Il Senato Americano Approva la nuova legge Anti-Pirateria

American FlagIl Senato Americano ha approvato all’unanimità la legge denominata COICA (Combating Online Infringement and Counterfeits Act), che darà alle agenzie americane il potere di chiudere definitivamente siti internet stranieri coinvolti in attività di pirateria (di qualsiasi natura). La legge che colpisce direttamente i siti marcatamente disonesti, permetterà al Dipartimento di Giustizia Americano di ottenere ordinanze di chiusura per chiudere siti web, domini e proprietà internet che abbiano a che fare con l’ottenimento di musica gratuita (illegalmente), film e beni fisici contraffatti. Per quei siti i quali domini siano registrati fuori dal territorio americano, la legge impone ai servizi telefonici che forniscono collegamenti ad internet (ISP), ai fornitori di pagamenti online ed ai network pubblicitari che collaborino con questi siti, uno stop immediato.

Google-Siae: pubblicità per la musica su YouTube

(da Corriere della Sera)

L’annuncio arriverà quest’oggi: Siae e YouTube hanno siglato un accordo di licenza che copre l’uso in Italia, in “Streaming” di musica e opere audiovisive del repertorio della Società italiana degli Autori ed Editori nei video presenti sulla piattaforma del sito. I brani messi su YouTube dalle case discografiche rappresentate da SIAE potranno essere accompagnati da pubblicità, i cui ricavi saranno condivisi, per esempio, dai gruppi della musica e dalla piattaforma che li ospita. E saranno ricompensati anche autori e compositori. La licenza ha una durata di 3 anni, fino al 31 Dicembre 2012. L’obbiettivo? “Assicurare agli autori e agli editori un compenso dell’intensità di utilizzo delle loro opere su una piattaforma molto popolare”, ha commentato Manlio Mallia, direttore di area della Siae. Sul fronte di YouTube, il sito controllato dall’americana Google, è intervenuto Christophe Muller, direttore delle partnership per l’area South e Eastern Europe, Middle East e Africa: “Siamo davvero molto soddisfatti di aver raggiunto un accordo con Siae, che aiuta gli artisti rappresentati a guadagnare e può consentire a nuovi talenti musicali di emergere.”

Nasce il Nuovo IMAIE! Il Senato approva la conversione del decreto legge Sezione Diritto d’Autore/Società di Gestione Collettiva

dal sito ufficiale di Note Legali

Nella giornata di ieri, martedì 29 giugno, il Senato ha approvato in via definitiva la conversione del decreto-legge n. 64, recante disposizioni urgenti in materia di spettacolo e attività culturali.
Definitiva nel testo approvato, la costituzione del nuovo Istituto a tutela degli artisti interpreti esecutori, con 150 voti a favore, 112 contrari e 3 astenuti. La categoria interessata può adesso guardare al futuro: dal momento dell’entrata in vigore della legge sorgerà l’esigenza di scrivere statuto e regolamento del Nuovo IMAIE.

Il testo della norma relativa all’IMAIE – l’art. 7 del Decreto – conferma l’inclusione, nell’assistenza agli artisti in fase costitutiva, di associazioni di artisti interpreti esecutori che annoverino tra i propri iscritti almeno 200 artisti professionisti; conferma poi la funzione consultiva attribuita ai sindacati, evitando pertanto di includerli nelle questioni gestionali e amministrative dell’ente; da ultimo, non in ordine di importanza, la norma prevede sanzioniper il mancato versamento all’IMAIE dei compensi spettanti agli artisti e per la mancata trasmissione della documentazione necessaria all’identificazione degli artisti, stabilendo untermine di 30 giorni per la trasmissione dei dati identificativi.

Per completezza segnaliamo che il provvedimento legge nel suo complesso consta di nove articoli, volti a disciplinare il riassetto del settore delle fondazioni lirico-sinfoniche, i contributi allo spettacolo dal vivo, l’età pensionabile dei danzatori, il registro pubblico speciale per le opere cinematografiche e audiovisive, l’Istituto mutualistico artisti, interpreti ed esecutori (come sopra anticipato), altre disposizioni sui lavoratori extracomunitari nel settore dello spettacolo e sui cosiddetti servizi aggiuntivi nei luoghi della cultura.

Per una breve analisi della struttura dell’art.7, che più ci interessa, rimandiamo ai breviarticoli di approfondimento pubblicati nei giorni scorsi sul nostro sito.

Per consultare il testo definitivamente approvato si rimanda al sito del Senato della Repubblica.

IMAIE: La manifestazione del 18 Marzo. Com’è andata:

Giovedì 18 marzo si è svolta in piazza Montecitorio la manifestazione indetta dai lavoratori dell’IMAIE e dagli Artisti Interpreti Esecutori, cui hanno aderito ANAD (Associazione Nazionale Attori Doppiatori), ApTI (Associazione per il Teatro Italiano), CLLAIE (Comitato Liberi Lavoratori & Artisti Interpreti Esecutori), Note Legali (Associazione Italiana per lo studio e l’insegnamento del diritto della musica), con il sostegno di FIdA/SLC-CGIL (Federazione Italiana degli Artisti) e UNdA/UILCOM-UIL (Unione Nazionale degli Artisti).

Tra gli Artisti partecipanti molti i volti noti del mondo dello spettacolo, tra cui Massimo Ghini, Massimo Giuliani, Enzo Decaro, Domenico Palmara, Franco Trevisi, Jonis Bascir, Carlo Cartier, Guja Jelo, Ninetto Davoli, Enrico Silvestrin, Gepy&Gepy, Jinny Steffan, Flavio Fanasca, Darko Marich, Piotta, Ray Lovelock, Francesco Scali, Tiziana Foschi, Rodolfo Corsato, Danilo De Girolamo.

La Siae libera le opere sul web

Brani musicali diffusi sul web o sul telefonino liberi dal pagamento Siae e che quindi potranno anche essere forniti gratuitamente. Ad annunciarlo è stato Giorgio Assumma, presidente della Siae, al forum “Diritto d’autore, web e pirateria” organizzato dalla Siae all’Assemblea regionale Sicilia, a Palazzo dei Normanni a Palermo.
“La Siae – ha detto Assumma – apre all’utilizzazione eventualmente anche gratuita delle opere da parte del popolo della rete attraverso Internet. Il web è uno strumento eccezionale e noi non vogliamo in alcun modo ostacolare la libera diffusione dei brani”.
Il meccanismo dell’affidamento alla Siae quindi cambierà: “Finora l’autore che ha affidato le proprie opere alla gestione della Siae non può liberarle, quindi è stata sempre la Siae a dare l’autorizzazione a terzi per il loro utilizzo, facendo da intermediario. Ora, invece, con la nuova regolamentazione annunciata un autore può mettere su Internet una propria composizione anche a titolo gratuito facendo una semplice dichiarazione alla Società che in questo caso dà piena libertà all’autore senza pretendere nessun indennizzo per il proprio servizio di gestione”. In pratica l’autore “può chiedere alla Siae di escludere dalla sua tutela i diritti relativi all’uso di queste opere sulle reti telematiche e di telefonia mobile o di altre forme analoghe di fruizione”.
Liberalizzazione che vale sia che l’autore decida di metterle sul web gratuitamente sia che le faccia pagare. Per dare avvio a questa novità ieri la Siae ha istituito un pubblico registro delle opere musicali che potranno essere gratuitamente utilizzate su Internet con l’indicazione dei rispettivi autori.
(di Salvo Butera – Il Sole 24 Ore)

Legalizzare il filesharing

Da Punto-Informatico

Roma – In merito alla proposta di legalizzazione delle attività di file sharing approdata in Commissione alla Camera il Presidente di FIMI, Enzo Mazza, dichiara in una nota che “al di là della totale incompatibilità della proposta con i trattati internazionali sottoscritti dall’Italia che impediscono di approvare norme come questa, resta il fatto che oggi c’é un’area della sinistra radicale anti imprenditoriale che vorrebbe legalizzare l’esproprio dei diritti”.

“Il Governo italiano, anche di recente – continua Mazza – con le dichiarazioni di Prodi, Rutelli e Gentiloni, e con la firma del memorandum con il WIPO sulla lotta alla pirateria, ha chiarito la propria posizione e dunque sarà interessante vedere come queste iniziative estemporanee e frutto di pregiudizi ideologici verso imprese e settori che producono risorse e danno lavoro a migliaia di lavoratori, possano trovare spazio nella maggioranza, portando l’Italia fuori dall’alveo dei Paesi industrializzati proprio adesso che il mercato internet del download legale sta crescendo con numeri consistenti anche nel nostro Paese”.

Come si ricorderà la proposta, avanzata da alcuni parlamentari della Rosa nel Pugno, era stata presentata lo scorso primo agosto e nei giorni scorsi è stata formalmente assegnata alla commissione Cultura di Montecitorio.

È interessante notare che alcuni legislatori (e alcuni giornalisti che sul file sharing hanno da sempre posizioni ambigue, se non addirittura di difesa) preferiscono legalizzare attività illecite, piuttosto che proporre, inventare o investire su nuove forme di sviluppo musicale (si pensi alle soluzioni di streaming gratuito per gli utenti, come Rhapsody, ma che generano utili così da pagare artisti, etichette ed editori). Abolire la proprietà privata d’altra parte è da sempre nella testa dell’attuale presidente in carica della camera. Speriamo che qualcuno voglia entrare in casa sua e mettere le mani nel suo frigorifero un giorno o l’altro.