Il futuro di Napster

(articolo di Rockol)

Le sue azioni valgono poco, meno di 2 dollari, ma oggi Napster ha liquidità sufficiente, quasi 70 milioni di dollari, per attirare i finanzieri di Wall Street. Si dice, in particolare, che potrebbe essere acquistata da un suo attuale azionista, il fondo JDS Capital Management, che già possiede la piattaforma di musica digitale eMusic e controlla il distributore/aggregatore The Orchard. “L’attuale valutazione della società è assolutamente scadente”, ha spiegato a Bloomberg un dirigente di Munder Capital Management, altro azionista della Web company. “Lo scenario che garantirebbe il massimo valore per gli azionisti sarebbe la vendita a un compratore strategico”: come, appunto, JDS.
Creato nel giugno del 1999 da Shawn Fanning (allora studente alla Northeastern University di Boston) e chiuso nel luglio di due anni dopo per intervento delle case discografiche americane (vedi News), Napster venne successivamente venduto all’asta a una società, Roxio, che aveva ereditato dalle major Universal Music e Sony BMG la piattaforma di musica digitale pressplay (vedi News) e che successivamente cambiò il nome in Napster, Inc. Il suo modello di business basato sulla musica “a noleggio” e il suo parco abbonati (760 mila circa) non si sono dimostrati finora in grado di intaccare minimamente la supremazia di mercato di iTunes.

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