Arrivederci Michael

APTOPIX People Michael JacksonMichael Jackson ha lasciato questo pomeriggio a Los Angeles milioni di fans ed artisti che sono nati e cresciuti con la sua musica, per generazioni. Ha ispirato autori e compositori, fonici, produttori ed arrangiatori. La sua eredità continuerà ad ispirare altri milioni di persone. Ciò che lascia qui è l’incredibile spirito con cui ha creato 40 anni di musica, che non muore oggi nè morirà domani. Grazie Michael per la musica e le tante emozioni che hai regalato e fatto vivere a tutti noi.

L’utente Twitter acquista più musica online rispetto alla media

twitterUno studio recente di NPG Group ha rivelato che gli utenti attivi di Twitter acquistano (per il 77% del campione rilevato) più musica digitale a pagamento di qualsiasi altro utente medio. Oltre a questo, il 12% di coloro che hanno acquistato musica negli ultimi 3 mesi, hanno usato Twitter, contro l’8% della media generale dell’utenza media.

“Basandoci sulla cronolgia di acquisti musicali, gli utenti attivi di Twitter sono molto più di valore per artisti ed etichette musicali, di coloro che non usano Twitter regolarmente”, dichiara l’analista NPD Russ Crupnick.

Un terzo dell’utenza registrata a Twitter ha dichiarato di aver acquistato un CD nei precedenti 3 mesi e il 34% ha dichiarato di aver acquistato musica online (legalmente), contro il 23% e il 16% rispettivi dell’utenza non registrata.

Un altro terzo di utenti Twitter ha inoltre ascoltato (streams) musica attraverso siti di social networking, il 41% tramite radio online ed il 39% ha guardato un video musicale attraverso canali online. Più in generale gli utenti Twtitter dimostrano di visitare più del doppio di volte rispetto l’utenza non iscritta, siti di ascolto musicale quali MySpace o Pandora (in Usa).

“Twitter ha il potenziale di aiutare a incoraggiare la scoperta di nuova musica e migliorare il marketing mirato di msuica a gruppi di consumatori tecnicamente e tecnlogicamente più avanzati: tuttavia questo dev’essere fatto nella maniera corretta”, aggiunge Crupnick. “Dev’esserci un bilancio attento, costruito tra l’intrattenimento e la diretta comunicazione da una parte e il marketing dall’altra. Usato propriamente, Twitter ha il potere d’intrattenere e motivare fans di musica all’acquisto ulteriore di nuova musica, downloads, merchandise e biglietti di concerti”.

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MySpace: 66% del personale licenziato

In una seconda ondata di maggior ristrutturazione, questa mattina i vertici di MySpace hanno annunciato che verranno licenziati 300 dei 450 staff oggi presenti a livello internazionale, chiudendo inoltre almeno 4 sedi esterne a quella principale (in USA). Questa manovra viene annunciata subito dopo che Facebook ha sorpassato per la prima volta in termini statistici di accesso, sia i visitatori unici che le pagine viste, nonchè dopo che era stata già annunciata una prima sostanziale riduzione del 30% del personale americano del social network (420 staff in tutto).

Dopo il completamento di questo piano gli uffici che diventeranno hub regionali potrebbero essere Londra, Berlino e Sydney. Gli uffici di Argentina, Brasile, Canada, Francia, India, Italia, Messico, Russia, Svezia e Spagna saranno invece messi sotto revisione, per valutarne una possibile chiusura. MySpace China e Giappone non saranno invece toccate da questa proposta di ristrutturazione, poichè sotto proprietà e operatività locale.

“Con quasi la metà degli utenti provenienti dall’esterno degli Stati Uniti, mantenere efficenti e produttive le nostre operazioni all’estero è importante sia per gli utenti internazionali, così come per le nostre forze finanziare immediate”, ha dichiarato il Chief Executive Officer Owen Van Natta. “Come abbiamo inziato e condotto una revisione della compagnia è risultato chiaro che internazionalmente, così come internamente per gli Stati Uniti, lo staff di MySpace era diventato troppo grande ed ingombrante per essere sostenuto alle attuali condizioni in cui versa il mercato. I cambiamenti proposti quest’oggi sono delineati per trasformare e perfezionare la nostra strategia di crescita internazionale”.

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iTunes: i numeri Nielsen di Aprile

L’introduzione di prezzi variabili per l’acquisto di canzoni su iTunes ha portato a una crescita delle entrate. Emerge dai dati di Nielsen SoundScan che prendono in esame l’andamento dell’industria da febbraio a maggio. Nelle 6 settimane dopo l’aumento dei prezzi,i ricavi sono saliti del 12% rispetto alle 6 settimane. Da aprile Apple ha permesso a diverse etichette di far pagare i brani 0,69, 0,99 o 1,29 euro invece del prezzo fisso di 99 centesimi in vigore dal 2003.

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iPhone OS 3.0

iPod Touch Download Da questa notte è possibile scaricare e installare il nuovo sistema operativo iPhone OS 3.0. Installazione gratuita per tutti gli utenti di iPhone, mentre è a pagamento per gli utenti di iPod touch di prima e seconda generazione. (€7,99)

Il nuovo Firmware 3.0 può essere scaricato direttamente all’interno di iTunes Store, premendo il tasto aggiorna nella schermata del dispositivo connesso: per procedere all’installazione occorre aver installato l’ultima versione di iTunes 8.2. Le novità nel firmware 3.0 sono molteplici: per una panoramica completa è possibile visitare questo link.

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Nokia si prepara a rimuovere il DRM

Dopo iTunes, Amazon e diversi altri canali digitali, anche Nokia Music si appresta a levare il “lucchetto” DRM (Digital Rights Management) dal proprio catalogo entro l’inizio del prossimo 2010.

Al momento gli utenti che acquistano tramite Nokia Music Store non possono riprodurre la canzone su altri supporti (iPod o similari) e possono essere masterizzati un numero limitato di CD. Alcuni reports che arrivano da Mobile Entertainment citano inoltre che oltre il 60% degli utenti che in Inghilterra che hanno acquistato un 5180 “Comes With Music”, hanno attivato il servizio di musica illimitata (musica gratis per 12 mesi). Tale percentuale è inoltre superiore in Messico dove ben il 70% dell’utenza ha attivato il servizio “Comes with music”.

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La mappa dei social networks

In un articolo pubblicato quest’oggi, il Corriere della Sera riprende il blogger Vincenzo Cosenza, il quale ha ricercato e combinato dati provenienti da più fonti (Alexa e Google Trends), creando così una mappa globale sul social networking nel mondo.

Le maggiori evidenze sono:

Facebook ha quasi colonizzato l’Europa e si appresta ad estendersi ovunque, nel tentativo di spodestare i social network locali
QQ, domina in Cina e con i suoi 300 milioni di utenti è il più grande social network del pianeta
MySpace ha perso la sua leadership ovunque

V Kontakte la fa da padrone nei territori della Russia

Orkut rimane forte in India e Brasile

Hi5 resiste in Peru, Colombia, Ecuador e in altre nazioni come il Portogallo, la Mongolia e la Romania
Odnoklassniki sopravvive in alcune repubbliche dell’ex Unione Sovietica
Maktoob rimane la più importante community araba

Altri dettagli della ricerca sono disponibili (in lingua Inglese) a questo link.

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Amazon Mp3 ora disponibile in Francia

Amazon France LogoAmazon, il più grande online store del mondo ha annunciato questa mattina l’attivazione dei propri servizi di vendita musicale online (nel formato Mp3 DRM free) in Francia, dopo che lo scorso 1 Aprile aveva attivato il proprio Music Store in Germania.

Amazon France è ora disponibile al seguente indirizzo: http://www.amazon.fr/mp3

Per Amazon Germany l’indirizzo è il seguente: http://www.amazon.de/mp3

A questi si aggiungono Amazon Uk (http://www.amazon.co.uk/mp3) e ovviamente lo store americano (http://www.amazon.com/mp3).

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Vendite di CD Fisici – I numeri del 2008

Le cifre pubblicate Lunedì scorso da Nielsen Sound-Scan riguardanti le vendite in America di CD mostrano uno scenario che ritorna indietro di ben 14 anni. Nel 2008 infatti i CD venduti in America sono stati in totale 368 milioni, poco sotti a  quelli venduti nel 1995. Per la precisione nel 2008 sono stati venduti 360 milioni di CD.

E per il 2009? Chris Muratore di Nielsen Soundscan ha fatto notare che le vendite da inizio anno di supporti fisici registrano un calo del -13%. Un filo meglio rispetto al declino del 14% registrato l’anno scorso (a 428 milioni di unità complessive). Senza tanto ottimismo Soundscan ha recentemente rilevato tuttavia che il trend di vendita di album fisici negli ultimi 10 anni mostra  un pesante -54,6%.

Coloro che giocano ancora la loro partita nel mondo fisico si ritrovano quindi con diversi rompicapo da risolvere. Nonostante uno sgretolamente complessivo del mondo dei cd fisici, l’appetito ed il consumo di musica rimane incredibilmente alto e altrettanto difficile da monetizzare come un tempo. Eric Garland (CEO di BigChampagne) ha mostrato recentemente al Narm numeri incredibili a dimostrazione di questo fatto, attraverso canali quali MySpace Music, YouTube e BitTorrent.

Ciò che viene inoltre rilevato da Soundscan sono i recenti numeri emersi in termini di downloads legali effettuati: 1.2 miliardi di canzoni scaricate quest’anno, superando già il totale realizzato nel 2008 (1.068 miliardi di canzoni, un +12.4%).

…E per gli amanti del vinile, nei numeri di Nielsen sono state rilevate anche le vendite dei dischi in questo formato: un’incremento del 55% rispetto al 2009, raggiungendo l’1% dell’intero mercato discografico americano.

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L’effetto Spotify

Ted Cohen (ex dirigente Emi Music) in un articolo pubblicato questa mattina sul suo blog analizza il fenomeno Spotify. Sembra essere il “new cool” del momento, ciò che viene discusso ad ogni fiera musicale e/o del business dell’intrattenimento digitale. Ted scrive che vi sono 2 categorie di persone che si dividono tra coloro che sono entusiasti e coloro che hanno solo sentito “fumo” e poco “arrosto” (ricordate il progetto QTrax?) dato che Spotify al momento viene offerto solo a Beta-Testers e principalmente solo nel Regno Unito. Tuttavia, alcuni video dell’applicativo Spotify sviluppato per Android stanno sicuramente interessando molti curiosi e non solo quelli.

Il concetto di un Jukebox paradisiaco è stato ripetutamente discusso, proposto e riproposto in mille forme (l’evoluzione di Rhapsody e Napster ne sono due prove concrete). Spotify apparentemente non è solo un’implementazione di un sogno. Sembrano esserci oggettivamente alcuni vantaggi ad abbonarsi a servizi “flat”, rispetto ai servizi “à-la-carte” quali quello di iTunes Store:

  • Accesso illimitato ai brani
  • Nessuna barriera da “0.99 €” per scoprire nuova musica
  • Maggiori vantaggi per il fruitore di contenuti
In aggiunta a questo, i servizi in abbonamento proposti da Spotify sembrano proporre all’intera industria discografica, etichette, editori, artisti, autori e compositori, un ricorrente introito proveniente dagli stream (gli ascolti) dai propri fans in modo più “sociale”. L’esperienza di “revenue” data dall’introito pubblicitario non propone nulla di nuovo se si pensa all’esperienza di We7, o a YouTube: entrambi ben sotto le aspettative iniziali.

Quali sono quindi le differenze di Spotify, in base alle prove sin qui fatte?

  • Il modello “free” differisce dai servizi di Napster e Rhapsody (attualmente entrambi a pagamento mensile).
  • Molto semplice da utilizzare – Nessun bisogno di ricorrere a “Domande Frequenti” per navigarci
  • Riproduce molto velocemente la musica richiesta. I server rispondono egregiamente.
  • La  libreria musica è estremamente completa

Con l’arrivo di Spotify (imminente anche per il catalogo Wondermark) l’industria musicale comincia a vedere l’inevitabile scenario: il consumatore che vuole musica, la vuole in quantità e la vuole completamente gratis e in qualsiasi momento, anche in mobilità. Allo stesso tempo gli artisti vogliono un equo compenso e possibilità di visibilità sempre più “sociali” e “virali”.

Spotify riuscirà nell’impresa di rivoluzionare il campo e scalfire il dominio di iTunes?

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Google Wave

A San Francisco, durante la conferenza per sviluppatori Google I/O, Lars Rasmussen (Software Engineering Manager di Google) ha presentato in anteprima Google Wave, una nuova piattaforma per la comunicazione e la collaborazione online che aspira a rivoluzionare la posta elettronica tradizionale con una connotazione decisamente molto più «social». L’annuncio arriva, non a caso, nel giorno del lancio ufficiale di Bing, il motore di ricerca che Microsoft propone come primo antagonista di Google.

UN’ONDA PER COMUNICARE – «Come sarebbe la posta elettronica se fosse stata inventata oggi?». Questa è l’idea da cui è partito il progetto di Wave. L’Onda di Google, per ora disponibile in versione beta solo per un numero ristretto di sviluppatori, punta a favorire l’interazione online degli utenti attraverso un’unica piattaforma che integra l’e-mail con la chat, unificando la possibilità di dialogare, scambiare foto, video, mappe, documenti e altro ancora. Tutte le persone invitate a unirsi alle stessa «onda» si troveranno a lavorare nello stesso ambiente virtuale, portando contributi immediatamente visibili anche a tutti gli altri partecipanti e comunicando in tempo reale in uno stesso ambiente, come se si trovassero allo stesso tavolo. Come ha dimostrato Rasmussen, impostando un messaggio di posta sarà possibile modificare il testo in modo collaborativo (una sorta di Google Docs molto più evoluto), aggiungendo commenti, risposte e utilizzando diversi strumenti di comunicazione. Inoltre, attraverso la funzionalità playback è sempre possibile vedere come le conversazioni e i contenuti di una wave si sono sviluppati passo dopo passo e, ad esempio, ripristinare uno stadio precedente.

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COLLABORAZIONE E REAZIONI – Google Wave inoltre sarà integrabile, in modo fluido – come suggerisce il nome – con il resto del web: gli sviluppatori potranno utilizzare le Api aperte di Google per incorporarlo in altri siti, blog o costruire applicazioni interoperabili con esso. Le conversazioni su Wave relative alle immagini di un blog, potranno quindi apparire anche sul blog stesso. L’integrazione è anche tra i diversi dispositivi, tra cellulare e computer ad esempio. È in progetto anche una versione open source, che sarà pronta tra qualche mese. La presentazione ha già raccolto centinaia di commenti dalla rete: dilaga l’entusiasmo di molti che fremono nell’attesa di testare personalmente il nuovo progetto, ma si fanno spazio anche le prime critiche. C’è chi definisce Wave un ennesimo esercizio di vanità e di arroganza di Google, sottolineando come alcuni progetti in passato siano stati lanciati come grandi innovazioni per poi essere abbandonati mesi dopo. Il blog di Fast Company critica addirittura punto per punto le qualità magnificate dagli sviluppatori, come il fatto di rendere immediatamente visibili a tutti le modifiche a un testo; ciononostante però scommette sul successo del prodotto (che secondo le indiscrezioni sarà disponibile a tutti entro fine 2009) confidando nel fatto che Google raramente si è sbagliato sui suoi prodotti.

(fonte: Corriere della Sera)

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MySpace vs Facebook – I dati Nielsen di Aprile 2009

Gli executive della News Corp. (ossia chi detiene la proprietà di MySpace) spesso presentano MySpace e Facebook come entità in competizione in diversi mercati, con Facebook utilizzato come veicolo di comunicazione e MySpace come veicolo d’intrattenimento. Quale che sia il caso, può essere delineata una linea precisa sul maggiore tempo trascorso su Facebook e sul minore tempo trascorso su MySpace da parte dei naviganti.

Stando agli ultimi dati rilevati da Nielsen Online, i minuti totali spesi su Facebook lo scorso Aprile sono cresciuti del 699% rispetto all’anno scorso. A MySpace, nello stesso periodo, i minuti totali spesi dai navigatori sono diminuiti del 31% rispetto allo stesso periodo del 2008.

Tuttavia MySpace rimane senza dubbio una popolare attrazione, con gli utenti che hanno speso complessivamente 83 milioni di minuti sul sito, in Aprile. Tuttavia, tutti questi minuti sono solo una frazione del tempo complessivo speso dagli utenti su Facebook, che hanno registrato più del triplo dell’ammontare.

Nielsen Online ha inoltre registrato l’incredibile ascesa di Twitter: il tempo complessivo speso sul sito di micro-blogging è salito del 3.712%, con quasi 5 milioni di ore spese lo scorso anno. Queste figure includono solamente le visite a twitter.com, non il suo uso nelle numerose applicazioni di terze parti sviluppate per leggere e rispondere ai vari “Tweets”. Twitter ora sale alla posizione numero 4 dei siti di social network più visitati, stando alle cifre pubblicate da Nielsen.

L’analista Jon Gibs di Nielsen ha espresso in una dichiarazione che “la spirale inversa della fortuna di MySpace dimostra la volubilità dei consumatori online — una storia che è un’avvertimento per tutti i competitori.”

“Ricordate Friendster?” — prosegue Jon. “Ricordate quando MySpace era una forza imbattibile? Nè Facebook nè Twitter sono immuni. I consumatori hanno dimostrato che sono disposti a scegliere e cambiare senza tanti avvertimenti i propri luoghi d’interesse e piuttosto velocemente.”

I social networks, come gruppo d’insieme, sono stati al centro dell’interesse complessivo, stando a Nielsen. Il tempo totale trascorso nei siti sociali è aumentato dell’81% rispetto al 2008.

Detto questo, c’è ancora un’area dove MySpace continua a bastonare Facebook: i video riprodotti. In Aprile, MySpace ha servito il triplo di video streams, comparato allo stesso periodo su Facebook, raggiungendo in questo modo il primo posto come attività di Video Stream sociale su Internet.

Sul fronte del management, News Corp. ha riorganizzato recentemente il proprio organigramma. Jon Miller (ex capo di AOL) ora dirige i suoi sforzi assieme all’ex Facebook Owen Van Natta, ora divenuto CEO di MySpcae.

Senza dubbio la sfida continua!

(Da un articolo di Brand Week disponibile a questo indirizzo.)

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YouTube XL

YouTube cerca di muoversi all’interno dei salotti di molte persone, con il lancio di YouTube XL, una versione ottimizzata ideata per visualizzare i contenuti presenti su TV di grandi dimensioni. La cosa appare interessante in paesi quali l’Inghilterra, dove al moemento l’accesso a TV musicali avviene solo a pagamento. Con l’avvento di YouTube XL chiunque potrà visualizzare una playlist di video musicali e trasmetterli su schermi a grandi dimensioni, riducendo così i costi di eventuali abbonamenti satellitari e/o pay-per-view.

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