7Digital si espande in Asia e Pacifico

7Digital LogoIl provider di musica 7Digital ha esteso il suo servizio all’interno dell’area Asia-Pacifico, rendendo disponibile il suo catalogo di oltre 16 milioni di brani all’interno dei territori di Australia, Nuova Zelanda, Malaysia e Singapore.

La mossa della compagnia che ora serve più di 1 milione di utenti all’interno dei canali di telefonia mobile, segue di poco quella della rivale Spotify (che è stata per un periodo servita da 7Digital), la quale ha aperto anch’essa il suo servizio in Asia lo scorso Settembre.

I nuovi mercati hanno accesso allo store digitale di 7Digital, mentre gli applicativi per i dispositivi BlackBerry e Android saranno resi disponibili entro la fine dell’anno.

7 Digital è stata parte del recente lancio del PlayBook (il tablet di Rim) a Singapore e l’alleanza strategica con RIM sarà un aspetto chiave dello sviluppo sull’asse Asia-Pacifico, stando alle dichiarazioni del management di 7Digital.

Sebbene 7Digital non sia disponibile per la piattaforma iOS (iPhone, iPod Touch e iPad), la forte espansione di utilizzo di dispositivi Android e RIM nella regione sud-est asiatica, potrebbe essere un elemento chiave per l’espansione di 7Digital in questo territorio.

Qualsiasi mossa all’interno del mercato asiatico sarà quindi una sfida con Spotify da ora in poi (e con altri servizi che presto sbarcheranno negli stessi territori). Questo è un punto particolarmente importante per la lotta contro la pirateria, in un territorio particolarmente segnato da questa piaga.

L’area dell’Asia-Pacifico è stata per molto tempo un’area di secondo piano per molti canali digitali, se si compara la situazione europea o Nord Americana. Sarà interessante seguire lo sviluppo dei canali di 7Digital (e Spotify) in quest’area per capire se vi possono essere possibilità di sviluppo anche in territori quali l’India e l’Indonesia.

Il ruolo tecnologico dell’India

IndiaIn un recente articolo di Business Insider, si fà riferimento a delle statistiche impressionanti che riguardano l’avanzata tecnlogica dell’India.

I numeri includono:

1.210.000.000: il numero degli abitanti in India

50%: la percentuale della penetrazione della telefonia mobile nel paese

742.500.000: gli indiani che abitano le zone rurali del paese (ovvero più del 72% del totale e due volte e mezzo la popolazione degli Stati Uniti d’America)

791.000.000: il numero di abbonati a servizi di telefonia mobile attivi in India (più del 67% dell’intera popolazione)

20.000.000: il numero di nuovi abbonati, ogni mese, a servizi di telefonia mobile (pari all’aggiunta dell’intera popolazione dell’Olanda, ogni mese)

50%: la percentuale della popolazione al di sotto dei 25 anni

520.000.000: il numero degli spettatori TV in India

90.000.000.000: il numero degli SMS inviati tramite il carrier AirTel, nel corso del 2010 (più di 2.850 sms al secondo)

10.000.000.000: il numero di banner visualizzati ogni mese nei canali di telefonia mobile indiani (equivalenti ad oltre 3.850 impressions ogni secondo)

3.6 miliardi di dollari: la stima del fatturato dell’industria di contenuti a valore aggiunto per la telefonia mobile per il 2011 (equivalenti a circa 5 dollari spesi da ogni indiano, in un anno per questo tipo di servizi)

100.000.000: il numero di indiani collegati ad internet (l’8% della popolazione)

25%: la percentuale di crescita di nuovi utenti collegati ad internet negli ultimi 12 mesi

26 minuti: il tempo medio consumato in un giorno su Internet in India

60%: la percentuale di utenti indiani che accedono ad internet tramite Internet Point/Internet Cafè

31%: la percentuale della popolazione rurale che dichiara di essere estranea ad Internet (il che equivale all’intera popolazione del Brasile)

12.000.000: gli utenti Internet delle zone rurali indiane (meno del 2% della popolazione rurale)

10 Km: la distanza media percorsa dagli abitanti di zone rurali, per collegarsi ad Internet

Intrattenimento (Film e Musica): la motivazione principale per la quale gli indiani rurali si collegano ad Internet

10 miliardi di dollari: il valore stimato dell’e-commerce in India per il 2011

60%: la crescita dell’e-commerce durante il 2010 in India

33.158.000: il numero di iscritti a social network in India

3 ore: la durata media spesa dagli utenti indiani, al mese, all’interno di Social Networks

96%: la percentuale di aziende IT che proibiscono l’uso di Social Networks sul posto di lavoro

23.893.800: il numero d’iscritti a Facebook in India (più dell’intera popolazione dell’Australia, ma sempre meno del 2% dell’intera popolazione dell’India)

60%: la percentuale di crescita di nuovi iscritti a Facebook in India nel corso del 2010

79%: la percentuale di utenti Facebook in India al di sotto dei 30 anni

48%: la percentuale di utenti Facebook indiani compresi nel range di età dai 18 ai 24 anni

71%: la percentuale di utenti indiani maschi iscritti a Facebook

Videogames: la destinazione principale su Facebook da parte degli iscritti indiani

Le migliori 10 pagine su Facebook in India:

1) Tata – Docomo

2) Vodafone – Zoozoos

3) Axe Angels Club

4) Fastrack

5) Mumbai Indians

6) Kingfisher

7) Pepsi India

8 ) Pizza Hut Celebrations

9) Blackberry India

10) Flipkart.com

35%: la percentuale del traffico globale di Orkut (che proviene dall’India)

18.700.000: il numero di utenti indiani iscritti a Orkut

9.000.000: il numero d’iscritti a Linkedin in India

2.740.000: il numero d’iscritti a Twitter in India

70%: la percentuale di indiani che guarda video online

807.200.000: i minuti spesi su ESPNCricInfo.com durante la Coppa del Mondo (ICC World Cup 2011) (un rapido calcolo per scoprire che sono in tutto 1.500 anni cumulativi)

40.000.000: gli utenti indiani che accedono ad Internet tramite dispositivi mobili

59%: gli utenti in India che accedono ad internet solo con dispositivi mobili

13.500.000: utenti internet collegati con dispositivi mobili che non dispongono di conto bancario

59%: il market share di Nokia in India

97%: lo share di Google nelle ricerche su Internet in India

Nokia: il brand più ricercato su Google in India

“Come Baciare”: la domanda più ricercata su Google in India

App Store: un pò di chiarezza da parte di Apple e Steve Jobs

iTunes 10 LogoApple oggi ha annunciato un nuovo modello di abbonamento, a disposizione dei programmatori e dei fornitori di contenuti per le proprie applicazioni da vendere all’interno di AppStore ((il negozio di applicativi per i dispositivi di Apple quali iPod Touch, iPhone ed iPad), quali magazine, giornali, video, musica,etc. Questa è la stessa novità integrata nella recente applicazione del quotidiano proprietà di News Corp. “The Daily”.

Gli abbonamenti acquistati all’interno di AppStore saranno venduti utilizzando lo stesso identico sistema di fatturazione di AppStore, utilizzato per l’acquisto di miliardi di applicativi e per l’acquisto “In-App” di altrettanti contenuti. Gli editori ed i fornitori di contenuti potranno selezionare il prezzo e la durata di tale abbonamento (settimanale, mensile, bimestrale, quadrimestrale, annuale o bi-annuale). Quindi, tramite un’operazione di un click, i clienti potranno scegliere la lunghezza dell’abbonamento e saranno automaticamente fatturati basandosi sulla loro scelta d’acquisto. I clienti potranno rivedere ed impostare i loro abbonamenti dalla loro pagina di account personale su iTunes, incluso il cancellare l’automatico rinnovo di eventuali abbonamenti sottoscritti. Apple fornirà quindi l’intera infrastruttura di fatturazione e pagamento, trattenendosi lo stesso identico 30% che attualmente trattiene per qualsiasi acquisto fatto all’interno dell’AppStore.

“La nostra filosofia è semplice: quando Apple porta un nuovo abbonato, Apple guadagna un 30% di guadangno; quando l’editore porta un nuovo o esistente acquirente da noi, l’editore si tiene il 100% ed Apple non ci guadagna nulla”, ha dichiarato Steve Jobs.

“Tutto ciò che richiediamo”, continua Steve Jobs, “è che se un editore offre un sistema di abbonamento al di fuori dell’applicativo venduto su AppStore, deve usare la stessa (o una migliore) offerta all’interno di AppStore, così che i clienti possano facilmente scegliere se abbonarsi all’interno dell’applicativo o al di fuori, ma alle stesse condizioni. Noi crediamo che questo modello di abbonamento innovativo darà ad editori e fornitori di contenuti una nuova esclusiva opportunità di espandere l’accesso digitale dei loro contenuti all’interno di iPad, iPod ed iPhone, deliziando sia i nuovi che gli abbonati esistenti”, ha concluso Jobs.

Gli editori che utilizzano il servizio di abbonamento di Apple all’interno del loro applicativo, possono far leva su altri metodi per acquisire abbonati, al di fuori dell’applicativo. Per esempio, gli editori possono vendere abbonamenti digitali sui loro siti web o possono scegliere di fornire accesso gratuito agli abbonati esistenti. Dato che Apple non è coinvolta in queste transazioni, non c’è alcuna divisione di royalties  o scambio d’informazioni degli abbonati con Apple. Gli editori devono fornire il loro proprio procedimento di autenticazione all’interno dell’applicativo per quegli abbonati che si sono iscritti al di fuori dell’applicativo stesso.

Ad ogni modo, Apple richiede che se un editore sceglie di vendere un abbonamento a contenuti digitali, separatamente ed al di fuori dell’applicativo, lo stesso modello di abbonamento sia offerto sul sito web, allo stesso prezzo (o preferibilmente ad un prezzo inferiore). In aggiunta, gli editori possono così escludere link all’interno dell’applicativo (ad un sito web ad esempio) che permetta l’acquisto di contenuti o abbonamenti al di fuori dell’applicativo stesso, per rendere più facile l’abbonamento o l’acquisto del contenuto all’interno dell’applicativo.

Proteggere la privacy dei clienti è una componente chiave di tutte le transazioni registrate su AppStore. Ai clienti che acquistano abbonamenti tramite AppStore sarà data l’opzione e la scelta d’inoltrare i propri dati all’editore, comprensivi di nome, indirizzo email e codice postale, al momento dell’abbonamento. L’uso di tali informazioni e dati personali sarà governato interamente dalle regole e policy di privacy applicate dall’editore e non da Apple.

AppStore in questo momento offre più di 350.000 applicativi a clienti presenti in 90 paesi, con più di 60.000 applicativi nativi per iPad. Vi sono 160 milioni di dispositivi che possono ospitare gli applicativi presenti su AppStore, in tutto il mondo e che possono scegliere tra un incredibile scelta di apps in 20 categorie diverse, tra cui giochi, affari, notizie, sport, salute, riferimento e viaggi.

Tablet, iPhone, Nokia e Microsoft: Domande & Risposte

(da “Domande e Risposte” – Il Sole 24 Ore, Sabato 12 Febbraio 2011 a cura di Luca Tremolada)
Cosa significa l’accordo Nokia-Microsoft?
Il produttore finlandese di telefonini Nokia ha stretto un accordo per ospitare sui propri cellulari Windows 7, il sistema operativo mobile di Microsoft. La mossa intende far tornare Nokia competitiva in un mercato che è cambiato radicalmente con l’ingresso di Apple e la nascita degli smartphone, i cosidetti telefonini intelligenti. Nelle ragioni di acquisto oggi contano sempre di più sistema operativo, applicazioni e software. Ecco perché l’accordo di Nokia vuole rispondere alla sfida lanciata da Apple e Google che con iPhone e il sistema operativo Android hanno cambiato gli equilibri del mercato.

Chi vince e chi perde nel mondo dei produttori di telefonini?
Nokia resta il primo produttore al mondo di telefoni ma la sua quota di mercato è passata dal 36% del 2009 al 28,9% del 2010. Samsung in forte ascesa sale al secondo posto (17,6%) seguita Lg (7,1%), Research in Motion (3%) e Apple al 2,9%. Va ricordato che Apple produce solo un modello di cellulare, l’iPhone.

Come è l’andamento della telefonia mobile?
Secondo le rilevazioni del centro di ricerca Gartner, nel mondo ci sono 1,6 miliardi di telefonini, il 32% in più rispetto al 2009.
A trainare la crescita sono gli smartphone, ovvero i cellulare più sofisticati e più costosi. Tra questi si annoverano Blackberry e iPhone.

Perché sono così importanti i sistemi operativi?
I sistemi operativi – il software che governa le funzioni del cellulare – sono divenuti determinanti perché grazie agli store consentono ai cellulari di svolgere funzioni diverse e più sofisticate. Gli smartphone si collegano a internet, gestiscono la posta elettronica, permettono di scattare fotografie, filmati, registrano la voce, riproducono la musica e i video.
Come piccoli computer consentono anche di scirvere documenti. Questa potenzialità di funzioni ha cambiato il mercato.

Quali sono i sistemi operativi?
Se concentriamo lo sguardo sugli smartphone, Symbian di Nokia resta leader con una quota superiore al 30 per cento. Ma sta perdendo terreno. Segue Android, il sistema operativo di Google adottato su Htc, Samsung, Lg e altri produttori orientali.

Cosa è un app store?
Uno store è un negozio virtuale dove gli utenti possono acquistare dei servizi. Le applicazioni (o software) possono essere gratuite o a pagamento. Il modello di business varia da piattaforma a piattaforma. Apple trattiene il 30% del prezzo di acquisto per ogni download.

Cosa è una web app e perché rischia di rimettere in discussione gli equilibri.
La web app è una applicazione che non deve essere installata, opera nel browser e si appoggia a internet per funzionare.
In sostanza non ha bisogno di uno store per essere caricata sul cellulare. Basta un browser, ovvero il servizio per navigare su internet. Un esempio di web app è rappresentato da Google Documents, una suite di produttività che si trova disponibile su internet e consente tra le altre cose di scrivere documenti di testo. Le web app si basano su linguaggi come Html5 e Java. Per chi sviluppa programmi, scrive una volta sola il software rappresenta un vantaggio sia in termini economici che tecnici. Una app di questo tipo si rende immediatamente disponibile per qualsiasi telefonino o tablet. Occorrerà capire se e quanti sviluppatore sceglieranno di scrivere programmi fuori dagli store.

Quanto è usato in America il cellulare?

Digitalmusicnews ha appena pubblicato una statistica interessante, citando dati di ComScore.

Sebbene i dati siano riferiti al Nord America, danno un’interessante prospettiva del mercato attuale.

Stando ai dati, aggiornati allo scorso Luglio, 234 milioni di persone usano regolarmente un telefono cellulare in America. E questo dato si riferisce solamente agli utenti dai 13 anni in sù.

Questa di seguito è una tabella che riassume i dati forniti da comScore. L’attività prevalente tra gli utenti di telefonini cellullari è l’invio di SMS, mentre l’attività meno seguita è quella dell’ascolto o fruizione di contenuti musicali.

E per la cronaca, la tabella qui sotto fornisce le quote di mercato dei principali produttori di dispositivi mobili in America.

La vendita degli applicativi mobili supererà la vendita di CD fisici nel 2012

Quanto è grande il mercato degli applicativi mobili?

Il mercato degli applicativi mobili (stando a quanto riferisce una recente ricerca indipendente commissionata da GetJar) arriverà a raggiungere gli oltre 17 milardi di dollari entro il 2012.

È attesa inoltre una crescita dei downloads effettuati attraverso tutti i tipi di dispositivi mobili dagli oltre 7 miliardi di downloads (2009) a quasi i 50 miliardi previsti entro il 2012 – una crescita del 92% anno dopo anno.

Questo vorrebbe dire che il valore degli applicativi venduti sarebbe molto più grande della proiezione della vendita di CD fisica, pari a 13.83 miliardi di dollari, prevista per il prossimo biennio.

Per dare un’occhio alla quantità e alla velocità di crescita degli applicativi mobili, si confronti nella tabella qui sotto il numero di canzoni scaricate da iTunes Store ed il numero di applicativi scaricati da AppStore.

Come può essere visto, AppStore ha raggiunto lo stesso ammontare di downloads in 2.2 anni. iTunes ha dovuto impiegare 5 anni per arrivare a tale numero di downloads. Entro l’anno le due curve dovrebbero raggiungere la parità (a 13 miliardi).

(via @http://www.asymco.com/2010/09/05/ios-users-downloading-17-6-million-appsday/)

La vendita degli applicativi mobili supererà la vendita di CD fisici nel 2012

Quanto è grande il mercato degli applicativi mobili?

Questa domanda è stata ampliamente risposta stando ad un rapporto indipendente commissionato dal negozio di applicativi GetJar (il secondo più grande negozio di applicativi mobili del mondo). Entro il 2012 il mercato degli applicativi mobili in America arriverà a toccare i 17.5 miliardi di dollari di valore. È atteso inoltre un incremento generale sui downloads di applicativi per tutti i tipi di dispositivi mobili, dai 7 miliardi di downloads lungo il 2009 a quasi 50 miliardi nel 2012 – un incremento anno dopo anno del 92%.

Questo vorrebbe dire che il valore degli applicativi venduti sarà più grande dei 13.83 miliardi di dollari previsti per la vendita di CD fisici nel 2012.

…e Android?

Dal primo momento in cui è stato stato lanciato, l’iPhone di Apple è stato il fondamento della musica in mobilità, date le sue funzionalità estese come telefonino e soprattutto come iPod. Altri dispositivi ed altre marche hanno letteralmente sofferto nel tentativo di ricreare quell’abbinata “musica + telefonia” così ben riuscita alla società di Cupertino, nonostante la competizione avesse le stesse capacità e applicazioni.

I sostenitori dei telefoni basati sul sistema Android di Google stanno tuttavia ricevendo qualche aiuto in questa materia attraverso una serie di partnership piuttosto interessanti designate a rendere più efficaci le capacità musicali dei dispositivi che utilizzano il sistema operativo di Google. T-Mobile, il primo operatore mobile ad abbracciare i telefonini marchiati Android, stà lavorando con una compagnia software di nome DoubleTwist. Attraverso questo accordo, T-Mobile potrà implementare le capacità software offerte dalla DoubleTwist nei prossimi telefoni basati su Android.

DoubleTwist opera molto similarmente ad iTunes: in questo senso si è in grado di creare playlists, trasferire file tra multipli telefoni e più in generale organizzare la propria libreria musicale attraverso specifiche funzioni necessarie su un telefono mobile. Attualmente i dispositivi che operano con Android non hanno alcune funzioni musicali già pre-installate, lasciando così gli utenti senza efficaci soluzioni per ascoltare o fruire musica sul loro telefono.

DoubleTwist è emersa come una valida alternativa ad iTunes per questo tipo di telefonini. Ha precedentemente stretto un accordo con Amazon per fornire ai suoi clienti la tecnologia necessaria ad usufruire dello store Mp3 della società. Da poco gli utenti di Android possono quindi scaricare una versione mobile del negozio Mp3 di Amazon per acquistare e scaricare musica ma, di nuovo, tale scelta non è ampiamente pubblicizzata tra gli utenti, come dovrebbe essere, lasciando così che non sappiano di queste possibilità.

In Europa la casa d’intrattenimento multimediale Aspiro ha recentemente creato un’applicazione per portare i suoi servizi di streaming musicale a tutti i dispositivi Android: a questo si aggiunge l’offerta di Spotify che da tempo offre agli utenti di Android i suoi servizi free e premium.

Mentre i popolari servizi di streaming musicale come Pandora hanno trovato il loro successo su iPhone, altri servizi come DoubleTwist stanno trovando successo sui dispositivi “rivali” offrendo loro le possibilità di competere con Apple.

La società Myxer (società che opera nel settore della vendita di suonerie, video, videogames ed altri servizi d’intrattenimento) ad esempio ha scoperto che entrambi i possessori di Android e BlackBerry sono una tipologia di visitatori più attivi rispetto a quelli di iPhone, scaricando con un rapporto di 7 a 1 gli applicativi da lei realizzati.

Omnifone

Wondermark è lieta di annunciare l’inclusione di Omnifone nei canali digitali a propria disposizione a partire da quest’oggi. Omnifone è tra i leader mondiali di fornitura di servizi musicali a livello globale. La piattaforma di Omnifone denominata “Music Station”  è tra le soluzioni più utilizzate e più complete in termini di fornitura ed interoperabilità utilizzata dai principali costruttori di cellullari, operatori di telefonia mobile e fornitori di servizi multimediali in mobilità.  Tra i partners di Omnifone figurano LG, Sony Ericsson, Vodafone, Telenor, H3G e Vodacom. Omnifone ha sede a Londra, con filiali regionali in tutta Europa, Asia Pacifico e Sud Africa. Maggiori informazioni sono disponibili all’interno del sito ufficiale di Omnifone.

Real Networks ora esteso a in 11 paesi in Europa

Quest’oggi Real Networks ha firmato un accordo triennale con l’operatore mobile SFR, il più importante carrier telefonico francese. Il servizio è attivo da ieri ed estende la copertura di Real che attualmente serve in Austria (con Mobilkom A1), Vodafone in 9 paesi tra cui Inghilterra, Irlanda, Portogallo, Germania, Italia, Grecia, Olanda, Romania e Spagna.

Complessivamente Real Network è disponibile attraverso 84 operatori mobili, in 45 paesi, rendendoli disponibili ad un bacino d’utenza complessivo pari a 860.9 milioni di abbonati.

L’intero catalogo Wondermark è disponibile su Real Networks, dal 2007.

Wondermark – Accordo con Pocket Group

Pocket Group

Pocket Group

Wondermark è lieta di annunciare un nuovo accordo di partnership con la società inglese Pocket Group, un network che distribuisce contenuti ad oltre 50 società di telefonia mobile tra le più importanti nel mondo e che opera attualmente in 20 paesi. Con oltre 3.500 etichette distribuite ed un catalogo di oltre 2.5 milioni di brani, Pocket Group si occuperà della distribuzione di porzioni del catalogo Wondermark su piattaforme di telefonia mobile lungo i prossimi 2 anni.

Spotify – La iPhone App ora disponibile

Spotify

Spotify iPhone App

Fatto inusuale da parte di Apple annunciare la disponibilità di un nuovo applicativo per iPhone di terze parti, ma nel caso di Spotify l’attesa era evidente.

Dopo settimane di speculazione, Apple ha ufficialmente approvato l’applicativo che si appresta a fare il suo esordio su iTunes Store. Per Spotify si tratta di un ottimo colpo, dopo aver fatto circolare un video di un’applicazione ancora in fase beta qualche mese fa. L’applicativo è un’ottima risorsa per portare nuovi abbonati (il servizio premium di Spotify ha un costo di 9,99£ al mese) e sicuramente un grandissimo stimolo per tutti gli operatori coinvolti con il business dello streaming musicale (We7, Napster, Rhapsody, iMeem, per citarne alcuni).

Nokia Comes With Music

Nel giorno del lancio di un vero concorrente di iPhone (il modello 5800 Xpress Music di Nokia), Nokia annuncia un piano rivoluzionario per tutti i fruitori di musica digitale (e in special modo tutti coloro non propensi ad un acquisto legale di musica): il progetto Nokia Comes With Music prevede una maggiorazione sul prezzo del telefonino (la maggiorazione sarà destinata agli artisti, alle etichette e agli editori) e dà accesso ad un immenso catalogo musicale (tutte le majors, tutte le principali indipendenti e naturalmente quello di Wondermark) a disposizione gratuitamente per 12 mesi, oltre i quali la musica rimarrà comunque di proprietà del fruitore. Un progetto davvero coraggioso ed importante.

Il mercato mobile

(articolo da Rockol)

L’istituto di ricerche eMarketer rassicura chi, tra gli operatori del settore, temeva un raffreddamento dei rapporti tra musica e telefonia cellulare: stando alle sue proiezioni, nel 2012 la “mobile music” genererà nel mondo 13 miliardi di fatturato, contro i 2,4 miliardi attuali.
Suonerie e “risponderie” telefoniche, che pure hanno rallentato di molto la crescita avvicinandosi alla saturazione della domanda, assicureranno ancora la fetta maggiore degli introiti, 8 miliardi di dollari, mentre il download di brani originali frutterà ricavi per 5 miliardi di dollari. In forte sviluppo, nell’arco dei prossimi cinque anni, anche i servizi musicali gratuiti “coperti” dalle inserzioni pubblicitarie: oggi valgono 42 milioni di dollari, nel 2012 dovrebbero salire a un miliardo e mezzo.

America Mòvil

America Mòvil Logo

da Macitynet.it

Toccherà ad America Movil vendere iPhone in America Latina. L’annuncio ufficiale è arrivato alcuni minuti fa direttamente dall’operatore mobile che rappresenta la principale forza nel mercato dellatelefonia cellulare in centro e sud America.

America Movil da tempo veniva indicata come la principale candidata al lancio del telefono in nazioni come Argentina, Messico, Perù, Brasile, tutte nazioni molto importanti per quanto riguarda la telefonia cellulare. L’annuncio di oggi mette fine alle speculazioni e permette di considerare l’assetto di distribuzione di iPhone sotto una nuova luce.

America Movil, azienda del gruppo di Fortune 500, ha 150 milioni di clienti in america Latina e Carabi. Il suo proprietario è Carlos Sim Helù, uno dei più ricchi uomini al mondo. Il suo quartier generale è a Città del Messico paese dove ha ben 51 milioni di linee telefoniche. In sud America ha anche il marchio Claro. La sua principale concorrente nell’area è Telefonica, un’altra delle candidate a conquistarsi l’iPhone.

Ricordiamo che America Movil aveva presentato, con At&T, un’offerta per acquistare una percentuale di Telecom Italia, probabilmente con l’intenzione di mettere le mani su Tim Brasil, prima che si facesse avanti Telefonica.

L’iPhone di America Movil dovrebbe essere la versione 3G. Il lancio dovrebbe avvenire, probabilmente in maniera graduale, entro l’anno in corso.

Con gli annunci di ieri e oggi, Apple in pratica è presente su scala quasi globale con iPhone: Nord America (Usa e Canada) Centro e Sud America (con America Movil), buona parte dell’Europa (carrier nazionali più Vodafone) ed Oceania. Restano fuori tra i grandi paesi solo Russia e Cina, oltre che l’area del lontano oriente, tra i pesi più popolosi: Giappone, Sud Corea, Malesia. Ma in ogni caso il cellulare della Mela sarà presente in tutti i continenti.

 

iPhone – La roadmap

iPhone SDKApple® ha mostrato oggi in anteprima il software iPhone™ 2.0, il cui rilascio è previsto per giugno di quest’anno, e ha annunciato la disponibilità immediata di una release beta del software ad un numero selezionato di sviluppatori e clienti aziendali. La release beta iPhone 2.0 include sia l’iPhone Software Development Kit (SDK) sia nuove funzionalità enterprise come il supporto per Microsoft Exchange ActiveSync per garantire la consultazione in tutta sicurezza delle email, dei contatti e delle agende, così come la cancellazione da remoto, oltre all’aggiunta della IPsec VPN di Cisco per l’accesso protetto alle reti aziendali.
“Siamo lieti di creare una brillante comunità di sviluppatori terze parti che puo’ potenzialmente portare alla creazione di migliaia di applicazioni native per iPhone e iPod touch,” ha affermato Steve Jobs, CEO di Apple. “Le funzioni aziendali di iPhone unite alla sua rivoluzionaria interfaccia utente Multi-Touch e all’avanzata architettura garantiscono la migliore esperienza per l’utente e la più avanzata piattaforma software di sempre per un dispositivo mobile.”

OVI Music Store Italia

Nokia Music Store Il negozio musicale di Nokia arriverà anche in Italia prima della fine del mese di giugno. La comunicazione della data di lancio anche nel nostro paese della sezione dedicata alle canzoni del portale Ovi è giunta nel giorno del lancio del negozi tedesco, il secondo sul territorio europeo dopo il “capostipite”, lo store del Regno Unito.

Nokia includerà, si è appreso ieri, l’Italia nel gruppo dei principali paesi con Francia, Spagna, Australia e Singapore. In tutte queste nazioni sarà possibile comprare musica direttamente da Internet, musica che, ovviamente, sarà compatibile con i telefoni Nokia. Purtroppo per l’acquisto via Pc si dovrà avere un sistema operativo Windows e Internet Explorer. Niente Mac né browser alternativi, dunque.

Il negozio di Nokia è l’unico ad avere ambizioni realmente internazionali su vasta scala e quindi ad essere in grado di concorrere con iTunes. Attualmente i negozio musicali o sono di impronta nazionale oppure operano in un numero ristretto di paesi. È il caso di Amazon (che dovrebbe arrivare anche in Europa ma solo nelle nazioni dove oggi è presente che sono Regnio Unito, Francia e Germania) o di Napster (Regno Unito e Germania).

Le canzoni di Nokia costeranno un euro. Al momento non è chiaro che cosa accadrà con mappe e giochi che dovrebbero tutti passare per il negozio Ovi, ovvero se anche per questo tipo di contenuti si prevede un lancio a breve termine anche nel nostro paese.

Jamba e la musica DRM Free

Jamba LogoLa società di servizi su cellulare Jamba di proprietà del gruppo Fox Interactive (conosciuta come Jamster in USA) ha comunicato che presto distribuirà musica per PC e telefonino priva di DRM. Sarebbe la prima società impegnata nei servizi per apparti mobili ad abbandonare i sistemi di protezione su file musicali.

Jamba offrirà la doppia opportunità di scaricare musica da computer, nel tradizionale formato mp3, oppure sul proprio cellulare, nel formato AAC+, più leggero e meno “ingombrante” come tipologia di file multimediale.

Il prezzo dei singoli brani dovrebbe sempre essere di 79 centesimi di euro, invariato rispetto alle versioni con DRM. Inizialmente la novità sarà disponibile solo in Germania, per poi espandersi a macchia d’olio su tutto il continente europeo. Nessuna notizia, invece, per gli USA.

Jamba si propone sicuramente come concorrente di Apple su apparati mobili; anche la Mela offre musica acquistabile da iPhone attraverso il suo Wi-Fi store, ma è un servizio legato esclusivamente ad iPhone (quindi a T-Mobile, Orange, O2 e AT&T) e ad una connessione Wi-Fi.
Jamba, invece, è accessibile da diversi modelli e marche di telefonini tramite una normale connessione su rete cellulare.