Midem: 3 punti di vista sul futuro

Tutto ciò di cui si è parlato al Midem 2011 conclusosi lo scorso Giovedì ha riguardato prevalentemente lo sviluppo di servizi legati al “Cloud Computing” ovvero servizi e strumenti che offrono contenuti ed intrattenimento, senza bisogno di dover scaricare permanentemente, ma accessibili ovunque e su qualsiasi dispositivo mobile, in qualsiasi momento. Sony ha dato il via annunciando il lancio del suo servizio Qriocity e molte altre aziende hanno utilizzato il Midem per espolorare, promuovere e sviluppare la digitalizzazione globale dell’industria musicale. I principali protagonisti del Midem di quest’anno hanno quindi lasciato un loro commento finale su questa manifestazione e sulla loro idea del come sarà l’industria musicale da qui al prossimo futuro.

Mark Mulligan

Mark Mulligan

Mark Mulligan è il Vice-Presidente e Direttore delle Ricerche per la Forrester Research, nonchè uno dei maggiori esperti su media e mercati digitali.

Dichiara: “Il trend che ho osservato quest’anno al Midem è stato quello di una maggiore constatazione del fatto che noi viviamo in un periodo dove l’esperienza è tutto. È l’esperienza ad essere diventata il prodotto che funziona su tutti. Abbiamo visto questo preciso fattore in un sacco di convegni. Nell’industria musicale odierna, dove chiunque possiede lo stesso catalogo di milioni di brani e simili limitazioni all’uso all’interno dei dispositivi, non c’è molto che differenzia un negozio o un servizio da un altro, eccezion fatta per le limitazioni che ciascuno store impiega. Non vi sono abbastanza aziende che si concentrano sul “dal servizio al dispositivo”; Apple e Spotify sono eccezioni a questo. Quest’anno al Midem vi sono un sacco di servizi che stanno aiutando artisti a sviluppare le relazioni con i consumatori e così via — SoundCloud ne è un esempio. Cosa è realmente importante per le nuove aziende è che s’indirizzino a specifiche nicchie, specifici canali e attente a ciò che già esiste sul mercato.

Basandosi su ciò che sarà il business nel futuro, osservando il Midem di quest’anno, se questo fosse un mercato dove non ci fosse una situazione in cui 4 grosse compagnie si spartiscono l’80% della torta, il mercato probabilmente sarebbe cambiato radicalmente molto prima. Per via di questo dominio, il business non stà cambiando in fretta. Guardiamo per un secondo alle altre industrie – l’industria della telefonia mobile ad esempio – e scopriamo che Nokia è passata dall’essere leader di mercato al terzo posto, in soli 5 anni per via dello sviluppo di nuovi smartphone. Ma le cose non stanno per cambiare così drammaticamente nel business musicale. Il comportamento del consumatore si muove molto più velocemente del mercato: maggiori problemi affligeranno ancora questa industria, mentre il digitale fatica a decollare e ci saranno probabilmente ancora 2 o 3 anni di dolori da sopportare da parte delle major discografiche, prima che loro cambino. Ciò che succederà è qualcosa come l’arrivo di servizi di musica illimitata a 5 Euro o meno. Quando questo accadrà, è lì che si potrà davvero focalizzare l’attenzione per prodotti basati sull’esperienza dell’utente. Detto questo, tutto ciò sembrerebbe un buon affare economico: ed è molto di più di ciò che attualmente spendono moltissime persone per l’acquisto di musica. E vi sono molti altri servizi che competono in quella fascia di prezzo: broadband (internet), pay-tv e servizi integrati alla telefonia mobile ad esempio.

Infine Mark conclude: “Come consulente, ho notato che il tono delle conversazioni a questo Midem è cambiato, particolarmente in riferimento alle compagnie tecnlogiche ed ai fornitori di servizi. Loro ora dicono di riconoscere l’importanza dell’esperienza da parte del consumatore e la necessità di essere flessibili. Ma non ho ancora visto cambiamenti radicali in questo senso, solamente evoluzioni.

Alexander Ljung

Alexander Ljung SoundCloud CEO

Alexander Ljung è il fondatore e amministratore delegato della piattaforma SoundCloud.

Alla domanda “Quali sono le tendenze emerse nell’edizione Midem di quest’anno?” lui ha risposto:

“Ho visto più start-up lavorare su grandi idee che si pongono l’obbiettivo di facilitare la creazione musicale per chiunque ne sia interessato. Questa è un’area che penso sia davvero entusiasmante, dato che il processo creativo musicale tradizionale stà incontrando tempi difficili. Ora abbiamo sempre più strumenti disponibili per i creatori “casuali”, il che rende accessibile a più persone il processo creativo, diventando loro non solo “ascoltatori passivi” ma in realtà diventando sempre più attivi nella creazione musicale. A margine di questo, ho sentito un’attitudine più positiva in ciò che il futuro ci riserverà ed è molto entusiasmante vedere un generale interesse  alle nuove tecnologie e probabilmente ciò sarà un fattore cruciale ed un componente positivo per il futuro dell’industria musicale.

Alla domanda “Ci sono un sacco di nuove startup al Midem di quest’anno. Qual’è il tuo consiglio a qualcuno che entra oggi nel music business?” Alexander risponde: “La musica è amata da tutti, il che significa che c’è un grande interesse non soltanto nell’ascoltarla o nel realizzarla, ma anche nel costruire prodotti, servizi ed aziende legate ad essa. Per questo motivo, molti business potrebbero avere potenzialmente idee simili a quella di un altro, pertanto capire pienamente il panorama nel quale si opera e chi e cosa sono i tuoi competitori è un fattore predominante. Se stai costruendo un prodotto e non conosci esattamente cosa c’è là fuori di già esistente non sarai preparato e potrai avere vita molto dura per sopravvivere e creare un impatto. Mi piace considerare questo da un punto di vista di un utente. Immagina il tuo cliente che stà cercando un servizio che tu consegni: quali altri servizi troverebbe? Quali altri servizi prenderebbe in considerazione? Come paragnorebbero il tuo servizio contro il tuo? A meno che non sia molto chiaro il motivo alla base del perchè loro dovrebbero sceglierti, potresti ficcarti in un mare di guai. A lato di questo, consiglierei a chiunque desideri avviare una nuova azienda nel campo musicale, gli direi di farlo per passione. Stai per avere anni di duro lavoro e solamente una vera passione per questo campo è cruciale per essere in grado di alimentare quelle lunghe ore passate a lavorare.

Ad Alexander è stato chiesto inoltre di fornire una visione del business nel futuro, basandosi su ciò che ha osservato al Midem di quest’anno. La sua risposta è stata: “A vedere ciò che nuove aziende hanno creato, partendo dalla loro visione nel realizzare più prodotti per creare musica, credo che il futuro panorama musicale (e i vari business collegati) si muoveranno molto fortemente nella direzione della partecipazione attiva degli utenti finali. La musica è in un certo modo una forma di comunicazione e una comunicazione a senso unico può diventare molto presto noiosa. Avendo invece un dialogo in due direzioni, ciò rende il tutto molto più partecipativo. Pertanto strumenti e modelli di business che si pongono a rendere ciò che noi chiamiamo “fan” in “collaboratori”, trasformeranno radicalmente il processo creativo e, cosa ancora più importante, l’esperienza che le persone avranno con la musica stessa.

Daniel Miller

Daniel Miller Produttore e fondatore dell'etichetta Mute

Daniel Miller è un produttore inglese e fondatore della prestigiosa etichetta Mute, casa di artisti quali Depeche Mode, Erasure, Moby, Nick Cave e molti altri.

Anche lui ha detto la sua dopo aver partecipato all’edizione del Midem di quest’anno.

Il business stà cambiando. E naturalmente l’industria cambia continuamente, ma c’è stato un periodo di relativa stabilità negli anni ottanta e novanta. Stà cambiando nei modi in cui noi abbiamo saputo tutto in merito. Download illegali, negozi che hanno chiuso, più vendite legali online, l’abilità per l’artista di muoversi più indipendentemente. Ci sono un numero di compagnie che stanno cercando di stare tra le etichette ed il mondo esterno, in modo da connettere la musica prodotta al mondo esterno– aggregatori digitali ed altri. Ma non vedo molte nuove etichette discografiche in giro. Ci sono nuove piccole etichette discografiche nel Regno Unito ed in Europa, molto speciifche e spesso finanziate da altre attività. Per esempio, se questa è un’etichetta di musica dance, viene finanziata dal suo capo il quale fà il Dj ogni fine settimana e mette i soldi delle sue serate dentro alla sua etichetta per finanziarla ed i suoi dischi fungono più da strumenti promozionali per il suo lavoro di Deejay, che suppongo sia diventato il suo lavoro principale. Non vedo molte persone entusiasmate dall’idea di far nascere un’etichetta discografica nel 2011.

A Daniel viene fatto notare che quest’anno al Midem vi sono numerose nuove startup e gli viene chiesto di dare un consiglio a chiunque si affacci al business musicale al giorno d’oggi. La sua risposta: “Direi prova e trova un artista in cui tu credi fermamente. Crea una partership con l’artista e digli ‘Stiamo per entrare nel mondo assieme, stiamo per trovare qualcuno che metta fuori il nostro disco, lavorando con tante diverse strutture’. Vorrei quasi chiedergli anche ‘Quanto te la senti di fare tutto questo? Sei preparato a farlo per 24 ore al giorno, e probabilmente non realizzare molti soldi, quantomeno non in un breve tempo? Se ancora non sono scoraggiati a questo punto, allora potrebbero avere una possibilità, perchè questo significherebbe che non si sono ancora dell’idea di arrendersi. In ultimo luogo ci sono persone che creano una gran bella musica e ci sono persone che vogliono ascoltarla. Se queste due cose vengono messe in piedi egregiamente, allora c’è un inizio. Potrebbero volerla, potrebbero possederla, potrebbero voler pagare per averla o meno. Devi stare al passo con i tempi. Noi abbiamo riavviato più volte la nostra etichetta discografica. Oggi  sempre più artisti creano tracce individuali (singoli) per il download e non necessariamente album completi – esattamente come negli anni ’60, come all’alba della pop music – dimostrazione che c’è sempre un’eco del passato, niente è veramente così nuovo.