La musica Online cresce del 7%

iTunes LogoContinua il declino dei Cd, cannibalizzati in parte dalla pirateria, ma soprattutto dallo spostamento verso i nuovi business della distribuzione online. Il mercato della musica online è stato analizzato da Gartner:  cresce nel mondo del 7% nel 2011, trainata dal fenomeno Spotify (reduce da un accordo con Facebook) e da Apple iTunes.
Il mercato musicale in Rete raggiungerà i 6.3 miliardi di dollari, rispetto ai 5.9 miliardi di dollari nel 2010.

Entro il 2015 il mercato della musica online globale si attesterà a quota 7.7 miliardi di dollari, mentre le vendite di Cd e supporti fisici crollerà da 15 a 10 miliardi di dollari. L’industria musicale è stato il primo settore dei media a subire l’impatto di due forze maggiori: Internet e il fenomeno del “empowering degli utenti consumer“, che hanno rotto le tradizionali intermediazioni del settore a favore di ecosistemi senza confini come Spotify e iTunes.

All’inizio gli utenti hanno approfittato di Internet e di siti come l’antesignano Napster per scaricare musica illegalmente, mettendo sotto pressione le etichette delle Major, Universal, Warner e EMI, che – con Sony – dominavano il mercato. Poi gli utenti hanno scoperto la convenienza di iTunes che all’epoca offriva brani musicali a 99 centesimi di dollari, rendendo progressivamente iTunes il più grande negozio di musica online. Il consumer tornava a pagare per la musica, mentre le etichette registravano più guadagni dai concerti e dagli eventi Live.

Ma ora è il momento dei servizi di streaming musicale e abbonamentoSpotify, Lastfm.com e Pandora sono in grande spolvero. La società di analisi Gartner prevede che i servizi a sottoscrizione crescano a 2.2 miliardi di dollari entro il 2015, quando deterranno il 29% di tutta la musica online