Nokia Music India

Settembre 17, 2009

Nokia Music Store sbarca in India, (l’annuncio è stato dato dalla stessa Nokia alla recente Music Connects Conference, lo scorso 26 Agosto). Nokia ha inoltre siglato diverse partnership con le principali major ed etichette indipendenti locali, tra cui Tseries, Yashraj Music, Saregama, Big Music e Venus, oltre che un accordo con la Indian Music Industry, l’associazione che riunisce i produttori discografici indiani. Nokia ha inoltre annunciato che il suo servizio “Comes with music” sbarcherà in India a fine anno. L’estensione di Nokia Music Store raggiunge quindi un totale di 21 paesi, tra cui appunto India, Singapore, Arabi Emirati e Polonia, paesi attualmente non ancora coperti dal servizio musicale leader, iTunes Music Store.


L’effetto Spotify

Giugno 9, 2009

Ted Cohen (ex dirigente Emi Music) in un articolo pubblicato questa mattina sul suo blog analizza il fenomeno Spotify. Sembra essere il “new cool” del momento, ciò che viene discusso ad ogni fiera musicale e/o del business dell’intrattenimento digitale. Ted scrive che vi sono 2 categorie di persone che si dividono tra coloro che sono entusiasti e coloro che hanno solo sentito “fumo” e poco “arrosto” (ricordate il progetto QTrax?) dato che Spotify al momento viene offerto solo a Beta-Testers e principalmente solo nel Regno Unito. Tuttavia, alcuni video dell’applicativo Spotify sviluppato per Android stanno sicuramente interessando molti curiosi e non solo quelli.

Il concetto di un Jukebox paradisiaco è stato ripetutamente discusso, proposto e riproposto in mille forme (l’evoluzione di Rhapsody e Napster ne sono due prove concrete). Spotify apparentemente non è solo un’implementazione di un sogno. Sembrano esserci oggettivamente alcuni vantaggi ad abbonarsi a servizi “flat”, rispetto ai servizi “à-la-carte” quali quello di iTunes Store:

  • Accesso illimitato ai brani
  • Nessuna barriera da “0.99 €” per scoprire nuova musica
  • Maggiori vantaggi per il fruitore di contenuti
In aggiunta a questo, i servizi in abbonamento proposti da Spotify sembrano proporre all’intera industria discografica, etichette, editori, artisti, autori e compositori, un ricorrente introito proveniente dagli stream (gli ascolti) dai propri fans in modo più “sociale”. L’esperienza di “revenue” data dall’introito pubblicitario non propone nulla di nuovo se si pensa all’esperienza di We7, o a YouTube: entrambi ben sotto le aspettative iniziali.

Quali sono quindi le differenze di Spotify, in base alle prove sin qui fatte?

  • Il modello “free” differisce dai servizi di Napster e Rhapsody (attualmente entrambi a pagamento mensile).
  • Molto semplice da utilizzare – Nessun bisogno di ricorrere a “Domande Frequenti” per navigarci
  • Riproduce molto velocemente la musica richiesta. I server rispondono egregiamente.
  • La  libreria musica è estremamente completa

Con l’arrivo di Spotify (imminente anche per il catalogo Wondermark) l’industria musicale comincia a vedere l’inevitabile scenario: il consumatore che vuole musica, la vuole in quantità e la vuole completamente gratis e in qualsiasi momento, anche in mobilità. Allo stesso tempo gli artisti vogliono un equo compenso e possibilità di visibilità sempre più “sociali” e “virali”.

Spotify riuscirà nell’impresa di rivoluzionare il campo e scalfire il dominio di iTunes?

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Aggiornamento Mercato Digitale

Aprile 24, 2009

Nel 2008 il mercato musicale europeo ha subìto un decremento complessivo in termine di valore del 6,3% (7,31 miliardi di dollari) rispetto all’ultimo anno; le vendite fisiche sono calate dell’11,3% (5,81 miliardi), mentre il digitale è volato a + 36,1% (750,8 milioni di dollari). Questi sono parte dei dati forniti da IFPI nel suo rapporto annuale. Il decremento mondiale è stato stimato nell’ordine dell’8,3% (18,4 milioni di dollari), con il fisico che è calato a 13,83 miliardi (-15,4%). Negli Stati Uniti si è calcolata una diminuzione complessiva del 18,6% (4,98 miliardi di dollari). Il settore del fisico è diminuito del 31,2% (3,14 miliardi), mentre il digitale è cresciuto del 16,5%, raggiungendo un fatturato di 1,78 miliardi di dollari. Solo il mercato asiatico può vantare il segno positivo (+1%), con l’incremento del 26% del digitale (1,06 miliardi) e una perdita del 4,9% (3,6 miliardi) per quanto riguarda il fisico. In America Latina si è registrata una perdita complessiva solo del 4,7% (518,6 milioni di dollari) con il 10,3% di decremento del fisico (430,3 milioni) e l’aumento del settore digitale del 46,6% (62,6 milioni di dollari). IFPI ha riportato inoltre il dato scorporato degli introiti delle case discografiche provenienti dai diritti amministrati dalle società di collecting, che a livello mondiale ha registrato un + 16,2% (802 milioni di dollari), negli Stati Uniti c’è stato un aumento del 133% (54,4 milioni di dollari), e in Europa si sono raggiunti i 576,1 milioni di dollari (+11,3%).


Economia mondiale e industria dell’entertainment

Aprile 16, 2009

In base ad un nuovo sondaggio condotto da NPD il 75% dei consumatori intervistati dichiarano che spenderanno lo stesso ammontare (o aumenteranno la spesa) nei confronti del download digitale. Il 65% spenderà lo stesso o superiore quantità di denaro nell’acquisto di videogames ed il 60% spenderà lo stesso o aumenterà la sua spesa nei confronti dell’acquisto di CD fisici.

“Anche in tempi di tempesta economica, l’industria dell’intrattenimento rimane una categoria di spesa popolare”, ha dichiarato Russ Crupnick, analista di NPD. La musica rimane al terzo posto dopo l’acquisto di video/dvds e videogames. Lo studio riporta che il 51% degli intervistati ha acquistato almeno un DVD o Blue-Ray Disc nello scorso trimestre. L’acquisto di una console o videogame portatile si attesta al secondo posto con il 36% degli intervistati e l’acquisto del CD è al terzo posto con il 31%.


Uno storico sorpasso

Novembre 26, 2008

Warner Music Group oggi ha annunciato che il fatturato digitale della sua storica sub-label “Atlantic” ha sorpassato quello fisico, facendo registrare un 51% di revenues digitali contro il 49% di vendite su supporti fisici. È un sorpasso storico, dato che fin’ora nessuna major aveva ancora registrato un fatturato digitale superiore alle vendite fisiche. Molto rimane da fare per ampliare l’offerta digitale ed espandere un mercato ancora agli albori: tuttavia questi segnali la dicono lunga su quale sia davvero la strada del futuro per quanto riguarda le vendite di singoli ed albums.


Statistiche d’accesso su iTunes

Novembre 7, 2008

iTunes stà conquistando a piccoli passi l’intera audience Giapponese. A conferma di questo c’è il recente rapporto di Comscore che ieri ha confermato che il 40% della popolazione giapponese online ha visitato “un sito d’intrattenimento musicale” (dati relativi ad Agosto). Di questi utenti quasi il 25% ha utilizzato iTunes facendo registrare così la più alta percentuale di utilizzatori del popolare Music Store, superando paesi come l’America, l’Inghilterra, la Francia e la Germania.

Yahoo Music ha avuto il primato di “Negozio più poplare” nel paese, seguito da Sony Connect e SonyBMG Entertainment. Nella lista vi sono poi Goo Music, AOL Music e Neowing.co.jp

Tuttavia i dati rappresentati dagli accessi su iTunes non sono stati deludenti: Comscore ha dichiarato che ci sono stati 13.6 milioni di utenti in Giappone lo scorso Agosto, portando così la penetrazione di iTunes a più del doppio rispetto alla media mondiale (che si attesta all’11.2%). L’America è terza nella classifica dopo Giappone e Uk con una penetrazione del 19.6%.


Crescita per Amazon e Rhapsody

Ottobre 15, 2008

(da Rockol)

Anche se iTunes è tuttora senza rivali nel mercato della musica digitale (legale), i consumatori americani cominciano a familiarizzare con altri marchi e altre piattaforme. Stando a una recente ricerca dell’istituto Ipsos, la preferenza accordata al negozio on-line della Apple è ancora in aumento, 57 % (e + 7 % rispetto all’anno scorso) tra coloro che conoscono più di un negozio legale di download. Ma ora il 9 % degli utenti Internet statunitensi dichiara di preferire Amazon MP3, attivo da un solo anno, mentre il 7 % predilige Rhapsody (fermo al 4 % un anno fa). In declino risulta invece il gradimento di Napster, di Yahoo! e di MySpace, almeno prima del lancio del nuovo servizio musicale.


Nokia Comes With Music

Ottobre 2, 2008

Nel giorno del lancio di un vero concorrente di iPhone (il modello 5800 Xpress Music di Nokia), Nokia annuncia un piano rivoluzionario per tutti i fruitori di musica digitale (e in special modo tutti coloro non propensi ad un acquisto legale di musica): il progetto Nokia Comes With Music prevede una maggiorazione sul prezzo del telefonino (la maggiorazione sarà destinata agli artisti, alle etichette e agli editori) e dà accesso ad un immenso catalogo musicale (tutte le majors, tutte le principali indipendenti e naturalmente quello di Wondermark) a disposizione gratuitamente per 12 mesi, oltre i quali la musica rimarrà comunque di proprietà del fruitore. Un progetto davvero coraggioso ed importante.


Best Buy acquisisce Napster

Settembre 16, 2008
Best Buy Logo

Best Buy è tra le prime catene di distribuzione in America e Canada.

Best Buy è emersa nella giornata di ieri per l’acquisizione di Napster per una somma totale di 54$ milioni di dollari. Napster diventerà quindi una sussidiaria della grande catena di distribuzione americana di Minneapolis. I contratti agli executive di Napster (Chris Gorog, Brad Duea e Christopher Allen) sono stati confermati sino al 2012 e nessun cambiamento delle sedi attualmente situate a Los Angeles.


Destra Music

Settembre 12, 2008

Quest’oggi in un’email pervenutaci, Destra Music (uno dei principali distributori di contenuti musicali online in Australia) ha annunciato che a partire dal prossimo 31 Ottobre chiuderà tutti i suoi music stores, tra i quali JB Hi-Fi, Harvey Norman (Channel Go), ABC e Chaos Digital. Nessun contenuto musicale sarà più accettato da quest’oggi dallo staff tecnico di Destra.

La chiusura di Destra Music segue a ruota quella di Yahoo Music Store che avverrà il prossimo 30 Settembre.


Riflessioni di Panos Panay (Sonicbids)

Settembre 10, 2008

(articolo da Rockol)

Chi ha ancora bisogno delle case discografiche? In un editoriale pubblicato dal sito HitsDailyDouble.com, il fondatore di Sonic Bids (www.sonicbids.com) Panos Panay suggerisce agli artisti emergenti di cercare piuttosto contratti con i nuovi “mecenati della musica”, aziende e marchi commerciali interessati a investire nei talenti artistici. “Al posto delle case discografiche”, scrive Panay, “nel ruolo di finanziatori come in quello di custodi del gusto popolare, oggi ci sono i grossi brand e quelli di nicchia, accortisi che la musica li aiuta a vendere qualunque tipo di prodotto, si tratti di caffè, elettronica di consumo, bevande gassate, vestiti, videogiochi, borse, servizi finanziari, assicurazioni ecc. Si stima che solo quest’anno, negli Stati Uniti, la spesa di aziende di marchio in sponsorizzazioni di festival musicali, tour e altre campagne promozionali ecceda i 2 miliardi di dollari”. “Ancora più promettente per gli artisti indipendenti”, aggiunge, “è il fatto che gli ultimi anni hanno visto un costante spostamento del denaro degli sponsor verso nomi ‘di nicchia’ che non hanno ancora il profilo pubblico consolidato di gente come 50 Cent o Celine Dion. Perché? Perché sempre di più le aziende si rendono conto di come i giovani consumatori che tanto gli stanno a cuore richiedano autenticità ai marchi che sostengono, un tratto più spesso associato con gli artisti indipendenti e non legati alle major”.
Citando Coca-Cola, Burger King, Converse, Jeep, Fisher-Price, Zippo e Jagermeister tra le aziende che investono su Sonicbids (un sito nato nel 2001 per mettere in contatto gruppi musicali e promoter di concerti e che oggi conta nel mondo 160 mila iscritti tra i primi e 14 mila tra i secondi) Panay arriva alle sue conclusioni: “Perché andare alla ricerca di un contratto discografico quando esistono marchi disposti a investire così tanto senza neppure pretendere una fetta dei vostri futuri guadagni e diritti sul vostro primo progetto musicale? Il mio consiglio? Se la Sony Records bussa alla vostra porta, chiedetegli piuttosto di poter parlare con quelli della Sony PlayStation. Vi porterà molto più lontano e con meno compromessi”.


Statistiche di iTunes Music Store

Settembre 10, 2008

A seguito dell’evento di ieri tenutosi a San Francisco, Steve Jobs ha diffuso diverse statistiche riguardanti iTunes Music Store.

65 milioni di utenti hanno un’account attivo: ciò rende di fatto iTunes Music Store il più grande distributore di musica, scavalcando distributori fisici tradizionali quali Wal-Mart e Best Buy.

iTunes ora conta oltre 8 milioni e mezzo di brani, 125.000 podcasts, 30.000 episodi televisivi e 2.600 films.

AppStore conta ora oltre 100 milioni di applicazioni scaricate, in un catalogo di 3.000 tra giochi e applicativi per iPhone e iPod Touch. Il 90% degli applicativi è al di sotto dei 10$, mentre oltre 600 sono gratuiti.

L’iPod ha inoltre registrato un 73.4 di quota di mercato nel mercato americano (dati di Luglio 2008), contro l’8.6% di SanDisk, il 2.6% di Microsoft e un 15.4% di altri produttori vari.

Oltre 160 milioni sono gli iPod venduti sino ad oggi.


Yahoo! Music si ferma qui

Luglio 26, 2008

Yahoo ha fatto il possibile per raggiungere il rivale iTunes Music Store, ma dopo 3 anni di risultati insoddisfacenti, la “grande Y” decide di cessare i suoi servizi musicali (e il network relativo) lasciando gli abbonati con librerie musicali protette da DRM che non potranno essere trasferite su nuovi computer.

Dopo aver tentato in qualsiasi modo di attirare consumatori, dalle offerte sui prezzi o dalle formule “all-you-can-eat”, Yahoo ha avvertito che chiuderà il suo music store online permanentemente dal 30 Settembre prossimo.

Sebbene tale notizia sia cattiva per i clienti sporadici che acquistavano contenuti tramite questo canale, la notizia può essere peggiore se consideriamo quei clienti che usufruivano del servizio “Permanent download” in abbinamento al servizio in abbonamento. Yahoo spegnerà a Settembre i server che si occupano delle licenze DRM e che “proteggono” i brani, sbarrando così la strada ad eventuali trasferimenti e/o backups.

Sebbene qualsiasi file musicale acquistato continuerà a poter essere riprodotto anche dopo la cessazione del servizio di Yahoo, lo spegnimento dei server che si occupano delle licenze DRM crea di fatto una scadenza oraria per i clienti: re-installare il sistema operativo su un computer con brani acquistati o intraprendere qualsiasi operazione sul proprio computer che modifichi o cancelli le licenze musicali renderà di fatto i brani non più utilizzabili, a prescindere da quante copie di backup erano state fatte.

Yahoo è ben cosciente del problema e sta spingendo gli utenti a masterizzare i propri contenuti su CD Audio, rimuovendo così le restrizioni prima che sia troppo tardi.

“Raccomandiamo caldamente di effettuare backup di brani acquistati su Audio CD prima della chiusura del negozio”, dice Yahoo. “Effettuare backup della vostra musica su Audio CD permetterà di copiare musica nuovamente sul proprio computer, se la licenza originale del brano non può essere recuperata”.

L’esperienza sottolinea il rischio potenziale che risiede dietro al DRM, che di natura è totalmente dipendente dalla volontà di un’azienda di aprire o chiudere servizi online di autorizzazione.
Per i clienti di un altro servizio prossimo alla chiusura, MSN Music, l’esperienza è familiare: tanti clienti hanno rischiato di perdere le loro collezioni di brani regolarmente acquistati un mese prima di Yahoo, fino a che la pressione dei clienti stessi ha fatto sì che Microsoft fosse obbligata a mantenere attivi i server che si occupano delle licenze DRM, sino al 2011.

Apple dal canto suo ha pubblicato una lettera aperta, dichiarando quali siano i vantaggi dell’abbandono di lucchetti o protezione sui brani.

Ecco perchè anche il servizio di download musicale di Amazon (che ufficialmente si attesta al secondo posto dopo iTunes Music Store per volume d’affari) ha deciso sin dal suo lancio di abbandonare definitivamente la possibilità di vendere brani protetti da DRM.


Il mercato mobile

Luglio 24, 2008

(articolo da Rockol)

L’istituto di ricerche eMarketer rassicura chi, tra gli operatori del settore, temeva un raffreddamento dei rapporti tra musica e telefonia cellulare: stando alle sue proiezioni, nel 2012 la “mobile music” genererà nel mondo 13 miliardi di fatturato, contro i 2,4 miliardi attuali.
Suonerie e “risponderie” telefoniche, che pure hanno rallentato di molto la crescita avvicinandosi alla saturazione della domanda, assicureranno ancora la fetta maggiore degli introiti, 8 miliardi di dollari, mentre il download di brani originali frutterà ricavi per 5 miliardi di dollari. In forte sviluppo, nell’arco dei prossimi cinque anni, anche i servizi musicali gratuiti “coperti” dalle inserzioni pubblicitarie: oggi valgono 42 milioni di dollari, nel 2012 dovrebbero salire a un miliardo e mezzo.


Il futuro di Napster

Luglio 23, 2008

(articolo di Rockol)

Le sue azioni valgono poco, meno di 2 dollari, ma oggi Napster ha liquidità sufficiente, quasi 70 milioni di dollari, per attirare i finanzieri di Wall Street. Si dice, in particolare, che potrebbe essere acquistata da un suo attuale azionista, il fondo JDS Capital Management, che già possiede la piattaforma di musica digitale eMusic e controlla il distributore/aggregatore The Orchard. “L’attuale valutazione della società è assolutamente scadente”, ha spiegato a Bloomberg un dirigente di Munder Capital Management, altro azionista della Web company. “Lo scenario che garantirebbe il massimo valore per gli azionisti sarebbe la vendita a un compratore strategico”: come, appunto, JDS.
Creato nel giugno del 1999 da Shawn Fanning (allora studente alla Northeastern University di Boston) e chiuso nel luglio di due anni dopo per intervento delle case discografiche americane (vedi News), Napster venne successivamente venduto all’asta a una società, Roxio, che aveva ereditato dalle major Universal Music e Sony BMG la piattaforma di musica digitale pressplay (vedi News) e che successivamente cambiò il nome in Napster, Inc. Il suo modello di business basato sulla musica “a noleggio” e il suo parco abbonati (760 mila circa) non si sono dimostrati finora in grado di intaccare minimamente la supremazia di mercato di iTunes.


Plugged-In

Giugno 4, 2008

The Best Music Videos, On Demand.


qTrax (il ritorno)

Maggio 8, 2008

articolo da Macitynet.it

Forse ricorderete qualche mese fa l’annuncio in pompa magna di Qtrax, che millantò di essere sul punto di lanciare un servizio di download musicale gratuito in accordo con le major, per poi fare subito marcia indietro dopo la secca smentita di queste ultime.

Sembra che ora finalmente l’accordo ci sia, almeno con Universal Music Group, che ha ufficialmente riconosciuto di aver stretto un patto con Qtrax per la distribuzione online del suo catalogo musicale. Le modalità non sono ancora state dettagliate, ma Qtrax ha assicurato che tutti i brani che in futuro saranno scaricati “legalmente e gratuitamente”.

Gli artisti saranno poi compensati per l’utilizzo delle loro opere; la stessa Qtrax ha fatto sapere che sul portale si potranno acquistare prodotti relativi alla musica scaricabile, sebbene non siano stati diffusi ulteriori dettagli in proposito.

Il servizio Qtrax dovrebbe essere lanciato nel 2008, ma non si sa ancora quando; a questo punto non resta che attendere il lancio di questo importante servizio, che potrebbe rappresentare una svolta nel panorama musicale online. 


Napster & Tim

Gennaio 30, 2008

Napster, il popolare music store società un tempo sinonimo di P2P, ha stretto un accordo con Ericsson e TIM per poter portare in Italia il suo negozio online per cellulari, Napster Mobile.

Cogliendo fino in fondo le potenzialità del mercato nostrano, Napster ed Ericsson renderanno accessibile il servizio di acquisto musicale sulla rete di Telecom Italia Mobile. Saranno raggiungibili tutte le funzionalità di Napster Mobile: suonerie, artwork e sfondi, oltre al pezzo forte rappresentato da più di 5 milioni di brani.

Interessante funzionalità consiste nel dual-delivery: opzione che permette agli utenti di scaricare direttamente sul proprio cellulare il brano prescelto, potendo comunque ottenerne un’altra copia da conservare sul proprio computer.

Ericsson dovrà occuparsi di creare e gestire le infrastrutture necessarie e sarà responsabile della distribuzione del servizio sulla rete TIM: quest’ultima, dalle parole del Mobile VAS Marketing Manager Riccardo Jelmini, appare soddisfatta delle soluzioni offerte dalla società svedese, descritte come particolarmente semplici ed efficienti. “Siamo orgogliosi di essere i primi in Italia ad offrire il servizio Napster Mobile” prosegue Jelmini.

Brad Duea, presidente di Napster, considera come un “eccitante traguardo” l’aver raggiunto il mercato italiano, mentre Ericsson Italia sostiene che Napster Mobile servirà “agli operatori per lanciare nuovi servizi, più attraenti e più facilmente accessibili”.

(fonte: Macity Net -Riccardo Campaci)


Steve strikes again

Gennaio 17, 2008

Il lancio del nuovo MacBook Air (senza dubbio il motivo principale del Keynote di ieri), ha fatto passare quasi in sordina alcuni dati comunicati da Steve Jobs sull’andamento di iTunes Music Store e del nuovo iPhone.

Senza sorprese, lo store della mela si conferma certamente il leader nelle vendite di musica digitale (a Luglio 2007 un report IFPI ha certificato che detiene circa l’80% dell’intero mercato mondiale) e specialmente considerando che da quando esiste, esso ha totalizzato l’impressionante risultato di 4 miliardi di canzoni scaricate.

Lo scorso 25 Dicembre lo store ha segnato il record dei record segnando vendite per oltre 20 milioni di dollari, in un solo giorno.

A fronte di queste cifre da guiness, c’è da analizzare quello che sarà la strategia di Apple per il 2008. Più contenuti (si pensi al noleggio video, disponibile in Europa più tardi nel 2008), più mobilità (si pensi alle applicazioni annunciate sia per i nuovi iPod touch che per iPhone) e certamente confidiamo in una decisa presenza sul mercato in quel settore (il mobile) che ad oggi è inesistente in Italia per quanto riguarda Apple.

Vi sono numerose novità anche per quanto riguarda nuove alleanze che Wondermark stà attuando proprio in questi giorni e di cui daremo notizia prossimamente su queste pagine.


La fine (certificata) del CD singolo.

Gennaio 7, 2008

Broken Cd

In una nota pubblicata quest’oggi, FIMI ha deciso che non pubblicherà più classifiche basate sulle vendite dei CD singoli, ma solo quelle relative ai downloads digitali.

La nota ufficiale è disponibile a questo indirizzo: http://www.fimi.it/dettaglio_documento.asp?id=910&idtipo_documento=1