Canali Tradizionali e Artisti Indipendenti

Confermata da una ricerca Knowmark, riferita al primo trimestre 2007, la maggiore attenzione riservata nella programmazione della nostra emittenza radiofonica nei confronti della produzione straniera (circa il 65 % del totale) rispetto a quella italiana, atteggiamento che nelle scorse settimane aveva sollevato parecchie polemiche nell’ambiente musicale; dalla ricerca stessa emerge che il 75 % della programmazione radiofonica è riconducibile a produzioni delle majors – per circa il 50 % etichette proprie, per circa il 25 % etichette distribuite – e che le pubblicazioni italiane indipendenti non superano nella programmazione la soglia del 7 %. Il campione utilizzato – 18 emittenti suddivise in base alla copertura territoriale – rappresenta, in base ai dati Audiradio, il 51 % di share negli ascolti in media giornaliera.

Il digitale italiano

Secondo una ricerca pubblicata il 6 Giugno scorso da PC Self, il 31% degli italiani utilizza connessioni ad internet, è spesso aggiornato su prodotti e tecnologie e gran parte di essi acquista periodicamente prodotti on-line (libri, cd, downloads). Il resto della popolazione si divide con un altro 30% che utilizza la tecnologia più sporadicamente (e come gadget piuttosto che come opportunità)ed un restante 40% che è ancora più o meno all’oscuro di cosa sia internet e men che meno il web 2.0.

Nella stessa indagine, viene dichiarato che i fruitori di free downloads musicali si attestano all’8% della popolazione.

E ancora, 10 milioni di persone non hanno accesso ancora alla banda larga, per motivi tecnici.

La tecnologia wi-max permette di avere connessioni ad internet fino alla distanza di 50 km alla velocità di 70 mbit.

L’italia è ancora in ritardo sulla liberalizzazione di questa tecnologia.

L’asta delle frequenze è avvenuta a metà luglio. Il servizio sarà operativo non prima di gennaio 2008 perchè deve essere creata la struttura di rete nelle regioni scelte dai vincitori.

Molti pensano che le licenze vengano acquistate da grandi gruppi che faranno di tutto per non sviluppare questa tecnologia in Italia che andrebbe a dare fastdio agli operatori UMTS che hanno pagato 4.000 miliardi di lire le licenze.

Wi-Max vuol dire essere sempre collegati ad internet ovunque, ed avere tutta una serie di servizi innovativi.

Avere internet ovunque permetterà di avere innumerevoli servizi , tra i quali

Chiamate telefoniche gratis
Telesorveglianza
Telemedicina
Pubblicità wireless
Giornali oled wireless
Tv mobile ip qualita mpg2
Radio mobile ip
Internet in barca fino a 50 km dalla costa
Antifurti wireless
e mille altre cose

Un mercato sottovalutato , che in soli 3 anni potrebbe valere 2 miliardi di euro solo in italia dove 10 milioni di persone non hanno la banda larga.

Lo sbarco europeo di iPhone

iPhone Uk Launch

iPhone (forte del suo primo milione di pezzi venduti in USA a soli 3 mesi dal suo lancio), sarà disponibile dal 9 Novembre in Uk tramite O2, come anticipato qualche giorno fa.

France Telecom per Francia e Tim per Italia sembrano i più probabili partners per i prossimi lanci (rispettivamente per Novembre 2007 e Marzo 2008).

T-Mobile (Gruppo Deutsche Telekom) partner in Germania e Telefonica in Spagna.

Al prezzo di 399€ (per lo meno inizialmente) iPhone sarà venduto (perlomeno in Germania) attraverso un contratto obbligatorio di 2 anni (sul modello americano con AT&T).

Confermato inoltre che almeno inizialmente la tecnologia utilizzata con i primi modelli sarà EDGE e non UMTS. Steve Jobs tuttavia ha confermato lo sviluppo di modelli UMTS-ready da lanciare in un successivo momento.

Il futuro

Wondering
Alucne persone spesso si chiedono e chiedono a noi se il futuro musicale sarà davvero così come è visto oggi (iPod, iPhone, iTunes, Nokia, telefonini, etc.)

I dubbi, le perplessità, le incertezze nascono spesso da una serie d’informazioni sbagliate che vengono raccontate sui giornali con frasi quali “gli analisti ritengono…”, “molti esperti indicano che…”, “i giovani scaricano gratis da Emule”, “la musica gratis si diffonde meglio”, “Microsoft crede che..”.

Senza voler insegnare nulla a nessuno, nè fare alcuna polemica, ci piace però ribadire un concetto piuttosto lapalissiano:

SE QUESTO TIPO DI OPPORTUNITA’ NON FOSSE ESISTITA, L’INTERA INDUSTRIA OGGI SAREBBE SCOMPARSA ASSIEME AI SUOI OPERATORI E CERTAMENTE ASSIEME A NUMEROSI ARTISTI.

Dalla nostra esperienza e attività quotidiana possiamo affermare che il mercato digitale è straordinariamente vivo e dinamico. Ogni giorno una nuova idea si affaccia sul mercato e può essere colta come ulteriore opportunità di vendita, promozione e diffusione di contenuti.

Lo streaming (gratuito per gli utenti, ma pagato agli artisti ed editori) è una di queste. Da un rapido calcolo, si potrebbe tranquillamente arrivare a concludere che da qui a 5 anni la diffusione di tale sistema potrebbe sostentare tranquillmente qualsiasi artista o progetto che abbia un’audience giornaliera di alcune migliaia di persone (il solo Myspace potrebbe bastare). Utilizzando un solo canale.

Gli artisti possono quindi davvero finalmente intravedere un lungo futuro da oggi in poi, se davvero incominciano a pensare alla loro musica da un punto di vista diverso, più improntato verso l’imprenditoria, verso il marketing e l’advertising di loro stessi.

Probabilmente questa è la più grande rivoluzione/evoluzione discografica in atto dai tempi del magnetofono e ora non c’è più chiacchera che tenga. Se vuoi essere indipendente e avere successo, preaparati a conoscere il soggetto da cima a fondo.

Attenzione quindi a cogliere le opportunità con intelligenza, velocità e coraggio. Il mondo digitale è ora pieno di possibilità.

Giovani con know-how tecnologico, con esperienze di marketing ed advertising sono preferibili a burocrati vecchi, avidi e ignoranti.

Legalizzare il filesharing

Da Punto-Informatico

Roma – In merito alla proposta di legalizzazione delle attività di file sharing approdata in Commissione alla Camera il Presidente di FIMI, Enzo Mazza, dichiara in una nota che “al di là della totale incompatibilità della proposta con i trattati internazionali sottoscritti dall’Italia che impediscono di approvare norme come questa, resta il fatto che oggi c’é un’area della sinistra radicale anti imprenditoriale che vorrebbe legalizzare l’esproprio dei diritti”.

“Il Governo italiano, anche di recente – continua Mazza – con le dichiarazioni di Prodi, Rutelli e Gentiloni, e con la firma del memorandum con il WIPO sulla lotta alla pirateria, ha chiarito la propria posizione e dunque sarà interessante vedere come queste iniziative estemporanee e frutto di pregiudizi ideologici verso imprese e settori che producono risorse e danno lavoro a migliaia di lavoratori, possano trovare spazio nella maggioranza, portando l’Italia fuori dall’alveo dei Paesi industrializzati proprio adesso che il mercato internet del download legale sta crescendo con numeri consistenti anche nel nostro Paese”.

Come si ricorderà la proposta, avanzata da alcuni parlamentari della Rosa nel Pugno, era stata presentata lo scorso primo agosto e nei giorni scorsi è stata formalmente assegnata alla commissione Cultura di Montecitorio.

È interessante notare che alcuni legislatori (e alcuni giornalisti che sul file sharing hanno da sempre posizioni ambigue, se non addirittura di difesa) preferiscono legalizzare attività illecite, piuttosto che proporre, inventare o investire su nuove forme di sviluppo musicale (si pensi alle soluzioni di streaming gratuito per gli utenti, come Rhapsody, ma che generano utili così da pagare artisti, etichette ed editori). Abolire la proprietà privata d’altra parte è da sempre nella testa dell’attuale presidente in carica della camera. Speriamo che qualcuno voglia entrare in casa sua e mettere le mani nel suo frigorifero un giorno o l’altro.

France

Da sempre un ottimo territorio per le vendite musicali, la Francia ha iniziato a dare segni di cedimento rilevanti per quanto riguarda le vendite di supporti fisici. I risultati parlano piuttosto chiaro con un -8% dall’inizio dell’anno (stesso risultato anche per i master ringtones), mentre le vendite di downloads segnano un +23% riferito allo stesso periodo dell’anno. (fonte: Snep)

Dalla Reuters

Apple,iPhone supera concorrenza smartphone Usa in luglio

martedì, 4 settembre 2007 5.10 147

 
 

FRANCOFORTE (Reuters) – L’iPhone di Apple ha battuto la concorrenza degli smartphone sul mercato statunitense in luglio, primo mese in cui è stato in vendita per tutto il periodo di monitoraggio, raggiungendo una quota di mercato pari all’1,8% di tutti i cellulari venduti.

I dati contenuti in uno studio di iSuppli spingono l’istituto di ricerca a ribadire la previsione di 4,5 milioni di iPhone venduti quest’anno, una cifra che dovrebbe salire a oltre 30 milioni nel 2011.

I due modelli del telefonino Apple presenti sul mercato hanno venduto più della serie Blackberry di Research in Motion, dell’intera offerta Palm e di ogni modello di smartphone prodotto da Motorola, Nokia o Samsung.

Secondo iSuppli le vendite sono state pari al telefono più popolare attualmente sul mercato Usa, il Chocolate di Lg Electronics.

L’istituto di ricerca classifica l’iPhone come un prodotto a cavallo tra due categorie, in grado di competere sia con gli smartphone (con funzioni simili a quelle di un computer, tra cui l’email), sia tra i “feature phones”, accessoriati con una videocamera o un lettore musicale.

I dati di iSuppli sono stati raccolti attraverso un sondaggio mensile online condotto presso 2 milioni di consumatori negli Stati Uniti.

Landline Ringtones – Dropcharge

Telephone SignUn progetto su cui Wondermark sta già lavorando da mesi, in collaborazione con diversi operatori di telefonia, sia in Italia che all’estero, è quello del cosìdetto “dropcharge”: ossia la possibilità di accedere ed usufruire di contenuti (nel nostro caso: musica, video ed extra-contenuti) attraverso l’addebito diretto su bolletta telefonica o carta ricaricabile per mobile.

Territori come l’Asia, la Francia e l’Inghilterra sfruttano già da tempo questo sistema ed i dati statistici continuano a confermare trend in crescita.

Va oltresì considerato che il dropcharge è di fatto una barriera in meno per il target di utenti strategico che va dai 12 ai 24 anni (e non solo loro): nessuna carta di credito richiesta, nessun conto PayPal, nessun conto corrente in banca. Un semplice click ed il contenuto viene scaricato ed addebitato in bolletta.

Rupert & Co.

 MySpace LogoPochi giorni fa MySpace ha superato la quota di 200 milioni di utenti registrati. Una cifra (e un database d’informazioni sensibili) davvero enorme. Un circuito nato principalmente per promuovere musica (se si considera il progetto originale, MySpace doveva essere principalmente una comunity di musica) oggi diventato qualcosa di più che solo un portale musicale e diventato anche la meta di gran parte della popolazione occidentale, che si connette almeno 2 volte al giorno. Un affare acquistarlo per 580 milioni di dollari, qualche tempo fa: pare oggi valga qualcosa come 15 miliardi (di dollari).

In America e in Uk un’artista che ha più di 100.000 “friends” viene considerato “hot” dagli A&Rs locali. Si firmano contratti importanti per questo.Diverse persone stanno acquistando brani da artisti che probabilmente non avrebbero mai visto da nessun’altra parte, se non su MySpace.

E sempre più iniziative musicali crescono, dal live all’etichetta MySpace Records: si potrebbe azzardare e dire che iTunes e MySpace hanno certamente salvato le chiappe di tanti A&Rs ed Executives che altrimenti si sarebbero trovati a spazzare le strade di notte. (La lista degli A&Rs che spazzano le strade, oggi è comunque lunga.)

Il fatto che poi qualcuno raccolga dati sensibili per propinarci la sua linea editoriale (quella di Fox nella fattispecie) è “la quota d’iscrizione” da pagare. D’altraparte se si vuole ricevere i premi della Fidaty dell’Esselunga, bisogna essere disposti a fornire i dati su cosa ci piace e cosa no: perchè mai non dovrebbe farlo il vecchio Rupert?

We7

We7 Logo

Alcuni canali specializzati hanno recentemente dedicato qualche riga su questo servizio e anche noi non vogliamo dilungarci più di tanto sull’argomento ed invitiamo a scoprirne i dettagli sul sito ufficiale.

Il concetto è di quelli semplici: un pò di pubblicità prima di usufruire del prodotto finale, in maniera gratuita. La pubblicità paga per i produttori di contenuti e l’utente ne usufruisce gratuitamente. E il prodotto viene scelto da un catalogo in via d’espansione e ricco di artisti d’eccellenza, come quelli del gruppo V2 Records o di artisti come Dave Matthews band o quelli del catalogo Wondermark.

Tra gli investitori del progetto figura Peter Gabriel che, oltre ad essere famoso per il suo percorso musicale, lungo gli ultimi 5 anni ha saputo dimostrare il suo talento proprio nell’ambito del business digitale, fondando il gruppo che oggi prende il nome di Nokia/OD2 (e che pochi giorni fa si è nuovamente evoluto). Tutta una serie di fattori fanno pensare che probabilmente anche questo progetto farà quantomeno parlare di sè. Venerdì scorso, ad esempio, We7 è stato nominato nella categoria “Best Digital Service” ai BT Digital Music Awards che si terranno in Uk il prossimo 2 Ottobre. Considerando che il progetto è nato da pochi mesi, questo pare un buon inzio. Stay tuned 4 more!

Apple iTunes e i mobile ringtones

Leggendo questo articolo del NewYork Post, segnalato e ripreso da Macitynet, “Steve Jobs is getting into the ringtones business“, “Steve Jobs si lancia nel business delle suonerie”. Secondo l’ultimo report IFPI, gli Stati Uniti hanno visto incrementare di oltre il +450% questo particolare settore musicale solo nel 2006 e se l’indiscrezione fosse vera, Apple avrebbe certamente uno strumento di marketing in più per il suo iPhone. Il prossimo 5 Settembre Steve Jobs terrà un evento “Press-Only” per il lancio di novità. Vedremo presto cosa questo “buzz” ha a che vedere con la realtà.