L’utente Twitter acquista più musica online rispetto alla media

Giugno 24, 2009

twitterUno studio recente di NPG Group ha rivelato che gli utenti attivi di Twitter acquistano (per il 77% del campione rilevato) più musica digitale a pagamento di qualsiasi altro utente medio. Oltre a questo, il 12% di coloro che hanno acquistato musica negli ultimi 3 mesi, hanno usato Twitter, contro l’8% della media generale dell’utenza media.

“Basandoci sulla cronolgia di acquisti musicali, gli utenti attivi di Twitter sono molto più di valore per artisti ed etichette musicali, di coloro che non usano Twitter regolarmente”, dichiara l’analista NPD Russ Crupnick.

Un terzo dell’utenza registrata a Twitter ha dichiarato di aver acquistato un CD nei precedenti 3 mesi e il 34% ha dichiarato di aver acquistato musica online (legalmente), contro il 23% e il 16% rispettivi dell’utenza non registrata.

Un altro terzo di utenti Twitter ha inoltre ascoltato (streams) musica attraverso siti di social networking, il 41% tramite radio online ed il 39% ha guardato un video musicale attraverso canali online. Più in generale gli utenti Twtitter dimostrano di visitare più del doppio di volte rispetto l’utenza non iscritta, siti di ascolto musicale quali MySpace o Pandora (in Usa).

“Twitter ha il potenziale di aiutare a incoraggiare la scoperta di nuova musica e migliorare il marketing mirato di msuica a gruppi di consumatori tecnicamente e tecnlogicamente più avanzati: tuttavia questo dev’essere fatto nella maniera corretta”, aggiunge Crupnick. “Dev’esserci un bilancio attento, costruito tra l’intrattenimento e la diretta comunicazione da una parte e il marketing dall’altra. Usato propriamente, Twitter ha il potere d’intrattenere e motivare fans di musica all’acquisto ulteriore di nuova musica, downloads, merchandise e biglietti di concerti”.

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MySpace vs Facebook – I dati Nielsen di Aprile 2009

Giugno 4, 2009

Gli executive della News Corp. (ossia chi detiene la proprietà di MySpace) spesso presentano MySpace e Facebook come entità in competizione in diversi mercati, con Facebook utilizzato come veicolo di comunicazione e MySpace come veicolo d’intrattenimento. Quale che sia il caso, può essere delineata una linea precisa sul maggiore tempo trascorso su Facebook e sul minore tempo trascorso su MySpace da parte dei naviganti.

Stando agli ultimi dati rilevati da Nielsen Online, i minuti totali spesi su Facebook lo scorso Aprile sono cresciuti del 699% rispetto all’anno scorso. A MySpace, nello stesso periodo, i minuti totali spesi dai navigatori sono diminuiti del 31% rispetto allo stesso periodo del 2008.

Tuttavia MySpace rimane senza dubbio una popolare attrazione, con gli utenti che hanno speso complessivamente 83 milioni di minuti sul sito, in Aprile. Tuttavia, tutti questi minuti sono solo una frazione del tempo complessivo speso dagli utenti su Facebook, che hanno registrato più del triplo dell’ammontare.

Nielsen Online ha inoltre registrato l’incredibile ascesa di Twitter: il tempo complessivo speso sul sito di micro-blogging è salito del 3.712%, con quasi 5 milioni di ore spese lo scorso anno. Queste figure includono solamente le visite a twitter.com, non il suo uso nelle numerose applicazioni di terze parti sviluppate per leggere e rispondere ai vari “Tweets”. Twitter ora sale alla posizione numero 4 dei siti di social network più visitati, stando alle cifre pubblicate da Nielsen.

L’analista Jon Gibs di Nielsen ha espresso in una dichiarazione che “la spirale inversa della fortuna di MySpace dimostra la volubilità dei consumatori online — una storia che è un’avvertimento per tutti i competitori.”

“Ricordate Friendster?” — prosegue Jon. “Ricordate quando MySpace era una forza imbattibile? Nè Facebook nè Twitter sono immuni. I consumatori hanno dimostrato che sono disposti a scegliere e cambiare senza tanti avvertimenti i propri luoghi d’interesse e piuttosto velocemente.”

I social networks, come gruppo d’insieme, sono stati al centro dell’interesse complessivo, stando a Nielsen. Il tempo totale trascorso nei siti sociali è aumentato dell’81% rispetto al 2008.

Detto questo, c’è ancora un’area dove MySpace continua a bastonare Facebook: i video riprodotti. In Aprile, MySpace ha servito il triplo di video streams, comparato allo stesso periodo su Facebook, raggiungendo in questo modo il primo posto come attività di Video Stream sociale su Internet.

Sul fronte del management, News Corp. ha riorganizzato recentemente il proprio organigramma. Jon Miller (ex capo di AOL) ora dirige i suoi sforzi assieme all’ex Facebook Owen Van Natta, ora divenuto CEO di MySpcae.

Senza dubbio la sfida continua!

(Da un articolo di Brand Week disponibile a questo indirizzo.)

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Online vs Offline

Marzo 30, 2009

L’industria della pubblicità offline continua a stentare, con il rapporto Nielsen dello scorso Febbraio che ne conferma il passivo. Fra i settori maggiormente colpiti spiccano il cinema (-16% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso) e i quotidiani (-10.7%). Limita i danni la televisione, comunque in trend negativo con il suo -1,2%. Non è un caso che i maggiori player tradizionali sperimentino nuove strategie pur di fronteggiare il calo di introiti seguito alla recessione. Se i mezzi tradizionali cercano di rimediare alle perdite sperimentando nuove forme pubblicitarie, il Marketing Online dimostra invece una forte stabilità, grazie a un’ormai affermata maturità di settore. Per il 2009, i dati della Commissione Europea (pubblicati in “Interim Forecast” del Gennaio scorso) prevedono per il mercato italiano una crescita del 30,4% rispetto al 2008. Un dato che si distanzia prepotentemente dalle previsioni di crescita che lo stesso istituto assegna ai media tradizionali, a cominciare dalla TV, ferma a una crescita stimata dello 0,3%.

A favore degli investimenti online gioca senza dubbio la vastità del mercato target, che permette grazie alla flessibilità di investimento di rivolgersi tanto ai grandi gruppi quanto alle piccole e medie imprese. Ampie fette di utenti si spostano allo stesso tempo dalla fruizione di media tradizionali alla navigazione su internet. E si tratta in ampia parte propio dei segmenti di audience più appetibili per i pubblicitari, vale a dire adolescenti, universitari e giovani professionisti.

Nell’attuale panorama economico più che mai, i benefici di fare pubblicità in rete si fanno evidenti. I consumatori sono orientati a effettuare numerose ricerche via internet a caccia del prodotto più conveniente. Allo stesso modo i pubblicitari si rivolgono al digital advertising per raggiungere con precisione il pubblico più qualificato e misurarne con efficacia il comportamento di acquisto. Il modello di pricing del Marketing Online rimane così il primo punto di forza che ne guida la crescita, con l’inserzionista in grado di calcolare il ritorno dell’investimento per ciascuna campagna, per ciascun clic, addirittura per ciascuna parola chiave. E di agire di conseguenza. Si moltiplicano intanto i formati pubblicitari, i modelli di targettizzazione, aumentano gli stessi business online. Un fenomeno che si riflette nell’aumentata competizione da parte dei video online verso la televisione, e il rapido avanzare di nuovi formati multimediali grazie ai rich media.


Un’indagine sul consumo di musica in Italia

Marzo 18, 2009

(da Macitynet) iTunes domina in Italia: il 30% di chi compra musica su Internet pensa come primo negozio on line proprio a quello di Apple. La statistica, che premia la strategia di Cupertino, emerge da una ricerca svolta da Strategy Analitytics che ha scandagliato il mercato della penisola, uno dei quattro principali del Vecchio Continente.

Oltre alla percentuale di iTunes (che è quasi il doppio rispetto a quello della immediata concorrente, eBay ferma al 17%), un aspetto interessante che si può notare dal tracciamento delle preferenze, è che i fornitori di accesso su rete cellulare sono collocati appena al 7%. Potrebbe essere la prova concreta che gli sforzi fatti dagli operatori mobili per imporre i loro punti vendita su dispositivo mobile per ora non hanno prodotto effetto. Più in alto si collocano le case discografiche (16%). MTV, nonostante la forza mediatica e la popolarità del marchio si colloca solo al 12%.

Al primo posto di iTunes contribuisce, sicuramente, la popolarità di iPod che anche in Italia è di gran lunga il più venduto dei player musicali. La connessione tra il lettore di Cupertino e il suo negozio sono evidentemente molto forti.

“Come in altri mercati europei – dice a Macity Martin Olausson Director – Digital Media Strategies di Stategy Analiytics- iTunes ha una posizione dominante in Italia. I clienti della larga banda preferiscono iTunes quattro volte di più di quanto non facciano con gli operatori mobili e 10 volte di più di quanto non accada con gli operatori broadband quando si tratta di acquistare musica”.


Amazon Mp3 ora disponibile anche in Uk

Dicembre 3, 2008

Dopo il lancio di Amazon Mp3 avvenuto l’anno scorso in America, il popolare store di Seattle ha finalmente lanciato il proprio negozio di musica digitale per il territorio Inglese. Gli Mp3 potranno essere acquistati nel solo territorio inglese, in attesa che Amazon estenda i suoi negozi nei restanti territori europei e extra-europei.


Uno storico sorpasso

Novembre 26, 2008

Warner Music Group oggi ha annunciato che il fatturato digitale della sua storica sub-label “Atlantic” ha sorpassato quello fisico, facendo registrare un 51% di revenues digitali contro il 49% di vendite su supporti fisici. È un sorpasso storico, dato che fin’ora nessuna major aveva ancora registrato un fatturato digitale superiore alle vendite fisiche. Molto rimane da fare per ampliare l’offerta digitale ed espandere un mercato ancora agli albori: tuttavia questi segnali la dicono lunga su quale sia davvero la strada del futuro per quanto riguarda le vendite di singoli ed albums.


Apple Usa prima nelle vendite dei telefonini

Novembre 13, 2008

(da Macitynet)

Apple al primo posto nelle vendite di telefoni cellulari in America. Quel che sembrava impossibile, per target e costi di iPhone, viene ora descritto come una realtà dai numeri pubblicati oggi da NPD.

La società di ricerca assegna ad iPhone la corona di vincitore della corsa nelle preferenze di consumatori per il terzo trimestre dell’anno, quello che si è concluso a fine settembre. Il cellulare della Mela ha scalzato dal primo posto il RAZR di Motorola che dominava la graduatoria da tre anni, praticamente dal momento del lancio.

La notizia conquista del primo posto da parte di iPhone è tanto più significativa perché si tratta in sostanza di un solo telefono (anche se venduto in tre varianti), mentre i RAZR sono diversi, come diversi sono i Blackberry Curve che si collocano al terzo posto in classifica. Il fatto che, in ogni caso, il cellulare di Motorola, un telefono tradizionale, sia schiacciato in un sandwich tra due smartphone è un altro degli elementi significativi della ricerca di NPD; probabilmente dietro ad esso si può leggere un cambiamento dei tempi dove la polifunzionalità del telefono e la sua capacità di fare molte cose oltre che semplicemente fare chiamate in voce, sta diventando un fattore nelle scelte.

Anche le preferenze indicate dai clienti americani forniscono qualche conferma. Il 30% dei dispositivi venduti aveva una tastiera QWERTY, quasi il 70% funzionano anche come player di musica MP3. Il 43% di chi ha comprato un nuovo telefono l’ha fatto perché ne voleva uno capace di scattare foto.

In termini pratici, dice NPD, chi sta comprando nuovi telefoni sono coloro che vogliono avere nuove funzionalità. Tra di queste c’è principalmente l’accesso ad Internet, ma sussiste una larga fetta di clienti che non hanno alcun stimolo a passare a dispositivi evoluti e costoro stanno sostanzialmente evitando di cambiare i telefoni. Questo viene visto da NPD come un fattore negativo per gli operatori mobili che stanno cercando di far migrare un grande numero di clienti verso servizi a valore aggiunto.


Statistiche d’accesso su iTunes

Novembre 7, 2008

iTunes stà conquistando a piccoli passi l’intera audience Giapponese. A conferma di questo c’è il recente rapporto di Comscore che ieri ha confermato che il 40% della popolazione giapponese online ha visitato “un sito d’intrattenimento musicale” (dati relativi ad Agosto). Di questi utenti quasi il 25% ha utilizzato iTunes facendo registrare così la più alta percentuale di utilizzatori del popolare Music Store, superando paesi come l’America, l’Inghilterra, la Francia e la Germania.

Yahoo Music ha avuto il primato di “Negozio più poplare” nel paese, seguito da Sony Connect e SonyBMG Entertainment. Nella lista vi sono poi Goo Music, AOL Music e Neowing.co.jp

Tuttavia i dati rappresentati dagli accessi su iTunes non sono stati deludenti: Comscore ha dichiarato che ci sono stati 13.6 milioni di utenti in Giappone lo scorso Agosto, portando così la penetrazione di iTunes a più del doppio rispetto alla media mondiale (che si attesta all’11.2%). L’America è terza nella classifica dopo Giappone e Uk con una penetrazione del 19.6%.


Crescita per Amazon e Rhapsody

Ottobre 15, 2008

(da Rockol)

Anche se iTunes è tuttora senza rivali nel mercato della musica digitale (legale), i consumatori americani cominciano a familiarizzare con altri marchi e altre piattaforme. Stando a una recente ricerca dell’istituto Ipsos, la preferenza accordata al negozio on-line della Apple è ancora in aumento, 57 % (e + 7 % rispetto all’anno scorso) tra coloro che conoscono più di un negozio legale di download. Ma ora il 9 % degli utenti Internet statunitensi dichiara di preferire Amazon MP3, attivo da un solo anno, mentre il 7 % predilige Rhapsody (fermo al 4 % un anno fa). In declino risulta invece il gradimento di Napster, di Yahoo! e di MySpace, almeno prima del lancio del nuovo servizio musicale.


Nokia Comes With Music

Ottobre 2, 2008

Nel giorno del lancio di un vero concorrente di iPhone (il modello 5800 Xpress Music di Nokia), Nokia annuncia un piano rivoluzionario per tutti i fruitori di musica digitale (e in special modo tutti coloro non propensi ad un acquisto legale di musica): il progetto Nokia Comes With Music prevede una maggiorazione sul prezzo del telefonino (la maggiorazione sarà destinata agli artisti, alle etichette e agli editori) e dà accesso ad un immenso catalogo musicale (tutte le majors, tutte le principali indipendenti e naturalmente quello di Wondermark) a disposizione gratuitamente per 12 mesi, oltre i quali la musica rimarrà comunque di proprietà del fruitore. Un progetto davvero coraggioso ed importante.


7Digital e il DRM-Free con 5 Majors

Settembre 17, 2008
7Digital annuncia da oggi lintero catalogo delle 5 majors, in formato DRM Free

7Digital annuncia da oggi l'intero catalogo delle 5 majors, in formato DRM Free

Come annunciato da quest’articolo di Distorted Loop, 7 Digital si appresta a vendere in formato DRM Free (per la prima volta in Europa) l’intero catalogo di tutte e 5 le “grandi sorelle”. Una svolta epocale? Forse, dato dal fatto che per il momento neanche il maggiore operatore (iTunes) dispone dell’intero catalogo delle majors totalmente liberalizzato da DRM.


Best Buy acquisisce Napster

Settembre 16, 2008
Best Buy Logo

Best Buy è tra le prime catene di distribuzione in America e Canada.

Best Buy è emersa nella giornata di ieri per l’acquisizione di Napster per una somma totale di 54$ milioni di dollari. Napster diventerà quindi una sussidiaria della grande catena di distribuzione americana di Minneapolis. I contratti agli executive di Napster (Chris Gorog, Brad Duea e Christopher Allen) sono stati confermati sino al 2012 e nessun cambiamento delle sedi attualmente situate a Los Angeles.


YouTube: tanto pubblico, poca pubblicità

Luglio 21, 2008

(articolo da Rockol)

Tutti ne parlano, tutti lo guardano (300 milioni di visitatori e 3 miliardi di video al mese, secondo le ultime stime), ma nessuno, per ora, ci guadagna. A quasi due anni dal mega-investimento effettuato per l’acquisto di YouTube, 1,65 miliardi di dollari, Sergey Brin e Larry Page di Google non sono ancora riusciti a trasformarlo in un’impresa redditizia, scrive il New York Post: la raccolta pubblicitaria, inferiore ai 200 milioni di dollari per l’anno in corso stando ai calcoli di Wall Street, continua a essere troppo esigua per accontentare i fornitori di contenuti, case discografiche in testa.
“YouTube”, ha sentenziato l’analista della Forrester James McQuivey, “è l’acquisizione più sbilanciata nella storia di Google”. Secondo il “Post”, il sito sconta la freddezza nei suoi confronti degli “studios” holywoodiani, forse messi in guardia dalla causa da un miliardo di dollari che Viacom gli ha intentato per violazione dei copyright (vedi News), ma anche certi problemi tecnico-strutturali di difficile risoluzione. Molti clip tra quelli generati autonomamente dagli utenti, per esempio, sono troppo corti, un minuto o anche meno, per includere un messaggio pubblicitario da 15 o 30 secondi. Risulta molto difficile, inoltre, “leggere” per tempo il boom di popolarità di un video decretato dal pubblico della rete (quando i pubblicitari se ne accorgono, il picco di accessi solitamente è già svanito); e spesso – al di là che si tratti di video autorizzati oppure no – i filmati più popolari hanno un contenuto troppo esplicito o politicamente scorretto per attrarre un investitore pubblicitario senza fargli rischiare un crollo di immagine. Ma Google, scrive il Post, sta cercando di correre ai ripari: per esempio rinforzando la presenza di spot pubblicitari interattivi che partono in automatico quando si clicca sul video che si desidera guardare, ed offrendo agli inserzionisti strumenti più efficaci per acquisire informazioni sul profilo degli utenti e individuare sul nascere i maggiori successi “virali” che nascono spontaneamente tra i frequentatori del sito. Secondo Mark Mahaney di Citigroup, la raccolta pubblicitaria per il 2009 potrebbe crescere a 500 milioni di dollari: non una gran cifra, rispetto al giro d’affari globale di Google, ma sempre un inizio.


America Mòvil

Maggio 8, 2008

America Mòvil Logo

da Macitynet.it

Toccherà ad America Movil vendere iPhone in America Latina. L’annuncio ufficiale è arrivato alcuni minuti fa direttamente dall’operatore mobile che rappresenta la principale forza nel mercato dellatelefonia cellulare in centro e sud America.

America Movil da tempo veniva indicata come la principale candidata al lancio del telefono in nazioni come Argentina, Messico, Perù, Brasile, tutte nazioni molto importanti per quanto riguarda la telefonia cellulare. L’annuncio di oggi mette fine alle speculazioni e permette di considerare l’assetto di distribuzione di iPhone sotto una nuova luce.

America Movil, azienda del gruppo di Fortune 500, ha 150 milioni di clienti in america Latina e Carabi. Il suo proprietario è Carlos Sim Helù, uno dei più ricchi uomini al mondo. Il suo quartier generale è a Città del Messico paese dove ha ben 51 milioni di linee telefoniche. In sud America ha anche il marchio Claro. La sua principale concorrente nell’area è Telefonica, un’altra delle candidate a conquistarsi l’iPhone.

Ricordiamo che America Movil aveva presentato, con At&T, un’offerta per acquistare una percentuale di Telecom Italia, probabilmente con l’intenzione di mettere le mani su Tim Brasil, prima che si facesse avanti Telefonica.

L’iPhone di America Movil dovrebbe essere la versione 3G. Il lancio dovrebbe avvenire, probabilmente in maniera graduale, entro l’anno in corso.

Con gli annunci di ieri e oggi, Apple in pratica è presente su scala quasi globale con iPhone: Nord America (Usa e Canada) Centro e Sud America (con America Movil), buona parte dell’Europa (carrier nazionali più Vodafone) ed Oceania. Restano fuori tra i grandi paesi solo Russia e Cina, oltre che l’area del lontano oriente, tra i pesi più popolosi: Giappone, Sud Corea, Malesia. Ma in ogni caso il cellulare della Mela sarà presente in tutti i continenti.

 


Remix 2.0

Aprile 1, 2008

Sarà l’innovazione dei Radiohead, sarà la loro capacità di formulare nuove idee, fatto sta che i Radiohead sono capaci di attrarre fans (e compagnie multinazionali) e creare un’idea quale quella di remixare i brani dei Radiohead, scaricandone le parti singole direttamente da iTunes Music Store. Un incontro fans/remixer/produttori incredibilmente concreto e certamente avanguardistico, persino per i mercati americani. 

Radiohead logo 


Musica Digitale e Corriere della Sera

Marzo 17, 2008

Madonna

RCS, che certamente non è un piccolo giocatore nel mondo digitale, e la partnership con Madonna (più che altro con la sua ex-casa discografica Warner) segna oggi un piccolo passo verso quello che è da considerarsi oramai una tappa obbligata: il media online che vende direttamente il contenuto online.

Ecco quindi apparire in home page di Corriere.it (un sito visitato da 12 milioni e mezzo di utenti al giorno) l’ultima release di Madonna, acquistabile direttamente sul sito a 0.99 Eur.

Un sito (quello del Corriere) che segna il primo passo verso quello che probabilmente diverrà una vera tendenza di mercato e che ci auguriamo possa davvero far avvicinare finalmente più e più persone in Italia verso l’acquisto legale di contenuti protetti da diritto d’autore.


Canali Tradizionali e Artisti Indipendenti

Settembre 26, 2007

Confermata da una ricerca Knowmark, riferita al primo trimestre 2007, la maggiore attenzione riservata nella programmazione della nostra emittenza radiofonica nei confronti della produzione straniera (circa il 65 % del totale) rispetto a quella italiana, atteggiamento che nelle scorse settimane aveva sollevato parecchie polemiche nell’ambiente musicale; dalla ricerca stessa emerge che il 75 % della programmazione radiofonica è riconducibile a produzioni delle majors – per circa il 50 % etichette proprie, per circa il 25 % etichette distribuite – e che le pubblicazioni italiane indipendenti non superano nella programmazione la soglia del 7 %. Il campione utilizzato – 18 emittenti suddivise in base alla copertura territoriale – rappresenta, in base ai dati Audiradio, il 51 % di share negli ascolti in media giornaliera.


Il futuro

Settembre 20, 2007

Wondering
Alucne persone spesso si chiedono e chiedono a noi se il futuro musicale sarà davvero così come è visto oggi (iPod, iPhone, iTunes, Nokia, telefonini, etc.)

I dubbi, le perplessità, le incertezze nascono spesso da una serie d’informazioni sbagliate che vengono raccontate sui giornali con frasi quali “gli analisti ritengono…”, “molti esperti indicano che…”, “i giovani scaricano gratis da Emule”, “la musica gratis si diffonde meglio”, “Microsoft crede che..”.

Senza voler insegnare nulla a nessuno, nè fare alcuna polemica, ci piace però ribadire un concetto piuttosto lapalissiano:

SE QUESTO TIPO DI OPPORTUNITA’ NON FOSSE ESISTITA, L’INTERA INDUSTRIA OGGI SAREBBE SCOMPARSA ASSIEME AI SUOI OPERATORI E CERTAMENTE ASSIEME A NUMEROSI ARTISTI.

Dalla nostra esperienza e attività quotidiana possiamo affermare che il mercato digitale è straordinariamente vivo e dinamico. Ogni giorno una nuova idea si affaccia sul mercato e può essere colta come ulteriore opportunità di vendita, promozione e diffusione di contenuti.

Lo streaming (gratuito per gli utenti, ma pagato agli artisti ed editori) è una di queste. Da un rapido calcolo, si potrebbe tranquillamente arrivare a concludere che da qui a 5 anni la diffusione di tale sistema potrebbe sostentare tranquillmente qualsiasi artista o progetto che abbia un’audience giornaliera di alcune migliaia di persone (il solo Myspace potrebbe bastare). Utilizzando un solo canale.

Gli artisti possono quindi davvero finalmente intravedere un lungo futuro da oggi in poi, se davvero incominciano a pensare alla loro musica da un punto di vista diverso, più improntato verso l’imprenditoria, verso il marketing e l’advertising di loro stessi.

Probabilmente questa è la più grande rivoluzione/evoluzione discografica in atto dai tempi del magnetofono e ora non c’è più chiacchera che tenga. Se vuoi essere indipendente e avere successo, preaparati a conoscere il soggetto da cima a fondo.

Attenzione quindi a cogliere le opportunità con intelligenza, velocità e coraggio. Il mondo digitale è ora pieno di possibilità.

Giovani con know-how tecnologico, con esperienze di marketing ed advertising sono preferibili a burocrati vecchi, avidi e ignoranti.


Dalla Reuters

Settembre 5, 2007

Apple,iPhone supera concorrenza smartphone Usa in luglio

martedì, 4 settembre 2007 5.10 147

 
 

FRANCOFORTE (Reuters) – L’iPhone di Apple ha battuto la concorrenza degli smartphone sul mercato statunitense in luglio, primo mese in cui è stato in vendita per tutto il periodo di monitoraggio, raggiungendo una quota di mercato pari all’1,8% di tutti i cellulari venduti.

I dati contenuti in uno studio di iSuppli spingono l’istituto di ricerca a ribadire la previsione di 4,5 milioni di iPhone venduti quest’anno, una cifra che dovrebbe salire a oltre 30 milioni nel 2011.

I due modelli del telefonino Apple presenti sul mercato hanno venduto più della serie Blackberry di Research in Motion, dell’intera offerta Palm e di ogni modello di smartphone prodotto da Motorola, Nokia o Samsung.

Secondo iSuppli le vendite sono state pari al telefono più popolare attualmente sul mercato Usa, il Chocolate di Lg Electronics.

L’istituto di ricerca classifica l’iPhone come un prodotto a cavallo tra due categorie, in grado di competere sia con gli smartphone (con funzioni simili a quelle di un computer, tra cui l’email), sia tra i “feature phones”, accessoriati con una videocamera o un lettore musicale.

I dati di iSuppli sono stati raccolti attraverso un sondaggio mensile online condotto presso 2 milioni di consumatori negli Stati Uniti.


Landline Ringtones – Dropcharge

Settembre 5, 2007

Telephone SignUn progetto su cui Wondermark sta già lavorando da mesi, in collaborazione con diversi operatori di telefonia, sia in Italia che all’estero, è quello del cosìdetto “dropcharge”: ossia la possibilità di accedere ed usufruire di contenuti (nel nostro caso: musica, video ed extra-contenuti) attraverso l’addebito diretto su bolletta telefonica o carta ricaricabile per mobile.

Territori come l’Asia, la Francia e l’Inghilterra sfruttano già da tempo questo sistema ed i dati statistici continuano a confermare trend in crescita.

Va oltresì considerato che il dropcharge è di fatto una barriera in meno per il target di utenti strategico che va dai 12 ai 24 anni (e non solo loro): nessuna carta di credito richiesta, nessun conto PayPal, nessun conto corrente in banca. Un semplice click ed il contenuto viene scaricato ed addebitato in bolletta.