Riflessioni di Panos Panay (Sonicbids)

(articolo da Rockol)

Chi ha ancora bisogno delle case discografiche? In un editoriale pubblicato dal sito HitsDailyDouble.com, il fondatore di Sonic Bids (www.sonicbids.com) Panos Panay suggerisce agli artisti emergenti di cercare piuttosto contratti con i nuovi “mecenati della musica”, aziende e marchi commerciali interessati a investire nei talenti artistici. “Al posto delle case discografiche”, scrive Panay, “nel ruolo di finanziatori come in quello di custodi del gusto popolare, oggi ci sono i grossi brand e quelli di nicchia, accortisi che la musica li aiuta a vendere qualunque tipo di prodotto, si tratti di caffè, elettronica di consumo, bevande gassate, vestiti, videogiochi, borse, servizi finanziari, assicurazioni ecc. Si stima che solo quest’anno, negli Stati Uniti, la spesa di aziende di marchio in sponsorizzazioni di festival musicali, tour e altre campagne promozionali ecceda i 2 miliardi di dollari”. “Ancora più promettente per gli artisti indipendenti”, aggiunge, “è il fatto che gli ultimi anni hanno visto un costante spostamento del denaro degli sponsor verso nomi ‘di nicchia’ che non hanno ancora il profilo pubblico consolidato di gente come 50 Cent o Celine Dion. Perché? Perché sempre di più le aziende si rendono conto di come i giovani consumatori che tanto gli stanno a cuore richiedano autenticità ai marchi che sostengono, un tratto più spesso associato con gli artisti indipendenti e non legati alle major”.
Citando Coca-Cola, Burger King, Converse, Jeep, Fisher-Price, Zippo e Jagermeister tra le aziende che investono su Sonicbids (un sito nato nel 2001 per mettere in contatto gruppi musicali e promoter di concerti e che oggi conta nel mondo 160 mila iscritti tra i primi e 14 mila tra i secondi) Panay arriva alle sue conclusioni: “Perché andare alla ricerca di un contratto discografico quando esistono marchi disposti a investire così tanto senza neppure pretendere una fetta dei vostri futuri guadagni e diritti sul vostro primo progetto musicale? Il mio consiglio? Se la Sony Records bussa alla vostra porta, chiedetegli piuttosto di poter parlare con quelli della Sony PlayStation. Vi porterà molto più lontano e con meno compromessi”.

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