Vecchio che va, nuovo che arriva…

Dopo la notizia di oggi, che in qualche modo rivoluziona il parco dei canali digitali mondiali, segnaliamo qualcosa che nato da poco ha già riscosso una notorietà sia per il concetto che per l’originalità dell’idea.

Sotto lo slogan “Help yourself to a piece of the industrySlice the Pie si (letteralmente “Dividi la torta”) vuole imporsi come risorsa (in tutti i sensi) per bands, artisti emergenti e non.

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SonyConnect – Aggiornamento

Sony Connect Logo Voci non cofermate negli scorsi mesi davano per imminente la chiusura del canale digitale di Sony – Sony Connect Music Store. Tra i tanti motivi certamente la scelta di vendere i brani con protocollo chiuso (Atrac) proprietario di Sony, con conseguente utilizzo della musica solo attraverso lettori Mp3 compatibili con Atrac ed eslusione ai formati di massa come Mp3, AAC o WMA.

Ora la chiusura è ufficiale, poichè come da comunicato da parte di Sony, si specifica:

“Sony will be phasing out the Connect music services based on Sony’s Atrac audio format in North America and Europe,” “(…) Specific timing will vary by region depending on market demand, but will not be before March, 2008.”

“Sony rimuoverà gradualmente i servizi musicali di Connect, basati su formato audio ATRAC in Nord America ed Europa”.”(…) I tempi di rimozione varieranno da regione a regione, in base alla domanda di mercato, ma non prima di Marzo 2008″.

Possibile che grandi colossi come Sony, Nokia, Microsoft continuino ad ignorare il fatto che di fronte ad un formato standard oramai riconosciuto (Mp4 + iPod) la formula “uniti contro Apple” alla lunga porta al suicidio? Ignorare l’iPod come player universale e spingere su formati “proprietari” (vedi Microsoft “Playforsure” con il suo “Zune” o il “nuovo WMA” di Nokia o lo stesso “ATRAC” di Sony) è ora qualcosa di quantomeno rischioso. La storia doveva insegnare che il VHS ha vinto sul Betamax. Che lo Stereo8 ha perso contro la musicassetta. Che il DVD ha prevalso sul Laser-Disc. Perchè sono state le persone a deciderlo, non le compagnie.

YouTube e i Performing Rights inglesi

MCPS-PRS AllianceNel susseguirsi di cause legali per violazione di copyrights, YouTube ha siglato un accordo con la maggiore organizzazione Inglese di tutela di diritto d’autore, che raccoglie qualcosa come 50.000 tra compositori, autori ed editori: la MCPS-PRS Alliance.

Sebbene non vi siano molti dettagli, tale accordo prevede la remunerazione per i passaggi video sul canale di Google dei contenuti degli artisti facenti parte di MCPS-PRS. Si parla di 10 milioni di canzoni ed opere in genere, sebbene saranno monitorati i contenuti considerati di maggior rilievo e fatturato.

Questo tipo di accordo segue tutta una serie di altri contratti che l’azienda di Google sta siglando in tutto il mondo per porre fine alla serie di controversie legali e mettersi in regola con lo sfruttamento delle opere tutelate da diritto d’autore.

A questo punto rimane una domanda: l’Italia dov’è?