Gli Editori si confrontano sul Cloud

Nel corso dell’ultimo anno c’è stato un aumento di servizi streaming (chiamati anche “armadietti digitali”) che hanno acquistato popolarità e sono di fatto stati adottati da grandi colossi quali Apple (con il servizio iTunes Cloud), Amazon (con il suo Cloud Drive) e Google (con Google Music).

Com’era facile prevedere, nel corso del MIDEM appena trascorso, sono state molte le domande che diversi editori si sono posti, con numerosi punti interrogativi su ciò che i servizi cloud dovrebbero essere e dove sono diretti con esattezza.

Come ha fatto notare Ben McEwen di PRS, il termine “Cloud” si applica ad una così ampia gamma di servizi che è di fondamentale importanza essere molto precisi quando si parla di modelli di business. La maggior parte della discussione tra i maggiori editori presenti al Midem si è concentrata sui servizi di “Cloud Storage” inclusi quelli dove ai consumatori è permesso caricare canzoni per poi essere riconosciute all’interno di un sistema (“Scan & Match”). Per esempio si pensi ad iTunes Match o al “digital fingerprint” di YouTube.

Richard Conlon, Senior VicePresident per la comunicazione e la strategia sui nuovi media di BMI, ha fortemente sostenuto che l’accesso alla musica “archiviata” è di fatto un’attività commerciale e come tale va trattata per ripartire equamente gli aventi diritto.

Quando l’amministratore delegato di Talpa Music AMV, Jens-Markus Wegener ha espresso diffidenza sul fatto che “gli armadietti cloud” non fanno distinzione tra download legali e illegali, il rappresentante di Rdio Bagby Scott ha replicato che “la maggioranza dei consumatori è disposta a pagare e riconoscere quanto dovuto agli artisti, per fare la cosa giusta”. Tuttavia ha aggiunto che è di vitale importanza per i titolari dei diritti offrire servizi ad un giusto prezzo, per creare modelli sostenibili sul mercato.

Mitch Rubin, capo del Publishing Business musicale di Nokia, ha incoraggiato tutte le attività e imprese musicali ad essere più flessibili nei loro termini di licenza. “Più innovazione, maggiori benefici”.

La discussione si è quindi spostata sul tipo di modello di business “Cloud” potrà essere vincente nel prossimo futuro, McEwen di PRS ha dichiarato che i servizi di Scan-and-Match sono chiaramente più convenienti per i consumatori rispetto a quelli che richiedono di caricare la propria libreria online.

Ma ha anche aggiunto che questo tipo di servizio sarà solo un “trampolino di lancio tra il download e un modello di accesso”.

Il modello di accesso è quello che i servizi in abbonamento online hanno iniziato ad offrire molto prima del concetto di “Nuvola”. Si pensi a Spotify, Rdio e Rhapsody per citare 3 tra i più popolari.

Charlie Lexton, responsabile degli affari commerciali per il gruppo di tutela dei diritti Merlin, ha detto che la facilità di utilizzo la spunterà. “Come consumatore, a mio avviso, i modelli come Rdio sono tra i più preferibili, in quanto l’utente non deve fare nulla”.

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