Musica Digitale e Corriere della Sera

Madonna

RCS, che certamente non è un piccolo giocatore nel mondo digitale, e la partnership con Madonna (più che altro con la sua ex-casa discografica Warner) segna oggi un piccolo passo verso quello che è da considerarsi oramai una tappa obbligata: il media online che vende direttamente il contenuto online.

Ecco quindi apparire in home page di Corriere.it (un sito visitato da 12 milioni e mezzo di utenti al giorno) l’ultima release di Madonna, acquistabile direttamente sul sito a 0.99 Eur.

Un sito (quello del Corriere) che segna il primo passo verso quello che probabilmente diverrà una vera tendenza di mercato e che ci auguriamo possa davvero far avvicinare finalmente più e più persone in Italia verso l’acquisto legale di contenuti protetti da diritto d’autore.

iPhone – La roadmap

iPhone SDKApple® ha mostrato oggi in anteprima il software iPhone™ 2.0, il cui rilascio è previsto per giugno di quest’anno, e ha annunciato la disponibilità immediata di una release beta del software ad un numero selezionato di sviluppatori e clienti aziendali. La release beta iPhone 2.0 include sia l’iPhone Software Development Kit (SDK) sia nuove funzionalità enterprise come il supporto per Microsoft Exchange ActiveSync per garantire la consultazione in tutta sicurezza delle email, dei contatti e delle agende, così come la cancellazione da remoto, oltre all’aggiunta della IPsec VPN di Cisco per l’accesso protetto alle reti aziendali.
“Siamo lieti di creare una brillante comunità di sviluppatori terze parti che puo’ potenzialmente portare alla creazione di migliaia di applicazioni native per iPhone e iPod touch,” ha affermato Steve Jobs, CEO di Apple. “Le funzioni aziendali di iPhone unite alla sua rivoluzionaria interfaccia utente Multi-Touch e all’avanzata architettura garantiscono la migliore esperienza per l’utente e la più avanzata piattaforma software di sempre per un dispositivo mobile.”

Steve Jobs: Flash Lite non è abbastanza potente

iPhone Flash Embedded(articolo pubblicato da MacWorld)

Steve Jobs, amministratore delegato di Apple, non è stato tenero con Adobe Flash Lite, la versione per apparecchi da tasca della tecnologia di animazione vettoriale ubiqua sul web: non è abbastanza potente da essere usata con iPhone.

D’altro canto, ha sottolineato Jobs, iPhone non è abbastanza potente per usare Flash nella sua edizione per computer (pur essendo iPhone il tascabile più potente in assoluto).

Manca dunque un prodotto di mezzo e in conseguenza di questo non è all’orizzonte una versione di iPhone dotata di supporto per Flash.

A meno che Apple non abbia qualcosa nel cappello e sia pronta a presentarlo all’evento stampa in programma per domani.

OVI Music Store Italia

Nokia Music Store Il negozio musicale di Nokia arriverà anche in Italia prima della fine del mese di giugno. La comunicazione della data di lancio anche nel nostro paese della sezione dedicata alle canzoni del portale Ovi è giunta nel giorno del lancio del negozi tedesco, il secondo sul territorio europeo dopo il “capostipite”, lo store del Regno Unito.

Nokia includerà, si è appreso ieri, l’Italia nel gruppo dei principali paesi con Francia, Spagna, Australia e Singapore. In tutte queste nazioni sarà possibile comprare musica direttamente da Internet, musica che, ovviamente, sarà compatibile con i telefoni Nokia. Purtroppo per l’acquisto via Pc si dovrà avere un sistema operativo Windows e Internet Explorer. Niente Mac né browser alternativi, dunque.

Il negozio di Nokia è l’unico ad avere ambizioni realmente internazionali su vasta scala e quindi ad essere in grado di concorrere con iTunes. Attualmente i negozio musicali o sono di impronta nazionale oppure operano in un numero ristretto di paesi. È il caso di Amazon (che dovrebbe arrivare anche in Europa ma solo nelle nazioni dove oggi è presente che sono Regnio Unito, Francia e Germania) o di Napster (Regno Unito e Germania).

Le canzoni di Nokia costeranno un euro. Al momento non è chiaro che cosa accadrà con mappe e giochi che dovrebbero tutti passare per il negozio Ovi, ovvero se anche per questo tipo di contenuti si prevede un lancio a breve termine anche nel nostro paese.

Myspace e la rivoluzione inglese

MySpace Uk still growing In un interessante articolo pubblicato da Punto Informatico vengono elencati interessanti dettagli sull’evoluzione delle abitudini dei teenagers inglesi.

“Il 30% dei teenager del Regno Unito ruba il tempo ai compiti per svagarsi sulle piattaforme di social networking: è il prevedibile risultato emerso da Digital Entertainment Survey 2008, un’indagine confezionata dalla britannica Entertainment Media Research per Wiggin.

Il Guardian ha subito approfittato per evidenziare gli effetti di questa tendenza sull’industria televisiva. I giovani di età compresa tra i 15 e i 19 anni non solo hanno tradito la TV con Facebook, MySpace e Bebo, ma stanno alimentando indirettamente una rivoluzione nel campo della pubblicità.

Gli inserzionisti, secondo le valutazioni di Wiggin, dovranno al più presto rispondere ai rinnovati consumi mediatici delle persone. Nel rapporto 2008 si spiega infatti che la maggior parte dei telespettatori inglesi di età compresa tra i 15 e 54 anni guarda i programmi solo dopo averli registrati – saltando così con l’avanzamento rapido i “consigli per gli acquisti”. Negli Stati Uniti sono così preoccupati del fenomeno che alcune società stanno sperimentando spot “rallentati”, così che durante lo skipping si ricrei una sorta di fruizione pubblicitaria normale. Senza contare naturalmente le nascenti soluzioni tecnologiche di “tutela” del consumo pubblicitario.”
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