La rete ha cambiato il nostro modo di pensare?
Pubblicato: gennaio 19, 2011 Filed under: 2011 | Tags: come internet pensa, edge, how internet thinks, internet Lascia un commento »Ogni anno Edge, una rivista online statunitense che si occupa di scienza e tecnologia, propone un argomento di discussione. Alla domanda dello scorso anno – “L’uso della rete ha cambiato il nostro modo di pensare?” – hanno risposto 167 tra scrittori, scienziati, filosofi ed artisti. Tutti i contributi sono online a questo link.
Lo scrittore Richard Foreman ad esempio si fà domande riguardanti il cambiamento avvenuto tra un sistema complesso d’informazioni ed un nuovo sistema sovraccarico d’informazione d’ogni tipo e della relativa tecnologia che porta al “tutto e subito”. Ci si domanda se stiamo diventando persone a mò di pancake (ovvero stratificate e tirate per lungo e largo) nel momento in cui ci connettiamo con un vasto universo collegato d’informazioni accedibile mediante la pressione di un tasto.
L’analista di tecnologie Nicholas Carr ha scritto molti pezzi su riviste e giornali molto note chiedendosi “Google ci stà rendendo stupidi“, ovvero: l’uso del web rende impossibile per noi leggere ed approfondire lunghi articoli o libri scritti?
Il guru dei Social Software Clay Shirky nota che la gente stà leggendo a livelli più che mai alti nella storia, ma il ritorno da questa lettura non ha portato al ritorno d’icone culturali che abbiamo a lungo cercato in questi anni. “Cosa c’è di così grande nella guerra e nella pace?” si chiede. Avendo perso la sua attuale centralità tempo fà, il mondo della letteratura stà ora perdendo il suo potere ed influenza sulla cultura. L’enormità della fuga dalla cultura basata sulla letteratura stà ora diventando più chiara a tutti?
Lo storico e scienziato George Dyson si chiede “Cosa succederebbe se il costo di macchine che pensano risultasse in persone che non lo fanno?“. Si chiede: “I libri finiranno per diventare ciò che erano all’origine? Chiusi in monasteri e letti solamente da pochi prescelti?“
Il pionere del Web 2.0, Tim O’Reilly, valuta se le stesse idee non siano il software sociale più evoluto a disposizione. Le idee possono evolversi mediante la conversazione che abbiamo con gli altri, gli artefatti che creaiamo e le storie che utilizziamo per spiegarle?
Frank Schirrmacher, editor per Feuilleton e co-editore del Frankfurter Allgemeine Zeitung, ha preso in considerazione il fatto che noi siamo apparentemente in una situazione attuale dove la tecnologia moderna stà cambiando il modo in cui le persone si comportano. Le persone parlano, reagiscono, pensano e ricordano. Si chiede “Stiamo portando le persone ad una nuova specie evolutiva? Gli Informavores?“.
W.Daniel Hillis và un passo oltre chiedendosi se Internet alla lunga non arriverà ad una più ricca infrastruttura dove le idee possano potenzialmente evolversi al di fuori della mente umana. In altre parole, possiamo cambiare il modo in cui Internet pensa?
I dati Audiweb
Pubblicato: novembre 5, 2010 Filed under: 2010 | Tags: audiweb, diffusione, internet, italia, statistiche Lascia un commento »
Audiweb pubblica Audiweb Trends, il report della Ricerca di Base sulla diffusione dell’online in Italia realizzato sulla base di 10.000 interviste su un campione rappresentativo della popolazione italiana tra gli 11 e i 74 anni, e rende disponibile Audiweb Database con i dati di audience online del mese di settembre 2010. Nell’ultimo anno la diffusione di internet tra le famiglie italiane ha registrato una crescita del 14,3%, raggiungendo 12 milioni di famiglie, ovvero, oltre la metà (57,5/%) di quelle con almeno un componente fino a 74 anni, collegate a internet da casa attraverso uno dei device considerati (computer di proprietà, computer aziendali, televisori). Il 67,8% delle famiglie collegate a internet (8,4 milioni) dichiara di disporre principalmente di un collegamento veloce via ADSL o fibra ottica – con un abbonamento flat nel 92,6% dei casi – o di una chiavetta internet nel 22,2% dei casi (2,7 milioni). Sono 32,9 milioni gli Italiani che dichiarano di avere un accesso a internet da qualsiasi luogo, ovvero, il 68,6% della popolazione tra gli 11 e i 74 anni. Questo dato registra un incremento dell’8,7% rispetto al mese di settembre 2009. Prevale il collegamento da casa tramite computer, con 30,5 milioni di persone pari al 63,6% della popolazione nella fascia considerata dalla ricerca, mentre risulta meno diffuso l’accesso da luogo di lavoro/ufficio (39,1% degli individui occupati), di studio (6,2%) o da altri luoghi (3,8%) quali, ad esempio, internet point o biblioteche. Si afferma sempre di più l’accesso in mobilità; cresce, infatti, del 26,1% rispetto a settembre 2009 l’accesso a internet tramite cellulare, disponibile per 5,3 milioni di italiani. Sono connessi a internet il 70,5% degli uomini e il 66,7% delle donne; in particolare i giovani tra gli 11 e i 17 anni (85,3% degli individui in questa fascia d’età) e i 18-34 anni (83,4%) e nella fascia più matura tra i 35 e i 54 anni (76,1%), di tutte le aree geografiche d’Italia con livelli di concentrazione simili nel Nord e nel Centro (circa 72%) – a eccezione dell’area Sud e Isole che presenta una percentuale più contenuta (61,8%). Il profilo professionale di chi dichiara di avere un accesso a internet, risulta abbastanza alto. Si registra, infatti, un’elevata diffusione tra imprenditori e liberi professionisti (97,1%), tra gli impiegati e gli insegnanti (94,1%), tra i dirigenti, quadri e docenti universitari (93,8%), tra i laureati (94,7%) e tra gli studenti universitari (98,3%). Tra i navigatori attraverso il cellulare le attività principali online sono la semplice navigazione (50,4% dei casi), la consultazione dei motori di ricerca (26,3%), l’accesso ai social network (24,5%), inviare o ricevere e-mail (24%) e la consultazione di itinerari/mappe (20,7%).





In un recente articolo di Business Insider, si fà riferimento a delle statistiche impressionanti che riguardano l’avanzata tecnlogica dell’India.