fan): Soldi provenienti unicamente da fan per supportare progetti specifici (nuovo album, o tour). Servizi che fanno questo tipo di attività sono Kickstarter o Pledge Music.

34. Sponsorizzazioni: un brand o marca che supportano interamente i costi di un tour o i costi di produzione per una band.

35. Sovvenzioni: da fondazioni o agenzie statali/federali.

ALTRO

36. Amministrazione: Soldi pagati per amministrare e seguire tutti gli aspetti di un gruppo nel quale tu sei membro. Include l’amministrare pagamenti, royalties in arrivo, costi dei tour, riscossione proventi editoriali, etc.

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Dati di vendita Wondermark 2011: lo streaming cresce del 101%, il download cresce del 22,4%

WondermarkWondermark ha reso noto i propri dati di vendita (download singoli e album) e streaming (ascolti) sul proprio catalogo, che ad oggi conta più di 12.000 titoli, divisi tra più di 1.600 etichette discografiche, editori ed artisti nazionali ed internazionali.

Nell’anno 2011, i servizi di streaming (tra i più popolari a nostra disposizione vi sono Rhapsody, Napster, Last.fm, Spotify, Google Music, YouTube, Rdio, Simfy,etc) hanno registrato un incremento del 101% di fatturato rispetto al 2010. Spotify da solo conta ora per più del 70% delle royalties raccolte, ma YouTube e Google Music stanno crescendo molto velocemente e si attendono i risultati provenienti da iTunes Match (non ancora attivo in molte zone coperte da iTunes).

Il totale di streaming effettuati sul catalogo Wondermark lungo il corso del 2011 è stato di oltre 2 milioni di riproduzioni.

Per quanto riguarda i download, sono stati registrati oltre 150.000 acquisti legali, di cui oltre 130.000 nel solo canale di iTunes Store, ora disponibile in 51 paesi. Crescono i dati di vendita di CD e DVD fisici e gli Mp3 venduti legalmente su Amazon.com.

Il singolo più venduto è stato “La Vita È uno Specchio” del gruppo dei Ghost (download di platino 2011 e vincitori del Wind Music Awards e brano omonimo del nuovo album), mentre l’album più venduto è stato “Madame Butterfly“, opera di Giacomo Puccini eseguita da Andrea Bocelli e Carla Maria Izzo.

In Italia la musica digitale cresce di più che nel resto del mondo

Federazione Industria Musicale ItalianaNel 2011 il fatturato della musica digitale in Italia è cresciuto del 22%, il doppio rispetto all’anno scorso, sensibilmente di più rispetto al +8% della media mondiale. iTunes e YouTube i vettori principali: grazie ai nuovi servizi in download e streaming cala la pirateria del 4%. Anche se il fatturato complessivo cala del 4%, i nuovi dati presentati dalla Federazione Industria Musicale Italiana offrono un quadro positivo e buone previsioni per il 2012.


A sorpresa i nuovi dati sul mercato musicale italiano per il 2011 mostrano una crescita del 22% per il fatturato generato dalla musica digitale legale (download e streaming). Il totale è di 27,5 milioni di euro, una crescita più che doppia rispetto allo scorso anno e soprattutto sensibilmente superiore alla crescita registrata a livello globale con una media dell’8%.

I campioni di incasso sono iTunes di Apple per l’acquisto con download e anche YouTube per l’ascolto in streaming: anche se la visione/ascolto da YouTube è gratuita per gli utenti, il portale di Google paga le società discografiche per la riproduzione.

I dati sul mercato della musica in Italia sono stati presentati dalla Federazione Industria Musicale Italiana, siglato FIMI, grazie a una ricerca effettuata da Deloitte.

Il fatturato complessivo (musica digitale, CD ecc) registra un calo del 4% passando a 130,5 milioni di euro dai 135 milioni di euro incassati nel 2010, ciò nonostante il quadro risulta positivo, così come le previsioni per il 2012.

In Italia la musica su CD rappresenta ancora la quota preponderante del mercato con un fatturato di 103 milioni di euro, in diminuzione del 9% mentre il digitale rappresenta 27,5 milioni del totale.

Interessante notare l’andamento positivo delle vendite di album in digitale: contrariamente a quanto accaduto per lo più finora gli utenti non acquistano solo singoli ma sempre più album interi registrando una crescita del +37%.

Gli album proposti su supporto fisico CD invece sono calati del 7% in unità e del 6% in valore.

La crescita degli album digitali in Italia (+37%) risulta superiore rispetto a qualsiasi altro paese:

  • USA 19%
  • UK 27%
  • Francia +23%.

Molto bene anche per la musica Made in Italy che conta per il 54% delle vendite (+2%).

Secondo Enzo Mazza, Presidente di FIMI che parlava in una intervista a Repubblica, i risultati positivi del settore e soprattutto della musica digitale sono dovuti all’ampliamento dei servizi per gli utenti: “L’offerta online, con la presenza di un sempre maggior numero di player sul mercato italiano, sta confermando un certo consolidamento del mercato italiano con un forte impegno dell’industria nel rinnovamento dei modelli di business”.

Proprio grazie ai nuovi servizi di streaming ma anche grazie alla sempre maggiore diffusione degli smartphone, da cui è più difficile accedere alla musica illegale, la pirateria segna un calo del 4%. Per incentivare i segnali positivi registrati nel 2011 Enzo Mazza promuove l’intervento delle istituzioni sia per facilitare lo sviluppo dei contenuti digitali, sia per contrastare la pirateria.

La Musica Digitale Cresce Ancora: +8% anno su anno

Il fatturato globale nel 2011 è cresciuto dell’8 per cento sui 5,2 miliardi di dollari. L’aumento più vistoso per i servizi ad abbonamento. Buone risposte dalla Francia dopo l’adozione di HADOPI. Ma la pirateria resta.

IFPI Digital Report 2012Dal gigante iTunes alla prossima espansione di Google Music; dallo sbarco statunitense di Spotify ai 13 paesi raggiunti da Sony Music Unlimited (e Qriocity). “La musica digitale diventa globale”, almeno secondo l’ultimo report stilato e pubblicato dalla International Federation of Phonographic Industry (IFPI).

Il fatturato generato dai nuovi servizi digitali è così cresciuto dell’8 per cento rispetto alla fine del 2010, assestandosi sui 5,2 miliardi di dollari nell’anno appena trascorso. I grandi protagonisti dello streaming e del download legale hanno dunque “rappresentato il 32 per cento del mercato globale della musica”.

Nel nuovo Digital Music Report, risultati esplosivi per i servizi in abbonamento, con il 65 per cento degli utenti a preferire lo scaricamento sistematico piuttosto che quello di una singola traccia – il download di singoli è comunque salito dell’11 per cento – o di un intero album.

 Negli Stati Uniti, i canali digitali hanno ora superato i formati di vendita tradizionali, diventando la principale fonte di ricavi per le case discografiche. “Globalmente, il 32 per cento dei ricavi dell’industria musicale provengono dal digitale – si legge ancora nel report di IFPI – evidenziando quindi un segnale di innovazione nei confronti di altri settori come il cinema, i libri, i media“.Sempre secondo il Digital Music Reportil volume delle vendite digitali è cresciuto del 24 per cento a livello globale nell’anno 2011. Uno dei picchi più vistosi è stato registrato in Francia – più 71 per cento – ovvero il paese dei famosi tre colpi contro gli scariconi del web. Le vendite di album su iTunes sarebbero lievitate del 25 per cento proprio in seguito all’adozione della famigerata legge HADOPI.

Nonostante tutti gli sforzi dell’anti-pirateria globale – con il caos generato negli Stati Uniti dalle proposte di legge SOPA/PIPA – lo scaricamento illecito dei contenuti è ancora descrittocome una piaga sanguinante per il mercato discografico.

“Non dobbiamo mollare la presa – ha spiegato l’AD di IFPI Frances Moore – Abbiamo bisogno di una legislazione attenta e rigorosa da parte dei governi per combattere il fenomeno dello scambio illegale di contenuti digitali. La crescita passa anche attraverso l’innovazione e lo sviluppo di nuovi modelli di business basati ad esempio sulla pubblicità, in grado di finanziare il business legale della musica in Rete”.

iTunes sbarca in America Latina

 

Latin America

Da quest’oggi iTunes Store ed i suoi contenuti sono finalmente disponibili in America Latina e più precisamente nei seguenti territori:
Argentina, Brasile, Belize, Bolivia, Chile, Colombia, Costa Rica, Repubblica Dominicana, Ecuador, El Salvador, Guiana Francese, Guatemala, Guyana, Honduras, Nicaragua, Panama, Paraguay, Peru, Suriname, Uruguay e Venezuela.

Tutto il catalogo di musica, film, libri e App distribuito da Wondermark sarà progressivamente disponibile in questi negozi entro le prossime ore.

Napster, addio definitivo

(da Punto InformaticoNapster Logo)

Napster è morto, e questa volta resterà morto per sempre: lo storico “marchio” della condivisione musicale in rete, passato per le forche caudine della violenta rappresaglia legale delle Big Four del disco e reinventatosi store digitale con tutti i crismi della legalità, sparirà fondendosi con Rhapsody.

La piattaforma musicale di streaming e download – la maggiore del genere negli USA dopo iTunes – ha infatti già acquisito tutti i diritti, gli asset e gli utenti di Napster pagando a Best Buy una cifra ad oggi sconosciuta. Ora le speculazioni sono ufficiali: Napster come marchio autonomo non esisterà più.

Col tempo il “brand” Napster si è reinventato store digitale legale, ma è indubbio che i suoi numerosi lasciti sopravvivano senza di esso: da Napster deriva l’esplosione della supernova del Peer2Peer decentralizzato (Gnutella, Gnutella 2, eDonkey, Kademlia ecc.), a Napster va il merito di aver trasformato il formato MP3 in un fenomeno di massa e di aver aperto le porte al nuovo “eden” della musica digitale dove un colosso del calibro di Apple la fa da padrone.
Una breve cronistoria dell’avventura di Napster è d’obbligo: nata nel 1999 come piattaforma centralizzata per la condivisione libera di brani musicali fra utenti, la società fondata da Shawn Fanning, John Fanning e Sean Parker è stata fatta letteralmente a pezzi dall’assalto legale di RIAA e del mondo musicale “ufficiale”.

Gartner: nel 2015 i cd ancora più importanti della musica digitale

CD Disc(da Rockol)  L’ipotesi che le major discografiche abbiano già fissato la data di morte del Cd non è plausibile: lo sostiene una fonte più che autorevole, Billboard, facendo semplicemente notare che in tutto il mondo, a cominciare dagli Stati Uniti, l’industria discografica dipende ancora – e continuerà a dipendere, nei prossimi anni –  in maniera sostanziale dalla vendita di supporti fisici. L’ultima conferma arriva da un nuovo studio pubblicato da Gartner, che proietta per il 2015 uno scenario in cui la musica digitale varrà complessivamente 7,7 miliardi di dollari (contro i 6,3 miliardi di fine 2011) mentre quella “fisica” calerà in valore da 15 a 10 miliardi di dollari: restando dunque la fonte di ricavi più importante per le case discografiche con un margine di circa il 30 per cento. “Lasciare che il Cd muoia una morte lenta e aggraziata si è dimostrato preferibile a una prematura eutanasia” commenta Glenn Peoples, corrispondente da Nashville della storica testata.  “La storia“, aggiunge il giornalista, “dimostra che etichette e distributori continuano a voler lavorare con i rivenditori di musica. Questi ultimi spesso tengono in assortimento un numero più ridotto di titoli pagandoli meno – il che gli permette di farli pagare meno anche ai consumatori – ma ciò nonostante continuano a vendere Cd“.
Secondo le stime di Gartner da qui a cinque anni i ricavi da download cresceranno di poco, da 3,6 a 4,1 miliardi di dollari, mentre aumenteranno rapidamente quelli generati dallo streaming musicale (da 532 milioni a 2,2 miliardi di dollari).